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De Bertoldi: ''No a Daspo per i commercialisti. Fratelli d'Italia sostiene la categoria che chiede maggiori attenzioni dal governo''

Quattro le richieste espresse dalla categoria: la disapplicazione, o l'applicazione facoltativa, degli Isa per il 2018; la sistematica consultazione della categoria (sigle e Cndcec) nella formulazione di norme; una concreta semplificazione e riduzione degli adempimenti; la rigida osservanza delle disposizioni dello Statuto del contribuente

Pubblicato il - 01 ottobre 2019 - 19:23

TRENTO. "Siamo al fianco dei commercialisti scesi in piazza per chiedere maggiore attenzione da parte del governo". Così Andrea de Bertoldi, senatore di Fratelli d'Italia, che aggiunge: "Una categoria da sempre ponte tra il sistema fiscale e l'imprenditoria e che purtroppo è sempre più trascurata e ignorata dal ministero dell'Economia".

 

Tra lunedì 30 settembre e martedì 1 ottobre, le associazioni di categoria, infatti, hanno deciso di incrociare le braccia per richiamare l'attenzione sul disagio in cui la categoria è costretta a lavorare, con particolare riferimento agli Isa-indici sintetici di affidabilità contributiva, le cui incertezze nella definizione di regole e norme.

 

Quattro, in particolare, le richieste espresse dalla categoria che dovranno essere affrontate con la massima urgenza: la disapplicazione, o l'applicazione facoltativa, degli Isa per il 2018; la sistematica consultazione della categoria (sigle e Cndcec) nella formulazione di norme; una concreta semplificazione e riduzione degli adempimenti; la rigida osservanza delle disposizioni dello Statuto del contribuente.

 

"Un settore - prosegue de Bertoldi, che è anche segretario della Commissione finanze e promotore della Consulta parlamentare dei commercialisti - che necessita interventi e questo sia nell'interesse della Nazione e sia per evitare che si ripeta quanto accaduto questa estate, in cui la categoria, abbandonata, ha subito i continui cambiamenti in tema di Isa. Il governo, quindi, agisca immediatamente e dia risposte ai commercialisti, ma soprattutto abbandoni assolutamente l'ipotesi di istituire un Daspo per quei professionisti che fossero incorsi in errori magari anche a causa della confusione normativa: si tratterebbe di un provvedimento da stadio e come tale indegno per i professionisti del nostro Ordine".

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