Concerto Vasco Rossi, Dalzocchio contro i “gufi”, ma Fratelli d’Italia si smarca: “Non è un’iniziativa della coalizione di Centrodestra”
In un passaggio della sua replica alle opposizioni Fugatti afferma di voler “difendere da queste illazioni tutta la dirigenza provinciale”, il problema però è che molte accuse lo chiamano direttamente in causa e, come se non bastasse, arrivano dalla stessa dirigenza che il presidente dice di voler difendere

TRENTO. Sono accuse pesantissime quelle che emergono dai nuovi documenti di cui è entrato in possesso il Partito Democratico e che riguardano le pressioni che sarebbero state fatte per annullare e tenere nascosto il verbale della Commissione provinciale di vigilanza dove a proposito del maxi-evento per il concerto di Vasco Rossi a Trento si affermava “si ritiene, a un primo esame, che l’area non sia idonea per ospitare un evento con la presenza di 120 mila persone”.
“La documentazione di cui siamo entrati in possesso – spiega il consigliere del Pd Luca Zeni – aggrava ulteriormente il quadro”. Le accuse sulle indebite pressioni infatti, vengono confermate non soltanto dal dirigente della Polizia amministrativa, ma anche dal presidente della Commissione provinciale di vigilanza sui teatri ed altri locali di pubblico spettacolo. Il tentativo di tenere nascosto il verbale sarebbe stato fatto, mette nero su bianco il dirigente, “al preciso fine di evitare che il Sindaco di Trento venisse a conoscenza di quel verbale negativo sull’idoneità dell’area ad un evento di quella portata”. Effettivamente il primo cittadino del capoluogo, Franco Ianeselli, era stato tenuto all’oscuro di tutto e aveva appreso del verbale solo dai giornali.
L’organizzazione del concerto di Vasco Rossi è stata al centro di un duro dibattito all’interno dell’aula del Consiglio provinciale. Per essere precisi non è tanto l’evento in sé a essere al centro del dibattito quanto il modus operandi della Giunta Fugatti. Tante le critiche arrivate per via dei costi molto elevati ma anche per le modalità organizzative che di fatto vedono la Provincia assumersi una sorta di “rischio d’impresa” per un evento di fatto commerciale.
“Il Trentino in questo momento non aveva bisogno di grandi eventi – sottolinea Lucia Coppola di Europa Verde – ma di un convinto sostegno a tutte le attività culturali che in questi due anni hanno tanto sofferto sia dal punto di vista economico che della propria identità e professionalità, come artisti e produttori di cultura che a vari livelli rendono questa nostra provincia un luogo di grande creatività”.
“Solo questa Giunta poteva impiegare soldi pubblici per un evento che l’entourage di Vasco avrebbe potuto tranquillamente organizzarsi da solo”, afferma Paolo Zanella di Futura. “Noi in Trentino investiamo risorse pubbliche in un concerto mentre la sanità è in ginocchio e la gente non riesce a pagare le bollette”. Da Futura dubbi anche sulla sostenibilità di un evento di questo tipo in un territorio alpino.
Michele Dallapiccola del Patt si è augurato che il concerto riesca e che soprattutto possa svolgersi in sicurezza ma ha sottolineato l’onerosità della convenzione sottoscritta dalla Provincia: “Con i milioni di Vasco si poteva fare altro per promuovere il Trentino, affidarsi al concerto è avvilente, questi 27 ettari era meglio destinarli per uso agricolo”.
“Il mio parere – riferisce Ugo Rossi di Azione – è che al Trentino e alla sua immagine non servono mega-eventi di questo tipo e che si debba continuare a puntare su natura, ambiente, cultura, enogastronomia, qualità del vivere, dell’accoglienza, delle infrastrutture e dei servizi turistici. I mega concerti invece sono replicabili in qualsiasi luogo (anzi prescindono dal luogo) e non caratterizzano in niente l’offerta turistica di un territorio come il nostro. Per Rossi poi è un errore paragonare il concerto di Vasco a kermesse come l’Adunata degli alpini o la visita del papa a Trento: “Questo è evento commerciale e di business e come tale non deve essere organizzato con relativo rischio di impresa dalla Provincia”.
