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Perso il ruolo di coordinatrice regionale, Biancofiore abbandona Forza Italia: "Ha cambiato pelle". Il consigliere Zanetti: "Se ne va il Re Mida al contrario"

L'annuncio sofferto da parte della deputata forzista, militante nel partito da 26 anni, è giunto nella notte, scuotendo non poco il centrodestra regionale. Dal Trentino giungono però voci soddisfatte, che intravedono nel cambio alla guida del coordinamento un passo necessario per rilanciare FI. Il consigliere comunale Zanetti: "Una boccata d'aria, meglio tardi che mai"

Di Davide Leveghi - 24 dicembre 2019 - 14:01

TRENTO. Terremoto in Forza Italia Trentino-Alto Adige. Michaela Biancofiore, inossidabile fautrice del berlusconismo, ha infatti annunciato di voler abbandonare il partito, dopo 26 lunghi anni di militanza, per approdare al Gruppo Misto. La scelta del leader Silvio Berlusconi di affidare la conduzione del coordinamento regionale a Giorgio Leonardi, consigliere provinciale forzista trentino, pare essere stato un boccone troppo amaro da digerire.

 


 

Il partito, dominatore per due decenni della scena politica italiana e ormai “nobile decaduto” dinnanzi all'avanzata della destra leghista, era già stato al centro di polemiche dopo il deludente risultato delle elezioni provinciali del 2018, presagio di un 2019 travagliato dalle liti interne, dai “mal di pancia” e dalle “fughe” di alcuni esponenti verso la nuova forza trainante della coalizione.

 

La presenza della coordinatrice in “Squadra Italia”, presentata dalla stessa Onorevole Biancofiore (sulla falsariga di Berlusconi) come la “nazionale azzurra della libertà, è durata dunque solo pochi mesi. Gli sbandamenti del partito, la perdita del timone da parte del leader, la scelta di cambiare la guida a livello regionale, hanno spinto anche una “fondamentalista berlusconiana”, come teneva a definirsi la politica bolzanina, a lasciare FI.

 

E' delusa, l'Onorevole Biancofiore. Rilascia qualche dichiarazione, concisa ma perentoria - in attesa di comunicare ufficialmente la decisione in una conferenza stampa dopo Natale. La sua scelta è ormai “definitiva”, la decisione di affidare le redini a Leonardi incomprensibile: “Il partito ha cambiato pelle – si sfoga – è in mano a persone che si comportano come Tupamaros (guerriglieri marxisti attivi contro il regime militare nell'Uruguay degli anni '60 e '70 – ndA) sudamericani. Leonardi aveva già avuto da me senza meritarlo, la successione naturale doveva essere la senatrice Testor che è seria, leale e in regola con il movimento”.

 

La designazione di Leonardi, dunque, pare non essere stato altro che la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso, convincendo la deputata ad unirsi al Gruppo misto. 

 

“Berlusconi firma piatti preparati da altri – continua – Tajani, Gelmini, Giacomoni in primis, quelli che stanno facendo la guerra alla Carfagna che è l'unica amata su tutti i territori”. Abbandonare Forza Italia, in questo senso, significa lasciare un partito uscito dai binari. “Resto di centrodestra e di Forza Italia – assicura, precisando poi – ma quella vera del 1994”.

 

Inutile dire che le ricadute sulla sezione regionale del partito non potranno che essere significative. Specie in Alto Adige, dove la figura dell'Onorevole reggeva l'intera impalcatura della forza berlusconiana, o per lo meno ne rappresentava il volto. A Trento, invece, la notizia suscita sollievo. A sentire il consigliere comunale di Trento Cristian Zanetti, il cambio ai vertici regionali arriva dopo diverso tempo e svariate richieste di metterci mano.

 

Meglio tardi che mai – dichiara alla nostra testata – politicamente la Biancofiore ha rappresentato un disastro politico, una sorta di Re Mida al contrario. E ora che le è stato tolto il ruolo di coordinatrice, che vuol dire nomina sicura, fa come un bambino capriccioso che durante la partitella di calcio prende il pallone e se ne va. Chi semina vento, raccoglie tempesta, però, e ben venga che una zavorra politica venga tolta di mezzo”.

 

La scelta del presidente Berlusconi viene presentata da Zanetti come un'operazione in linea con la riorganizzazione nazionale del partito. “La ragione principale della scelta di dare a Leonardi il ruolo della Biancofiore è quella del repulisti generale di quei coordinatori che hanno azzerato nei propri contesti locali le percentuali del partito. Il presidente è stufo di persone che fanno scappare gli eletti. A livello locale, infatti, si votano le persone, non i simboli, e nel nostro territorio Michaela si presentava ogni quattro anni, senza farsi vedere mai, dando vita a discussioni sterili e comportandosi da prima donna”.

 

Il clima nelle due sezioni provinciali in regione, divenuto incandescente, aveva dato vita ad un esodo lento e inesorabile. "E' riuscita a tenere 5 persone nel partito e a farne litigare 7 - commenta sarcastico - ha fatto fuori tutti i giovani, tagliava le teste a chiunque potesse essere una minaccia per lei. Non è adatta a far politica, non ha la spina dorsale per rimanere quando c'è bisogno. Il centrodestra deve rimanere unito, coeso e liberale, oltre che legato agli alleati. Per questo è positivo che si sia puntato su Leonardi"

 

E' riuscita a portare il partito all'1% in Alto Adige e al 2.8% in Trentino, un'impresa impensabile anche nei peggiori scenari – chiosa – e ora abbandona quando c'è bisogno, dimostrandosi politicamente per quello che è. Personalmente mi dispiace, ma credo che finalmente in Trentino Forza Italia possa vivere un Natale sereno. Ripongo massima fiducia nel nuovo coordinatore Leonardi e sono convinto che riuscirà a sistemare il partito. È sul pezzo e sembra più vicino alla gente, non a tre metri da terra. Ci dovrà aiutare a uscire dal deserto creato da Biancofiore”.

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