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Europee, la sfida di Europa verde: ''I cambiamenti climatici frutto delle scelte energetiche e ambientali sbagliate. Con noi per cambiare rotta''

La forza politica presenta i candidati Angelo Bonelli e Norbert Lantschner. Coppola: "Schieriamo in campo profili importanti a livello istituzionale e professionale". Boato: "A livello locale sosteniamo in modo convinto Giulia Merlo e Cristina Donei per le suppletive. Il centrosinistra ha cambiato percorso"

Di Luca Andreazza - 04 maggio 2019 - 19:16

TRENTO. Agire contro il cambiamento climatico e un'Europa democratica federale, sicura e solidale, ma anche prospettive di crescita per i giovani e la capacità di creare i posti di lavoro. Questo il menù di Europa verde-European green party che lancia la propria campagna elettorale in vista delle europee di domenica 26 maggio. Le sorti sono affidate a Angelo Bonelli e Norbert Lantschner, Silvia Zamboni e Chiara Bertogalli, Marco Affronte e Fiorella Belpoggi. E ancora Tiziana Cimolino, Davide Nava, Fatou Boro Lo, Alice Brombin e Eugenia Fortuni, quindi Judith Keinzl, Giuseppe Prasel, Luca Saccone e Massimo Valpiana.

 

Dopo gli onori di casa di Marco Boato dell'esecutivo nazionale dei Verdi, è il turno di Lucia Coppola, portavoce provinciale della forza politica: "Una sfida difficile - spiega - ma schieriamo in campo profili importanti a livello istituzionale e professionale. Il programma ideato da Alex Langer nel 1994 è ancora attuale. Si parla di cambiamenti climatici, ma anche difesa di suolo e paesaggio, mari e montagne. Il tutto legato all'economia e un'Europa in grado di tutelare cittadini e salute, mentre condanniamo sovranismi e nazionalismi".

 

Un programma che vede i diritti, la riconversione ecologica, i giovani, il riconoscimento di competenze e attitudini giocare un ruolo centrale. Un'Europa verde che vede anche il sostegno di Possibile. "Siamo convinti - commenta il portavoce Andrea Pradi - che la sfida europea passa attraverso l'ecologismo. Oggi crescita e sviluppo non hanno guardato ai diritti dei deboli, della natura e dell'ambiente. E' necessario risvegliare le coscienze di tutti e superare gli egoismi degli Stati".

 

Si parte dai dati dell'Onu che evidenziano come ci siano ancora solo 12 anni per correre al riparo e mantenere il riscaldamento globale entro un massimo di 1,5 gradi, mentre tra gli obiettivi c'è quello di investire nelle reti ferroviarie regionali e transfrontaliere per superare la dipendenza dalle auto inquinanti e frenare il crescente inquinamento proveniente dal trasporto aereo. 

 

"Sono da tanti anni impegnato in queste tematiche - spiega il candidato Norbert Lantschner - il prezzo delle politiche portate avanti fino adesso sono in termini di salute e ambiente. Il futuro è green e l'Italia deve uscire dalla dipendenza energetica, puntare su quelle rinnovabili".

 

Riconosciuto esperto nel campo delle tematiche ambientali, il bolzanino classe 1956 Lantschner, ha diretto per 14 anni e fino al 2006 l’ufficio Aria e rumore della Provincia di Bolzano. Qui si è occupato delle problematiche relative all'inquinamento dell’aria, da rumore e protezione del clima.

 

"E ancora oggi la situazione non è cambiata - aggiunge il candidato - ci sono 2,5 milioni di tir che transitano e distruggono le nostre valli per semplice convenienza economica. L'inquinamento non si ripercuote solo sull'aria, ma anche nei terreni e nelle falde. Il clima è strettamente legato a energia e ambiente. Serve maggiore consapevolezza nel riconoscere questi problemi. La tempesta Vaia è frutto del mancato cambiamento energetico. Sono più che campanelli d'allarme e dobbiamo saper interpretare lo sviluppo dei prossimi anni".

 

Come Coordinatore dell’Alleanza per il clima sviluppa diverse attività mirate alla riduzione delle emissioni di gas serra e, in questo ambito, matura l’idea di realizzare un progetto per intervenire efficacemente sui consumi nel settore più energivoro in assoluto: l’edilizia. Nasce così il progetto CasaClima, del quale è ideatore e promotore. L’esperienza nel campo dell’efficienza energetica e dell’utilizzo di energie rinnovabili confluisce nel progetto creando in breve tempo un grande riscontro a livello nazionale e internazionale. Oggi è Presidente e Ideatore della Fondazione Climabita.

 

"Si deve lavorare su edilizia, trasporto e cibo. Inoltre - prosegue Lantschner - l'indipendenza energetica può portare un grande contributo sotto il profilo del lavoro: si potrebbero creare 800 mila posti in 5 anni. Dobbiamo dire basta alla politica degli annunci e delle promesse". 

 

Un'Europa che deve difendere la biodiversità, ma anche proteggere la salute dei cittadini. "La politica - dice il candidato Angelo Bonelli - non riesce a entrare nel merito degli argomenti. Ormai è un'Italia degli slogan e delle approssimazioni: servono risposte ferme, uomini e donne competenti. Ogni nostro candidato è portavoce culturale per il futuro del Paese e dell'Europa". 

 

Una lista che spende a livello nazionale per questa campagna elettorale appena 30 mila euro. "Le risorse provengono dalle nostre tasche - continua - si può fare politica in modo diverso, senza piegarsi alle logiche delle lobby che dopo chiedono dividendi. La sfida della politica italiana in tema di cambiamento climatico sembra solo teorico, invece si deve costruire una coscienza in grado di condizionare le istituzioni. Guardiamo con favore ovviamente ai movimenti come Fridays for future (Qui articolo)".

 

Nato a Roma nel 1962, vive in Trentino dal 2014, l'impegno civico di Bonelli nelle associazioni ambientaliste e nei Verdi inizia già nel 1988. Consigliere nella circoscrizione di Ostia, comunale a Roma e deputato, ma anche consigliere e assessore regionale nel Lazio, tra le sue battaglie le demolizioni di ville abusive in aree vincolate lungo il litorale romano. Tra gli altri impegni, quello dell'opposizione all'inquinamento prodotto dall'Ilva di Taranto (dove è stato candidato sindaco) e la pubblicazione del libro sulla conversione ecologica Good morning diossina

 

"Il cambiamento climatico - evidenzia Bonelli - è il risultato delle politiche energetiche, l'Italia è l'unico Paese che non riesce a produrre un piano energetico di visione. Si deve poi puntare sulle infrastrutture ferroviarie e sul trasporto pubblico, così come incentivare la conversione dell'industria automobilistica. Qui in Trentino, ma anche nel Nord-Est, è necessario incentivare la sostenibilità in agricoltura: i dati di Ispra assegnano la maglia nera alla Provincia (Qui articolo). Solo la competenza e la pianificazione, senza ipocrisia politica di quegli esponenti che abbracciano le lotte ambientali per tornaconto di consensi, possono portare a raggiungere obiettivi ambiziosi".

 

Non solo europee. I Verdi ribadiscono l'appoggio all'Alleanza democratica autonomista per le suppletive. "Sosteniamo in modo convinto Giulia Merlo a Trento e Cristina Donei in Valsugana (Qui articolo), una possibilità per operare una dura e propositiva opposizione a Roma. E' iniziato un nuovo percorso nel centrosinistra, dove i punti in comune contano più delle divisioni, tanto che anche LeU si è unita", conclude Boato.

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