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Vasco Rossi a Trento, il sindaco: “Il no della Commissione? Lo abbiamo saputo dai giornali. Il Comune non ha ancora visto il progetto organizzativo dell’evento”

Nei giorni scorsi si è scoperto che la Commissione provinciale di vigilanza, in merito alla sicurezza dell’area di San Vincenzo per il concerto di Vasco Rossi, aveva dato parere negativo. La Provincia però non aveva avvisato il Comune “che non ha ancora visto il progetto organizzativo dell’evento”. L’intervista al sindaco di Trento Franco Ianeselli: “La Commissione di vigilanza non può essere bypassata”

Di Tiziano Grottolo - 09 gennaio 2022 - 05:01

TRENTO. Hanno destato scalpore le conclusioni della Commissione provinciale di vigilanza che già alcuni mesi fa aveva valutato la sicurezza e l’idoneità dell’area di San Vincenzo che il prossimo maggio dovrà ospitare il concerto da 120mila persone di Vasco Rossi. “Si ritiene, da un primo esame, che l’area non sia idonea per ospitare un evento con la presenza di 120 mila persone”, la secca conclusione a cui era giunta la Commissione senza contare che nella valutazione non erano state prese in considerazione “tutte le problematiche connesse alla viabilità, ai parcheggi, alle strutture, agli impianti e agli ulteriori aspetti di competenza della Commissione”.

 

I primi dubbi, soprattutto legati alla sicurezza e alle dimensioni dell’area, erano peraltro già stati evidenziati anche da Il Dolomiti in un’inchiesta che aveva analizzato gli spazi disponibili nell’area di San Vincenzo a Mattarello. Come se non bastasse il dirigente del Servizio di Polizia amministrativa provinciale riferisce di aver ricevuto delle pressioni per annullare il parere della Commissione di Vigilanza. Accuse pesanti che gettano ombre sull’operato della Giunta Fugatti che dal canto suo si difende parlando di un verbale “intempestivo” perché arrivato quando ancora non c’era un progetto completo (che comunque a pochi mesi dall’evento non è ancora stato reso noto).

 

Queste ultime vicende di certo non hanno contribuito a distendere i rapporti fra Provincia e Comune con quest’ultimo che di fatto si è trovato “impacchettato” un grande evento senza nemmeno essere stato consultato. Alla luce di questi nuovi sviluppi abbiamo deciso di chiedere al sindaco Franco Ianeselli la sua opinione sul concerto.

 

Innanzitutto, eravate stati messi al corrente del parere negativo della Commissione provinciale di vigilanza?

“No, l’abbiamo appreso dalla stampa”.

 

Che idea si è fatto il sindaco sulle conclusioni a cui sono arrivati i tecnici della Commissione che hanno svolto le indagini sull’area di San Vincenzo?

“Precisando che non abbiamo ancora visto il progetto organizzativo dell’evento, credo di dover ribadire che la sicurezza per noi è il prerequisito fondamentale. E non solo all’interno dell’area del concerto, non solo durante il concerto, ma anche al di fuori della Trentino Music Arena, anche prima e dopo l’evento. Perché dobbiamo ovviamente garantire, anche in caso di imprevisti di varia natura, l’incolumità e la tranquillità di chi ha acquistato il biglietto e insieme minimizzare l’impatto che l’arrivo di 120mila persone avrà sulla città, dal punto di vista della mobilità e non solo”.

 

A settembre, in una precedente intervista, veniva chiesta più trasparenza e di vedere i progetti, sono mai arrivati al Comune?

“Il progetto dei lavori di sistemazione dell’area l’abbiamo visto e analizzato con i nostri tecnici, del progetto riguardante invece l’aspetto organizzativo abbiamo saputo qualcosa di interlocutorio durante un incontro a dicembre. Del resto mi pare che non sia ancora pronto, dunque è impossibile esprimere una valutazione. Abbiamo invece avuto rassicurazioni sul fatto che all’impegno logistico e organizzativo del Comune per il concerto corrisponderà un ristoro economico adeguato da parte della Provincia”.

 

Tornando agli aspetti della sicurezza, la posizione della Giunta si può riassumere in “la commissione è stata troppo frettolosa”, il Comune invece cosa ne pensa?

