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| 10 feb 2022 | 05:01

“Evita di fare il bravo scolaretto”, dall’avvertimento a chi doveva vigilare sul concertone di Vasco alla mail a Fugatti: “Tu sai. Non ho paura della verità”

Ecco i documenti che inchiodano la Pat. Il funzionario della Polizia amministrativa a inizio gennaio scriveva a Fugatti: “Il giorno del contestato verbale della Commissione di vigilanza eri presente anche tu, quindi sai molto bene (e ripeto molto bene) non solo le pesanti parole che sono state pronunciate contro di me e contro la Commissione di vigilanza, ma anche le ripetute e insistenti ‘richieste’ che mi sono state fatte al fine di farmi annullare il verbale”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. “Evita di fare il bravo scolaretto”, è con queste parole che un alto dirigente della Provincia di Trento apostrofa uno dei funzionari della Polizia amministrativa chiamati a valutare la sicurezza dell’area di San Vincenzo a Mattarello di Trento, la stessa dove sorgerà la Trentino Music Arena, in via di allestimento per il concerto di Vasco Rossi previsto per il prossimo 20 maggio. È il 30 dicembre 2021 quando questa mail viene recapitata al funzionario e il verbale (del 27 ottobre) con il parere “negativo” della Commissione provinciale di vigilanza in merito alla sicurezza del luogo dove dovrà tenersi il concerto non è ancora trapelato. Anzi, secondo le accuse che arrivano dallo stesso dirigente della Polizia amministrativa ci sarebbe stato un tentativo di far “correggere” il verbale.

 

Per inquadrare meglio la vicenda però è necessario fare un passo indietro. Il 26 luglio 2021 infatti, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti annunciava di aver raggiunto l’accordo con lo staff di Vasco Rossi per organizzare a Trento un maxi-concerto. Pochi mesi prima, nel bel mezzo di un’infuocata campagna elettorale, lo stesso Fugatti era stato smentito per ben due volte sull’ipotesi di un concerto con protagonista il Blasco. A parlare di “fake news” fu proprio in cantante modenese. In poco tempo l’evento del 20 maggio si è trasformato in una strumento di propaganda, un’occasione per la Giunta leghista di prendersi una rivincita dopo la brutta figura rimediata sotto elezioni. Anche per questo la riuscita del concerto è diventa una questione cruciale.

 

L’evento non è dei più facili da organizzare: sono attese 120mila persone concentrate in un’area da 27 ettari dove però troveranno spazio anche il palco e altri allestimenti. Il concerto di fatto è equiparato a una calamità naturale, la stessa Provincia parla di “grave disagio per la collettività, che non è fronteggiabile attraverso l’ordinaria attività dell’amministrazione pubblica”, mentre i costi per la sola Trentino Music Arena si aggirano sui 2 milioni di euro.

 

Più passano i mesi però e più sul concerto si allungano delle ombre inquietanti che parlano di pressioni e minacce che sarebbero state fatte per cancellare e nascondere il verbale redatto dalla Commissione provinciale di vigilanza che, come già anticipato, dava parere negativo sulla sicurezza dell’area di San Vincenzo giudicandola “non idonea” perché l’assembramento di 120mila spettatori “può determinare pericolose interferenze, travolgimenti e schiacciamenti delle persone coinvolte da un evento avverso”.

 

Accuse gravissime che arrivano da funzionari pubblici e chiamano in causa direttamente il presidente Maurizio Fugatti, peraltro rese note solo tramite due richieste di accesso agli atti del consigliere provinciale del Partito Democratico Luca Zeni. È così che emerge parte della corrispondenza fra il presidente della Provincia di Trento e alcuni funzionari della Polizia amministrativa. In merito alle prime accuse la Provincia si era difesa parlando di un verbale “intempestivo” perché arrivato quando ancora non c’era un progetto completo. “Nessuna indebita pressione – proseguiva la nota della Pat – chi afferma il contrario se ne assumerà le relative responsabilità”.

 

È a questo punto che il dirigente della Polizia amministrativa scrive una mail direttamente a Fugatti per chiedere conto del comunicato. È il 5 gennaio 2022 e il funzionario scrive alla luce delle “gravi accuse che sono contenute il tali parole (quelle del comunicato ndr) e viste le ancora più gravi intimidazioni ad esse connesse”. La mail prosegue: “Dato atto che eri presente anche tu in occasione del discusso incontro […] la sera del 27 ottobre proprio il giorno del contestato verbale della Commissione di vigilanza (ti do del tu non per mancanza di rispetto, ci mancherebbe, ma solo perché tu stesso me lo hai detto proprio in occasione di tale incontro). Dato atto che sai quindi molto bene (e ripeto molto bene) non solo le pesanti parole che sono state pronunciate contro di me e contro la Commissione di vigilanza, ma anche le ripetute e insistenti richieste’ che mi sono state fatte al fine di farmi annullare il verbale della Commissione stessa e di tenerlo nascosto (credo che tu possa ricordare tutto, ma se serve, sono disponibile a riportare, parola per parola, ogni intervento delle persone presenti). Dato atto che sai perfettamente anche la richiesta che mi è stata fatta di annullare la convocazione della Commissione per il giorno 29 (che avevo già inoltrato) al preciso fine di evitare che il Sindaco di Trento venisse a conoscenza del verbale del giorno 27 (quello dove si certifica l’inidoneità dell’area di San Vincenzo ndr)”.

