De Bertoldi: ''No a Daspo per i commercialisti. Fratelli d'Italia sostiene la categoria che chiede maggiori attenzioni dal governo''
Quattro le richieste espresse dalla categoria: la disapplicazione, o l'applicazione facoltativa, degli Isa per il 2018; la sistematica consultazione della categoria (sigle e Cndcec) nella formulazione di norme; una concreta semplificazione e riduzione degli adempimenti; la rigida osservanza delle disposizioni dello Statuto del contribuente

TRENTO. "Siamo al fianco dei commercialisti scesi in piazza per chiedere maggiore attenzione da parte del governo". Così Andrea de Bertoldi, senatore di Fratelli d'Italia, che aggiunge: "Una categoria da sempre ponte tra il sistema fiscale e l'imprenditoria e che purtroppo è sempre più trascurata e ignorata dal ministero dell'Economia".
Tra lunedì 30 settembre e martedì 1 ottobre, le associazioni di categoria, infatti, hanno deciso di incrociare le braccia per richiamare l'attenzione sul disagio in cui la categoria è costretta a lavorare, con particolare riferimento agli Isa-indici sintetici di affidabilità contributiva, le cui incertezze nella definizione di regole e norme.
Quattro, in particolare, le richieste espresse dalla categoria che dovranno essere affrontate con la massima urgenza: la disapplicazione, o l'applicazione facoltativa, degli Isa per il 2018; la sistematica consultazione della categoria (sigle e Cndcec) nella formulazione di norme; una concreta semplificazione e riduzione degli adempimenti; la rigida osservanza delle disposizioni dello Statuto del contribuente.
"Un settore - prosegue de Bertoldi, che è anche segretario della Commissione finanze e promotore della Consulta parlamentare dei commercialisti - che necessita interventi e questo sia nell'interesse della Nazione e sia per evitare che si ripeta quanto accaduto questa estate, in cui la categoria, abbandonata, ha subito i continui cambiamenti in tema di Isa. Il governo, quindi, agisca immediatamente e dia risposte ai commercialisti, ma soprattutto abbandoni assolutamente l'ipotesi di istituire un Daspo per quei professionisti che fossero incorsi in errori magari anche a causa della confusione normativa: si tratterebbe di un provvedimento da stadio e come tale indegno per i professionisti del nostro Ordine".














