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Tra i 600 sindaci in corteo per Liliana Segre anche Zambotti di Fiavé: "Un'emozione unica, noi in strada per una donna che sta facendo tanto per il Paese"

“L’odio non ha futuro” questo il grido levatosi dalla manifestazione di Milano che ha portato in piazza i sindaci italiani. Fra questi anche una rappresentanza dal Trentino con i sindaci di Fiavé Angelo Zambotti, di Lavis Andrea Brugnara e il consigliere comunale arcense Tommaso Ulivieri

Di Tiziano Grottolo - 11 dicembre 2019 - 12:14

MILANO. Sono arrivati da ogni angolo d’Italia per sostenere la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta dell’Olocausto ma tutt’ora sotto scorto per via delle minacce ricevute: “C'è una grande musica in questa piazza, il tempio della musica oggi è all'aperto, siamo qui per parlare di amore e non di odio. Lasciamo l'odio agli anonimi della tastiera” queste le parole pronunciate dalla senatrice dal palco di Milano.

 

Nella giornata di ieri 600, fra sindaci e rappresentati delle istituzioni, hanno percorso fianco a fianco la Galleria Vittorio Emanuele II intonando il canto partigiano “Bella Ciao” e scandendo il nome di Liliana Segre. La marcia che ha visto in prima fila proprio la senatrice a vita, affiancata dai primi cittadini Beppe Sala, Leoluca Orlando, Giorgio Gori e Antonio Decaro, nella manifestazione lanciata dal Comune di Milano, assieme all'Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), Autonomie Locali Italiane (Ali) e Unione Province Italiane (Upi), un modo per testimoniare la vicinanza delle istituzioni a Segre.

 

 

 

 

Fra i rappresentati degli enti locali arrivati a Milano ci sono stati anche i trentini Angelo Zambotti sindaco di Fiavé, Andrea Brugnara primo cittadino di Lavis e il consigliere comunale Tommaso Ulivieri, per l’occasione in fascia tricolore in rappresentanza dell’amministrazione arcense.

 

“Un’emozione indescrivibile – ha spiegato Zambotti – sentire Bella Ciao rimbombare fra le pareti della Galleria Vittorio Emanuele, essere lì con la fascia tricolore insieme a 600 colleghi provenienti da tutt’Italia a pochi metri da Liliana Segre, cantare l’Inno di Mameli in Piazza della Scala, una sensazione unica”.

 

Effettivamente il colpo d’occhio è importante, infatti con i sindaci e per la senatrice a vita sono scese in strada migliaia di persone: “Abbiamo partecipato – continua Zambotti – con la responsabilità di rappresentare una Comunità che si mischiava secondo dopo secondo all’emozione nel trovarsi difronte una grande donna che molto sta facendo per il nostro Paese”.

 

Alla manifestazione ha preso parte anche il sindaco di Lavis, Brugnara, che ha utilizzato la metafora del testimone da raccogliere per descrivere l’importanza di partecipare: “Dobbiamo essere pronti a raccogliere il testimone che ci viene affidato dagli ultimi testimoni diretti della Shoah per affidarlo a nostra volta ai giovani, solo così sarà possibile non commettere di nuovo gli errori del passato e costruire un futuro di giustizia e libertà, evitando al contempo che nella nostra società si faccia spazio l’indifferenza”.

 

Ulivieri, del comune di Arco, ha voluto ricordare la strage di piazza Fontana, avvenuta il 12 dicembre 1969, aggiungendo: “Odio per il diverso, ignoranza e voglia di pieni poteri in un solo uomo ammalano anche la società di oggi, sfogandosi proprio contro chi quell'odio ha subito sulla propria pelle di bambina ebrea, nel lager di Auschwitz”. Il consigliere comunale arcense ha poi sottolineato come di recente sia stato depositato un ordine del giorno che appoggia la Commissione contro l'odio voluta dalla Sentrice Segre e che invita a coltivare la memoria dell'antifascismo e ad aderire alla “Rete dei Comuni per la memoria, contro l'odio e il razzismo”.

 

Come spesso accade però, c’è sempre qualche detrattore che fra le righe ha accusato i sindaci di “perdere tempo” o di non prestare sufficiente attenzione all’amministrazione del comune e via dicendo, ma per questi ha la risposta pronta il primo cittadino di Fiavé Zambotti: “Per andare e tornare ci abbiamo messo appena 8 ore, un sindaco deve prestare attenzione tanto al livello amministrativo quanto a quello politico ed etico per questo dico che un pomeriggio dedicato a una causa così nobile è sicuramente ben speso”. Anzi, come sottolineato sempre da Zambotti forse 600 rappresentanti sono pure pochi visto e considerato che i comuni italiani sono quasi 8000, ma comunque resta un segno importante. 

 

Dal canto sua la senatrice a vita al termine della marcia ha preso la parola dal palco rivolgendosi ai tanti sindaci presenti: “Voi avete una missione difficile e apprezzo tantissimo che per qualche ora abbiate voluto lasciare i vostri compiti per questa occasione, il vostro impegno può essere decisivo per la trasmissione delle memoria, stasera non c'è indifferenza, ma c'è un'atmosfera di festa, cancelliamo tutti le parole odio e indifferenza e abbracciamoci in un catena umana che trovi empatia e amore nel profondo del nostro essere”. Infine, i sindaci che hanno preso parte all'iniziativa hanno ricevuto in dono una copia del libro "la memoria rende liberi" scritto da Liliana Segre con Enrico Mentana. 

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