 

La mail prosegue ricordando l’assenza di “adeguate via di fuga” ma sottolineando come, ciononostante, la convenzione firmata dalla Pat con l’entourage del rocker modenese affermi invece che lo spazio di San Vincenzo sarebbe idoneo ad accogliere 120mila persone. Detto questo il funzionario aveva suggerito di sospendere la prevendita dei biglietti cosa che però non è stata fatta. Anzi, la Provincia ha continuato, nonostante i dubbi sollevati dalla Commissione, a promuovere l’evento con il risultato che i biglietti venduti sono arrivati a quota 100mila.

 

Non solo, perché lo stesso dirigente riferisce di “pesantissime pressioni” per negare l’accesso ad alcuni documenti richiesti dal consigliere Zeni “che aveva il diritto di avere e che io avevo il dovere giuridico di consegnare anche alla luce delle possibili responsabilità di carattere penale”.

 

È qui che entra in gioco Paolo Nicoletti della Direzione generale della Provincia, l’ufficio che assicura l’applicazione delle direttive impartite dalla Giunta provinciale. In una mail dai toni a dir poco accesi, rispondendo al dirigente della Polizia amministrativa che spiegava di non poter limitare l’accesso ai documenti chiesti da Zeni, Nicoletti scrive: “Io non sono abituato a prendere lezioni da chi pensa sempre di sapere una pagina in più del libro. E visto che a te è sempre tutto chiaro e che dispensi verità in ogni cosa che scrivi […] evita di fare il bravo scolaretto facendo finta di coinvolgere gli altri per poi operare di testa tua. […] L’Amministrazione valuterà coerenza e correttezza del tuo operato”. Come già detto la mail di Nicoletti risale al 30 dicembre mentre la prima richiesta di accesso agli atti presentata dal consigliere del Pd Zeni è datata 21 dicembre 2021.


Nei mesi precedenti c’erano stati altri scambi (quasi sempre con il presidente Fugatti messo in copia per conoscenza). Il 4 novembre chi doveva vigilare sul concerto ribadiva molte delle criticità emerse sull’area di San Vincenzo ma anche sulle pressioni ricevute e sottolineando come il raffronto con l’Adunata degli alpini a Trento fosse “assolutamente fuori luogo”. L’8 novembre il dirigente della Polizia amministrativa metteva in guardia la direttrice dell’Ufficio centrale unica di emergenza: “[…] si è avuta la netta sensazione che non abbiate la doverosa corretta percezione dei rischi e dei problemi a cui va incontro la Provincia”. Inoltre si parla di alcune problematiche relative alla vicinanza dell’area con l’aeroporto di Mattarello che avrebbero “sollevato un mezzo vespaio con lo staff di Vasco”.

 

Infine, già il 10 novembre, vengono espressi dubbi anche sulla scelta della società esterna incaricata di verificare la sicurezza dell’area “che dal suo stesso sito pare specializzata nel settore antincendi e non nella tematica della sicurezza degli eventi e spettacoli pubblici”. Questo è un passaggio importante perché secondo Zeni sarebbe stato messo in atto un tentativo per provare a bypassare il parere negativo della Commissione vigilanza, affidando una nuova analisi a una società esterna.

 

La situazione è così tesa che persino il presidente della Commissione provinciale di vigilanza è intervenuto in difesa del dirigente della Polizia amministrativa messo sotto pressione dicendosi (il 6 gennaio) “sconcertato” per le parole scritte contro il suo dirigente “[…] ritengo che pressioni messe in campo dopo il verbale del 27 ottobre nei confronti del dirigente della Polizia amministrativa e di altri componenti della Commissione di vigilanza siano state del tutto improprie. […] Come già suggerito con la lettera di data 27 luglio 2021 forse prima di firmare un contratto ufficiale e prima di partire con i lavori era opportuno che fosse richiesto un parere sull’idoneità dell’area alla Commissione di vigilanza visto che un evento di questo tipo comporta spese enormi da parte della Pat”.

 

Va detto che in aula il presidente Fugatti ha evitato di rispondere nel merito alle accuse che gli sono state mosse. Nel frattempo però, con una mail del 5 gennaio 2022 il dirigente della Polizia amministrativa sfidava Fugatti: “Credo che la gente trentina dopo aver letto gli articoli sui giornali abbia il pieno diritto di vedere tutti gli atti e di capire le vere responsabilità di ciascuno di noi. Io francamente non ho alcuna paura della verità”.

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