Ogni parere, ogni criticità, anche solo ipotetica, va tenuta in considerazione. Quello che è avvenuto in passato (penso alla Love Parade di Dusiburg del 2010, alla tragedia di piazza San Carlo a Torino del 2017, al drammatico concerto di Houston, in Texas, dello scorso novembre) ci insegna che i grandi eventi se vanno bene diventano memorabili, se vanno male si trasformano in catastrofi. Per questo l’organizzazione deve essere precisa come un orologio svizzero, prevedere anche le evenienze più remote, mettere in conto intoppi che si verificano di rado. Dal punto di vista della complessità, con le circa 500mila presenze in tre giorni, l'adunata degli Alpini del 2018 è stato forse uno degli eventi trentini più difficili da gestire. In quell’occasione, proprio grazie a una pianificazione minuziosa, tutto è andato nel migliore dei modi. Un discorso analogo lo possiamo fare per gli Europei di ciclismo, che hanno impegnato non poco la struttura comunale. A questo proposito, credo di poter dire che in questi anni il nostro personale, penso alla polizia locale, ma non solo, ha maturato, in collaborazione con la Provincia, un’esperienza davvero importante nella gestione dei grandi eventi”.
 

A quanto pare il dirigente delle Commissione avrebbe subito delle pressioni per modificare il verbale in cui si diceva che l’area di San Vincenzo non è sicura. Ora la Pat vuole affidare a una società privata la valutazione dei rischi, non c’è il pericolo che gli aspetti legati alla sicurezza non siano valutati adeguatamente?

“A questo proposito credo che si debba fare chiarezza. Nessuna società privata si può sostituire alla Commissione di vigilanza, di cui fanno parte, tanto per fare due esempi, anche i vigili del fuoco e la questura. Il fatto che ci si rivolga a una società esperta e competente nell’organizzazione dei grandi eventi non significa certo che la Commissione di vigilanza possa essere bypassata, perché è sempre e solo la Commissione che può dare il via libera finale. Detto questo ribadisco che la sicurezza è prioritaria e voglio sperare , anzi, sono certo, che nessuno abbia la minima intenzione di forzare sui requisiti necessari a garantirla”.

 

Negli ultimi giorni i contagi sono stati oltre 6.000 un evento da 120mila presenze fra 4 mesi è il messaggio giusto da dare alla città?

“La pandemia è in continua evoluzione. Il dilagare della variante Omicron ha fatto impennare i contagi ed è presto per dire se questo significa che raggiungeremo l'immunità di gregge. Fare previsioni in questo momento credo sia quasi impossibile. Tra un paio di mesi le autorità sanitarie della provincia faranno le opportune valutazioni e decideranno se un grande evento da 120mila persone sia compatibile con la situazione o se rappresenti un pericolo per chi ha acquistato il biglietto e per tutta la città. Noi tutti speriamo naturalmente che le condizioni sanitarie siano tali da permettere non solo lo svolgimento del concerto di Vasco, ma anche il ritorno alla vita normale”.

 

Fermo restando che la competenze, in quanto promotrice dell’evento, è la Provincia è possibile tracciare una road map dei lavori sull’area San Vincenzo?

“Non avendo promosso l’evento, non è certo il Comune che stabilisce la road map da seguire. Soprattutto per quanto riguarda i risvolti organizzativi del grande concerto del 20 maggio, risvolti che tra l’altro sono preponderanti vista l’affluenza prevista. Invece, per quanto riguarda i lavori necessari a sistemare l’area di San Vincenzo, il Comune è stato coinvolto in modo diretto: il gruppo di tecnici comunali che, sotto il coordinamento della direzione generale, sta seguendo l’evento, nelle scorse settimane ha visionato il piano dei lavori, che peraltro non è troppo impegnativo perché prevede sostanzialmente tre tipi di intervento. Innanzitutto la zona della Trentino Music Arena va spianata con lavori di movimento terra, poi ci sarà la posa dei sottoservizi e infine la semina del manto erboso. A questo riguardo, pensando al dopo, abbiamo suggerito alla Provincia di trasformare quel grande spazio in un’area verde sempre aperta dove i cittadini possono fare sport, assistere a uno spettacolo o semplicemente passeggiare. Immaginiamo che San Vincenzo diventi qualcosa di simile al parco Nord di Bologna o al Parco San Giuliano di Venezia, con tanto verde, percorsi pedonali e ciclabili e strutture sportive leggere”.

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