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| 21 lug 2022 | 11:39

Dopo il ''no'' a Draghi Forza Italia si svuota, via anche Brunetta: ''Vertici appiattiti su populismo e sovranismo. Sono degli irresponsabili''

Dopo la defezione di Mariastella Gelmini un'altra figura storica e tra le più importanti del partito di Silvio Berlusconi prende le distanze dalla scelta scellerata di appiattirsi sulla linea populista di Matteo Salvini

Dopo il no'' a Draghi Forza Italia si svuota, via anche Brunetta: Vertici appiattiti su populismo e sovranismo
di Redazione

ROMA. ''Non sono io che lascio, ma è Forza Italia, o meglio quel che ne è rimasto, che ha lasciato se stessa e ha rinnegato la sua storia''. Anche Renato Brunetta da oggi non è più in Forza Italia. Dopo la defezione di Mariastella Gelmini un'altra figura storica e tra le più importanti del partito di Silvio Berlusconi prende le distanze dalla scelta scellerata di appiattirsi sulla linea populista di Matteo Salvini sfiduciando il governo Draghi. Una scelta assurda che ha visto Forza Italia votare assieme a Lega e Forza Italia ''bruciando'' così la figura italiana che godeva di maggior prestigio all'estero. 

 

''Non votando la fiducia a Mario Draghi, il mio partito ha deviato dai valori fondanti della sua cultura: l’europeismo, l’atlantismo, il liberalismo, l’economia sociale di mercato, l’equità - spiega Brunetta -. I cardini della storia gloriosa del Partito popolare europeo, a cui mi onoro di essere iscritto, integralmente recepiti nell’agenda Draghi e nel pragmatismo visionario del Pnrr. Sono fiero di aver servito l’Italia da ministro di questo Governo. Sono degli irresponsabili coloro che hanno scelto di anteporre l’interesse di parte all'interesse del Paese, in un momento così grave. I vertici sempre più ristretti di Forza Italia si sono appiattiti sul peggior populismo sovranista, sacrificando un campione come Draghi, orgoglio italiano nel mondo, sull’altare del più miope opportunismo elettorale''.

 

Brunetta aggiunge che ''io rimango dalla stessa parte: dalla parte dei tanti cittadini increduli che mi stanno scrivendo e chiamando, gli stessi che nei giorni scorsi si sono appellati a Draghi perché rimanesse alla guida del Governo. Io non cambio, è Forza Italia che è cambiata. Mi batterò ora perché la sua cultura, i suoi valori e le sue migliori energie liberali e moderate non vadano perduti e confluiscano in un’unione repubblicana, saldamente ancorata all’euroatlantismo. Perché dobbiamo contrastare la deriva di un sistema politico privo degli anticorpi per emanciparsi dal populismo e dall’estremismo, piegato a chi lavora per modificare gli equilibri geopolitici, anche indebolendo l’alleanza occidentale a sostegno dell’Ucraina. È una battaglia per il futuro che coincide con la difesa della mia storia, e di quella di Forza Italia''.

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