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25 aprile, dal senatore che attacca Scanzi per le sue frasi contro il fascismo a chi festeggia San Marco. Interrogazione su Bisesti che contrapponeva alpini e partigiani

L'assessore Mirko Bisesti il 24 marzo scorso ha condiviso nella propria pagina Facebook un post nel quale si  metteva in contrapposizione  ''Gli Alpini che montano Ospedali da Campo'' e i partigiani ''non li vedo a darsi da fare''. Ora è stata depositata in Consiglio provinciale l'interrogazione del consigliere Pd, Luca Zeni, con la quale si vuole sapere se la Giunta condivide il messaggio 

Pubblicato il - 26 aprile 2020 - 11:29

TRENTO. “Gli Alpini montano ospedali da campo, le associazioni d’armi supportano la protezione civile, non vedo partigiani o sardine a darsi da fare”. La frase era stata riportata dall'assessore provinciale all'Istruzione, Mirko Bisesti e faceva parte di un post che l'assessore lo scorso 24 marzo aveva condiviso nel quale si mettevano in contrapposizione mondi diversi ma anche, in un passaggio, si faceva esplicito riferimento al fascismo. Sulla vicenda, sollevata da il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO), erano arrivate le reazioni da parte della politica. Da Degasperi a Futura, passando per Pd e Patt le minoranze si erano scagliate contro l’assessore leghista che si chiedeva perché i partigiani (ormai 90enni) non fossero in strada a montare ospedali da campo (QUI L'ARTICOLO). Poco dopo la questione sembrava essere passata in sordina. 

 

Oggi però, nei giorni in cui si festeggia la Liberazione, a riportarla a galla è stato il consigliere provinciale del Pd, Luca Zeni che nei giorni scorsi, a poche ore dal 25 Aprile, ha presentato una interrogazione  per chiedere se “La Giunta condivide i messaggi che denigrano la resistenza italiana ed i partigiani espressi da rappresentanti istituzionali e della maggioranza provinciale". 

Le discussioni e le polemiche il giorno della Liberazione, come ogni anno, non sono mancate e non si sono fatte attendere le prese di posizione da parte di alcuni esponenti politici locali

 

Il consigliere leghista Devid Moranduzzo, per esempio, ieri mattina sulla propria pagina Facebook ha pubblicato la bandiera veneta con raffigurato il leone di San Marco, santo festeggiato sempre il 25 aprile. Per Moranduzzo non c'è nulla da festeggiare e lo aveva spiegato il giorno precedente. La Festa della Liberazione, per lui, “da molti anni è stata strumentalizzata”.

“Prego per tutte le vittime della seconda guerra mondiale, per chi è stato vittima del fascismo, del nazismo, del comunismo e dei partigiani, per tutti quei giovani che sono partiti per il fronte e non sono più tornati e per tutte quelle persone che hanno avuto la fortuna di tornare, trovando però tutto distrutto” ha poi continuato.

 

A non dimenticarsi del santo patrono di Venezia, San Marco, anche il candidato di centrodestra Baracetti.

 

Bene ha fatto, invece, il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti che nella conferenza di ieri ha parlato di un 25 Aprile “diverso, difficile, doloroso, passato magari in solitudine” ma che si può festeggiare riflettendo su quello che è stato e dove è nato. Riflettendo sulla volontà di ricostruire dopo la seconda guerra mondiale messa in parallelo  con la voglia di rimettersi in moto di oggi.

 

“Anche in Trentino – ha spiegato Fugatti – possiamo vedere oggi lo stesso spirito di solidarietà e voglia di ricostruire che c'era negli anni successivi la fine della guerra. In quegli anni come presidente c'era De Gasperi e fu lui a dare il via a questa festa del 25 Aprile e anche per questo ha molto di Trentino”. “Credo che i valori di quel periodo che hanno animato la nostra Costituzione sono quelli anche di adesso” ha concluso il presidente.

 

Non potevano poi mancare le polemiche arrivate da Fratelli d'Italia. Il senatore trentino Andrea De Bertoldi ha fatto sapere che non canterà mai “Bella Ciao”. “Io con le brigate partigiane comuniste, protagoniste delle foibe e dei più cruenti assassinii del dopoguerra, non ho nulla in comune”.

Ma non solo. Il senatore ha voluto prendere di mira anche un post pubblicato su twitter dal giornalista Andrea Scanzi che diceva: “Buon 25 Aprile. Buona Resistenza. Buona Liberazione. E che i fascisti, vecchi e nuovi, facciano l'unica fine che meritavano e sempre meriteranno”.

Parole forti a cui hanno voluto rispondere l'esponente di Fratelli d'Italia con il post “Finalmente un -giornalaio- sinistroide che, imbevuto di astio dopo quasi ottant’anni, dimostra la propria intolleranza, il proprio -rispetto-, e la propria natura violenta ed antidemocratica, come gran parte delle brigate partigiane comuniste infoibatrici. Ma forse assassinare cantando “Bella Ciao” era un'esimente?” e anche il coordinatore di Forza Italia, Maurizio Perego che rivolgendosi ha Scanzi ha scritto “Lasciatelo ragliare ...ops...parlare”.

 

Ma tornando dall'interrogazione presentata sul messaggio postato dall'assessore Bisesti su Facebook, il consigliere provinciale Luca Zeni  ha spiegato che “Durante le fasi acute iniziali della pandemia che ha colpito tragicamente anche il nostro territorio sono apparse sui 'social' alcune condivisioni, da parte di figure di spicco del panorama istituzionale provinciale, in relazione ad un messaggio, peraltro del tutto anonimo e dai contorni e contenuti a dir poco sconcertanti, inneggiante in modo implicito al fascismo”. Uno scritto, come già detto, che crea una netta contrapposizione tra rispetto dello stato italiano e patriottismo (“Avete sostituito il Tricolore con l’arcobaleno, oggi lo esponete da balconi e finestre”), tra rispetto della bandiera italiana e resistenza (“avete fischiato l’Inno di Mameli e lo avete sostituito con Bella Ciao, oggi lo cantate dai balconi”. Il tutto facendo venire alla mente anche però quello in passato la Lega nord pensava del tricolore.

 

Ma non solo. Nel post, continua Zeni si arriva anche alla rivendicazione orgogliosa: “.. noi che ci mettevamo la mano sul cuore appena partiva l’inno, che applaudivamo ai reparti che orgogliosi sfilavano in via dei Fori Imperiali.. Noi eravamo Fascisti!!!”.

 

“La libertà di pensiero e di parola deve rimanere intatta – ha spiegato il consigliere del Pd - ma certe scelte destano inquietudine soprattutto laddove – dietro lo scudo di un più che condivisibile plauso a solidarietà alle Forze dell’Ordine – il messaggio posto in rete e che ha raccolto i commenti positivi di più di un esponente del partito di maggioranza relativa, esalta chiaramente al fascismo, nonché una sorta di orgoglio nazionale che sembra essere, dal messaggio stesso, appannaggio esclusivo di un solo schieramento politico”. Tutto questo è ancora più grave, sottolinea l'esponente della minoranza, considerando l'adesione a questo messaggio da parte delle Istituzioni dell’autonomia speciale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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