“È un evento incoerente con il piano di sviluppo provinciale e non conforme con i principi della legge per le attività culturali”, sostiene Alex Marini del Movimento 5 stelle. “Manca di efficacia, non è economico e non c’è trasparenza. A fronte di potenziali ricavi per 6,5 milioni per la vendita di biglietti e di almeno 2,5 milioni sulle consumazioni cosa ci guadagna la Provincia? Praticamente nulla. Non c’è nemmeno nessun vincolo per favorire gli operatori economici trentini”.
Anche il consigliere di Fratelli d’Italia, Claudio Cia, in un certo senso ha voluto prendere le distanze sull’evento, pur augurandosi che questo abbia “pieno successo”. “Il concerto si farà ma va detto in tutta onesta che non è un’iniziativa della coalizione di Centrodestra – spiega – ma una proposta esclusivamente della Giunta di cui noi non facciamo parte. Non essendo stati partecipi nella scelta e definizione, riteniamo di poter estraniarci anche da quello che sarà il proseguo del dibattito”.
La consigliera Vanessa Masè (La Civica) ha detto che l’effetto Vasco c’è eccome, con le stanze degli alberghi già prenotate da mesi. L’evento, inoltre, avrebbe una funzione sociale perché dopo due anni di chiusura si potrà guardare a qualcosa di bello e di vivo. I problemi di sicurezza, dice Masè, ci sono sempre, ma si stanno valutando con attenzione.
La consigliera leghista Mara Dalzocchio invece ha difeso a spada tratta il concerto: “Non si può gufare, su un evento del genere si deve solo essere solidali, voi sperate che sia un fiasco”. Per la capogruppo leghista sarà un evento straordinario: “Mi dispiace per voi siete lì che rosicate. Rosicate talmente tanto che quello che avete detto fino adesso è stato solo un arrampicarsi sugli specchi. Rilassatevi e godetevi questa giornata tantissime persone verranno per ascoltare musica”.
Infine è stato il turno di Maurizio Fugatti che però, nel dibattito della mattina, ha evitato di rispondere in maniera puntuale alle accuse lanciate dal Pd e dalle opposizioni. “Al di là del tema della sicurezza che è centrale, il dibattito in certi passaggi mi è sembrato quasi surreali. Vorrei ringraziare tutti i dirigenti provinciali che su questo evento stanno operando in modo serio e costante fin dall’inizio. Un evento complesso sul quale la dirigenza trentina sta lavorando dall’inizio. È una sfida e serve la capacità di coglierla. La Giunta ha fatto il proprio”.
In un passaggio della sua replica Fugatti afferma di voler “difendere da queste illazioni tutta la dirigenza provinciale”, il problema però è che molte accuse lo chiamano direttamente in causa e, come se non bastasse, arrivano dalla stessa dirigenza che il presidente dice di voler difendere.
“La Giunta provinciale ha scelto di caricare politicamente questo concerto – conclude Zeni – ma il fatto più grave sono le pressioni sui dirigenti per annullare il verbale che dava parere negativo sulla sicurezza dell’area di San Vincenzo. Il problema è che si è voluto firmare una convenzione senza aspettare il parere della commissione da qui derivano tute le forzature. Non è possibile prendere un impegno per un concerto da 120mila persone senza subordinarlo alla sicurezza dell’area prevedendo poi un dispiegamento di forze mastodontico”.
Sul tema i consiglieri Dem, Sara Ferrari, Alessio Manica, Alessandro Olivi, Giorgio Tonini e lo stesso Zeni hanno presentato una risoluzione per impegnare la Giunta provinciale “ad attenersi a quanto prevede il diritto, sia nel ritenere prioritaria la sicurezza nell’organizzazione dei grandi eventi, compreso il concerto di Vasco Rossi, sia nel rispettare la separazione dei ruoli e le competenze degli organismi deputati a svolgere le valutazioni tecniche sulla sicurezza, a tutela di tutta la comunità e a rispettare la trasparenza che dovrebbe caratterizzare l’azione della pubblica amministrazione”. Per la cronaca la risoluzione è stata respinta.














