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Forza Italia imbarca acqua e c'è chi abbandona la nave, il coordinatore dei giovani del Trentino: ''L'unico uomo che gli italiani vogliono è Salvini''

La manifestazione di Roma ha mostrato come l'asse del centrodestra sia pesantemente sbilanciato a destra (tra Lega, CasaPound e Fratelli d'Italia) e per i forzisti è tempo di decisioni. I valori liberali, europeisti e popolari della Forza Italia di qualche anno fa cozzerebbero con quelli sovranisti e populisti della Lega ma per molti la scelta di spostarsi a destra pare l'unica possibile

Di Luca Pianesi - 25 ottobre 2019 - 12:51

TRENTO. ''Qui nel nostro Trentino, tutto ciò che si poteva sbagliare è stato sbagliato: sbagliati i candidati, sbagliati i temi, sbagliate le modalità, il tutto senza alcun ricambio generazionale. Il risultato naturale non potevano che essere fenomeni 'alla Conzatti' e percentuali da prefisso telefonico. Ora le comunali saranno l'ultimo disastro''. Francesco Dellagiacoma saluta tutti e se ne va. Il coordinatore dei giovani di Forza Italia del Trentino lascia il partito di Berlusconi che, dopo la manifestazione di Roma di sabato scorso, ha di fatto accettato la leadership della Lega rinunciando a creare quella ''casa'' dei moderati di centrodestra che per tanti anni ha cercato di rappresentare. In quella piazza, dove hanno sfilato oltre che i leghisti anche i militanti di Casa Pound e quelli di Fratelli d'Italia, lo strappo con la parola centro si è mostrato plasticamente e oggi il vecchio Popolo delle Libertà pare essersi trasformato in una coalizione di destra-destra e non più di centrodestra. 

 

La polarizzazione ha di fatto dissolto il partito di Silvio Berlusconi e le ripercussioni si stanno avendo anche sul locale. Le divisioni sono sempre più evidenti tra chi, pur di restare agganciato al ''treno vincente'' della Lega è pronto a salire anche sull'ultimo vagone disponibile, e chi capisce che a livello valoriale il populismo e il sovranismo di Salvini sono molto lontani da quanto espresso dai partiti popolari europei e quindi anche dalla Forza Italia di qualche anno fa, che si è sempre rifatta a modelli liberali ed europeisti. Le fronde tra i forzisti sono varie, quindi, e divise tra chi è pronto a spingersi a destra, chi a restare sulla ''barca che affonda'' ancora fiducioso in un colpo di reni del ''vecchio'' Silvio e chi è pronto a spostarsi al centro verso Italia Viva.

 

 

 

 

Francesco Dellagiacoma ha scelto la prima strada. ''Non posso più rimanere indifferente di fronte allo sgretolamento sia strutturale che valoriale del mio partito - scrive Dellagiacoma -. Tralasciando le dinamiche nazionali, dove in ordine cronologico l’ultimo duro colpo sono state le dimissioni del coordinatore nazionale Stefano Cavedagna, qui, nel nostro Trentino, tutto ciò che si poteva sbagliare è stato sbagliato: sbagliati i candidati, sbagliati i temi, sbagliate le modalità, il tutto senza alcun ricambio generazionale. Il risultato naturale non potevano che essere fenomeni "alla Conzatti" e percentuali da prefisso telefonico. Anche ora che in Provincia governa quella che dovrebbe essere la "nostra" maggioranza, qual è il peso di Forza Italia? Le comunali saranno l'ultimo disastro''.

 

''La responsabilità - prosegue il giovane ex forzista - è imputabile all'attuale coordinamento regionale. Il gruppo giovani si era offerto di dare una mano anche per le europee, ma dall’onorevole Biancofiore non abbiamo ricevuto risposta. Ora però dobbiamo pensare al futuro sapendo che a maggio abbiamo l'occasione storica di strappare la città al buonismo e al malgoverno, ecco perché mi dimetto dall'incarico di coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani che mi era stato affidato tre anni fa e allo stesso tempo lascio il partito ovviamente assieme agli altri ragazzi che con me avevano iniziato questo percorso nel 2014. Cinque anni in Forza Italia, più o meno un quarto della mia vita, mi lasciano nel cuore molti ricordi, tuttavia arriva il momento di scontrarsi con la realtà e questa è che i valori conservatori e liberisti non sono più rappresentati da Forza Italia e che adesso il leader della coalizione e l'unico uomo che gli italiani vogliono al governo è Matteo Salvini''.

 

''Esorto - conclude - le “forze sane” che ancora rimangono, come ad esempio il consigliere Zanetti, a fare altrettanto''. 

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