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''Cosa c'entrano i partigiani con i mutamenti climatici? Vergogna'': se ''Bella Ciao'' qui ancora divide mentre il mondo la canta con orgoglio (dalle web serie alle piazze)

L'attivista della Lega Daniele Demattè oggi ha lanciato un video dove si stupisce che durante la manifestazione di Fridays for Future qualcuno abbia cantato ''Bella Ciao'' parlando di ''strumentalizzazione dei nostri ragazzi''. In realtà la spiegazione è semplicissima e ve la raccontiamo in video

Di Luca Pianesi - 29 November 2019 - 19:14

TRENTO. ''Mi riferiscono che la canzone Bella Ciao, viene intonata in vari punti della città proprio oggi. Ma cosa c'entrano i partigiani con i mutamenti climatici? A questa strumentalizzazione dei nostri ragazzi rispondo in un modo solo: vergogna''. Cosa c'entra Bella Ciao con la marcia per i cambiamenti climatici? Se lo chiede con un video di ''denuncia'' (cliccate sull'immagine qui sopra per vederlo) l'attivista della Lega Daniele Demattè, marito della consigliera provinciale Katia Rossato (che proprio ieri aveva attaccato la manifestazione di Trento di Fridays for Future perché bloccando la rotonda di via Berlino avrebbe tenuto ferme le macchine che avrebbero, così, inquinato più del solito), rilanciando una polemica contro Bella Ciao che in casa Lega pare non passare mai di moda.

 

Ebbene la risposta la diamo noi a Demattè e ai tanti che hanno condiviso il suo video con tanto di ''vergogna'' su Facebook. Gliela diamo così, pubblicando una canzone nata nel 2012 in Belgio da un regista e attivista ambientalista belga, Nic Balthazar: il titolo è "Sing for the climate" e venne proiettata durante la seduta plenaria della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi a Doha in Qatar del 2012. Oggi è cantata in tutto il mondo durante le manifestazioni di Fridays for Future essendone diventata, praticamente, la colonna sonora. 

 

 

 

Non c'è, quindi, poi troppo da stupirsi se in Italia si è ''mantenuta'' la versione ''ufficiale'' che, va detto, con la ''vergogna'' e con concetti quali la ''strumentalizzazione dei bambini'' non ha niente a che vedere. Lasciando stare la storia di ''Bella Ciao'' che indubbiamente viene associata alla Resistenza (e quindi ai partigiani che sono stati tra i liberatori del nostro Paese dal nazi-fascismo e quindi, comunque, non si capisce perché qualcuno dovrebbe anche solo pensare alla parola ''vergogna'' ascoltandola) guardando ai giorni d'oggi è una delle canzoni italiane più amate del mondo, simbolo di libertà, coraggio e riscatto.

 

Nella più famosa serie Netflix spagnola, ''la Casa di Carta'' viene riproposta più volte con un italiano stentato ma forse per questo ancor più significativo perché mostra come anche il testo sia conosciuto proprio perché considerato patrimonio comune certamente europeo ma non solo.

 

 

 

 

In Francia è stata cantata, nel 2015, durante l'evento per ricordare i morti di Charlie Hebdo dall'attore comico francese Christophe Aleveque 

 

 

 

 

In Portogallo addirittura durante il Talent ''The Voice''

 

 

 

 

E anche in Grecia nella stessa trasmissione

 

 

 

 

Uscendo dall'Europa c'è la Turchia, per esempio, che ha usato la canzone nelle piazze di Istanbul e di altre città, a partire dal 2013, per protestare contro il regime sempre più autoritario di Erdogan

 

 

 

 

 

E poi ci sono i curdi che l'hanno fatta propria durante la guerra civile siriana e gli scontri con l'Isis nel Rojava

 

 

 

 

Non basta? In Cile da qualche mese la situazione è degenerata, stanno avvenendo dei massacri, scontri di piazza, si contano decine di morti e centinaia di feriti oltre che arresti indiscriminati da parte delle forze dell'ordine per reprimere la protesta di chi chiede maggiore uguaglianza, miglioramento del sistema sanitario, istruzione di qualità e cambiamenti nel sistema pensionistico. E anche lì che canzone viene cantata?

 

 

 

 

Poi ci sarebbero quelli per i quali solo ieri la capogruppo della Lega, Mara Dalzocchio, e tutta la Lega in consiglio provinciale ha votato per esprimere loro solidarietà e sostegno sia per l'indipendenza che per l'autonomia (con qualche confusione visto che allo stesso tempo il leader Salvini parteggia anche per coloro che li hanno denunciati e li contrastano in tutti i modi, i neofranchisti di Vox QUI ARTICOLO). Ci sono i catalani che quando manifestano per la Catalogna non dimenticano mai di cantare ''Bella Ciao''

 

 

 

La lista potrebbe continuare all'infinito, sorvolando paesi e continenti, passando dall'essere canzone di protesta, di sostegno, canzone pop o eseguita in lirica. Quel che è certo è che in tutto il mondo suona di libertà di riscatto popolare e per chi è italiano è un motivo di orgoglio, qualcosa che ha superato confini e provincialismi per imporsi su scala planetaria regalando brividi e emozioni a qualsiasi latitudine. Questa, per concludere, una rivisitazione firmata nientemeno che dai Marlene Kuntz assieme a Skin.

 

 

 

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