''E' tutta colpa della Cisl-Medici se non si aumentano le guardie mediche''. La giunta Fugatti sul piede di guerra
Il sindacato di Nicola Paoli dice "No" all'accordo per l'attivazione di due presidi sul territorio: "Prima si affrontino le questioni generali che abbiamo posto sul tavolo con lo sciopero". Ma Fugatti: "Abbiamo avuto il mandato popolare, lui pone un veto"

TRENTO. "Sulle guardie mediche abbiamo avuto un chiaro mandato dei cittadini - dice Fugatti inviperito - e se ora non possiamo aumentarne il numero sui territori tutta la colpa è della Cisl Medici e del suo segretario Nicola Paoli". In una conferenza stampa convocata in tutta fretta è stata lanciata l'invettiva contro il sindacato di maggioranza dei camici bianchi: "Hanno posto il veto, sono contro il volere dei cittadini".
La giunta schierata, non solo il presidente Fugatti e l'assessora alla Salute Stefania Segnana. Al tavolo anche il vicepresidente Mario Tonina e l'assessora all'agricoltura Giulia Zanotelli, e quelli che mancano avevano impegni improrogabili altrimenti sarebbero stati lì anche loro, per far capire che la questione è seria, che riguarda tutti e che tutta la squadra è compatta ad accusare chi mette i pali tra le ruote.
Fugatti spiega che già la scorsa settimana è stato convocato il tavolo, che la legge obbliga a una concertazione con le parti sociali. Spiega che è stata posta la questione dell'aumento di otto medici sul territorio, pagati dalla Provincia. Spiega il no del sindacato di Nicola Paoli, che il presidente reputa "non affidabile sul piano dei rapporti", che giudica "una posizione frivola".
L'assessora Segnana entra nel merito della trattativa tra l'amministrazione provinciale e i sindacati. Riferisce che sul tavolo c'è la questione delle guardie mediche portata dalla giunta ma c'è anche quella dell'agitazione ancora in corso, per cui i medici hanno scioperato nemmeno un mese fa. Paoli avrebbe chiesto di affrontare le questioni assieme, senza canali preferenziali per le esigenze della giunta. Un escamotage tutto sindacale, tipico di ogni trattativa: 'Volete il via libera per le guardie mediche? Prima affrontiamo i punti per cui abbiamo scioperato".
Interviene anche il vicepresidente per fare la voce grossa: "Siamo qui tutti per dimostrare che la questione non è soltanto dell'assessora alla Sanità ma riguarda tutti, un impegno preso con l'elettorato. Abbiamo avuto questo mandato per l'apertura dei servizi di guardia medica sui territori, non è possibile che non si possa garantire questo".
Al tavolo della giunta anche i dirigenti, per l'Azienda sanitaria e per il Dipartimento alla Salute i vertici, Paolo Bordon e Michele Bardino. Dirigenti che in modo del tutto inusuale sono entrati nel merito di questioni politiche che di solito tendono ad evitare. Bordon non ha usato mezzi termini: "L'agenda politica è in mano alla giunta ed è quindi inaccettabile porre veti e ricatti, questa è una questione spiacevole".
"Lo stallo - spiega Bordon - è dovuto ad un solo sindacato, la Cisl Medici, e l'azienda non può procedere a causa di questo ostacolo procedurale". Bardino sulla stessa linea: "Due sigle sindacali hanno detto sì, questo stallo è disdicevole sia per i medici che per i cittadini. E chiaro - conclude - di chi sia la responsabilità"
Ma così è, il sindacato di maggioranza dei medici dice no, perché c'è in corso un'agitazione e la questione si affronta tutta insieme. E sul tema specifico il segretario generale della Cisl Medici Nicola Paoli dice questo: "Ci avevano spiegato nella scorsa legislatura che era necessario ridurre il numero dei medici per rispettare la legge nazionale che indicava determinati parametri. Ora invece sostengono che questi medici servono, ma senza riuscire a dimostrarlo con uno straccio di documento e senza una visione generale".
E aggiunge: "Vorrebbero accantonare tutte le altre questioni sul tavolo per approvare questa. Sa tanto di iniziativa elettorale, per dire di aver aumentato le guardie mediche prima delle elezioni. Ma stiamo parlando di otto medici, cioè di due presidi, quello di Pieve Tesino e di Bezzeca. Se si vuole fare un ragionamento sulle guardie mediche lo si faccia complessivo, non solo su due realtà, tra cui guarda caso una che corrisponde al collegio in cui si voterà a maggio".
Fugatti afferma che anche la prossima settimana convocherà il tavolo, con la stessa richiesta, trovare l'accordo sindacale sulle guardie mediche a Pieve Tesino e Bezzecca. E fa sapere che di quanto sta accadendo, del veto del sindacato di Nicola Paoli, ha avvisato anche la il segretario generale della Cisl del Trentino.
"Ho le spalle larghe - commenta Paoli - sono legittimato dai miei iscritti. Non mi spaventano certo con queste iniziative, anche perché non solo in Trentino ma anche a livello nazionale mi sostengono". Alla domanda se per caso questa iniziativa della giunta che in modo corale sembra stia intonando il grido di guerra non sia fatto per delegittimare il suo operato e scansarlo dal suo ruolo per avere così sindacalisti più accondiscendenti al tavolo, Paoli risponde: "Può essere, ma ripeto che non mi fanno paura".












