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“Varda chi quel che gà el bon temp de nar a Milàn a cantar Bella Ciao coi comunisti”, il sindaco di Fiavé schernito da un assessore. Zeni: “Failoni sei stato tu?”

Il sindaco di Fiavé Angelo Zambotti schernito durante un evento ufficiale da un assessore per aver preso parte alla marcia dei 600 sindaci in favore di Liliana Segre. La frase incriminata: “Varda chi quel che gà el bon temp de nar a Milàn a cantar Bella Ciao coi comunisti”. Nell'interrogazione presentata da Luca Zeni si punta il dito contro l'assessore al turismo Roberto Failoni

Di Tiziano Grottolo - 23 dicembre 2019 - 18:55

FIAVÈ.  “Varda chi quel che gà el bon temp de nar a Milàn a cantar Bella Ciao coi comunisti” così il sindaco di Fiavè Angelo Zambotti sarebbe stato apostrofato durante un incontro pubblico, alla presenza di altre cariche istituzionali, ad essersi lanciato in queste esternazioni però non è un vecchio amico del primo cittadino bensì un uomo dell’attuale Giunta, un assessore a quanto pare.

 

A denunciare l’episodio è stato lo stesso Zambotti tramite un post su Facebook (senza però rendere note le generalità della persona coinvolta): “Quando in un appuntamento pubblico, in mezzo a un sacco di gente, un alto rappresentante delle istituzioni ti indica con fare da bullo per attirare l’attenzione pronunciando queste esclamazioni in quel momento ti senti più che mai dalla parte giusta”.

 

Infatti il primo cittadino di Fiavè era stato tra i pochi sindaci trentini a prendere parte alla marcia in sostegno della senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto e proprio per questo vittima di insulti e minacce via social tanto che lo Stato le ha affidato una scorta. Quella di Milano è stata la risposta delle istituzioni, vi hanno preso parte oltre 600 cariche istituzionali da tutta Italia, contro l’odio un segno di vicinanza alla senatrice tra gli ultimi testimoni diretti ad aver vissuto sulla sua pelle il dramma della detenzione in un campo di concentramento nazista. Eppure, ci sarebbe chi non la pensa allo stesso modo e non perde occasione per cercare di stuzzicare quello che viene percepito come un avversario.

 

“Ho parlato per stigmatizzare il fatto, queste cose non devono succedere, non deve passare il messaggio che sia una cosa normale”, afferma Zambotti che punta il dito contro il clima degradante in cui è stata trascinata la discussione politica. “Quando una persona accetta una carica istituzionale dovrebbe cercare di restare super partes, a maggior ragione durante un evento istituzionale dove dovrebbe rappresentare tutti i trentini, andando al di là delle appartenenze politiche”.

 

Sconcertante, secondo Zambotti, che durante un evento pubblico ci sia una carica istituzionale che “punta il dito godendo della propria superiorità istituzionale schernendo un sindaco, a maggior ragione se questo scherno è accompagnato da etichette come comunista, a voler rimarcare una sorta di contrapposizione che nessuno ha cercato. In questa situazione – continua Zambotti – ho preferito far finta di nulla ma cose del genere non dovrebbero mai accadere né verso un comune cittadino né tantomeno verso un’altra carica istituzionale”.

 

Zambotti ci tiene a rimarcare il fatto di essersi sempre presentato come civico e di non essere tesserato con nessun partito, proprio per sottolineare che fin tanto che resterà in carica sarà il sindaco di tutto il paese, “se mi fermo a pensare – riprende – credo che una cosa simile 15 anni fa non sarebbe potuta accadere, sarebbe stato impensabili rivolgersi in questo modo a qualcuno, di certo queste parole sarebbero state stigmatizzate da tutti, invece non è successo nulla”.  

 

La cosa che più dispiace al sindaco di Fiavé è il veder la politica, l’impegno civico ridotto al tifo da stadio, in una contrapposizione fra bianco e nero “cercare di umiliare qualcuno sfruttando a propria posizione – conclude Zambotti – è indice di uno scarso rispetto verso l’istituzione che si rappresenta. Ho deciso di parlare – ricorda infine il primo cittadino di Fiavè – perché non darne risalto sarebbe stato come accettare questo fatto per un comportamento normale, ma così non è”.  

 

A puntare il dito però è arrivata un’interrogazione firmata dal consigliere del Partito Democratico Luca Zeni che ha voluto ribadire come “Già in diverse occasioni la Giunta provinciale salviniana abbia dimostrato di seguire in toto l’esempio del capo nazionale e di mischiare i piani istituzionali e politici”.

 

Una volta appresa la notizia il consigliere Dem è andato su tutte le furie: “Invece di ricevere la gratitudine delle Istituzioni dell’autonomia, per aver rappresentato anche almeno un pezzo di Trentino e per aver concretamente testimoniato i valori della civiltà contro la barbarie, pare che, nel corso di un pubblico incontro, un Assessore provinciale abbia schernito pesantemente il Sindaco Zambotti. Una condotta di questo tipo – ha evidenziato Zeni – non può essere liquidata come caduta di stile, perché rappresenta un vero atto di bullismo istituzionale”. Lo stesso Zeni ha poi voluto ricordare che “ricoprire momentaneamente il ruolo di Assessore provinciale significa essere consapevoli di rivestire, giorno e notte per tutta la durata del mandato, una carica di rappresentanza dell’intera comunità trentina e comporta il dovere istituzionale di un decoro che deve necessariamente essere mantenuto, a prescindere dalla propria appartenenza partitica”.

 

È proprio per fare piena luce su questa vicenda che è stata deposita un’interrogazione dalla quale si evince che l’autore di tali esternazioni sarebbe stato l’assessore al turismo Roberto Failoni. Nel documento depositato da Zeni si stigmatizzano simili comportamenti da parte di rappresentanti istituzionali, in più si chiede alla Giunta e a Fugatti stesso se condividano o meno o meno simili comportamenti o se, altrimenti, lo stesso Presidente intenda richiamare i suoi Assessori ad atteggiamenti più rispettosi del ruolo e delle funzioni del governo provinciale.

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