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Il candidato sindaco, nella polemica per il ''consiglio'' all'avversario, ''usa'' Gomorra per dire la sua (e poi cancella il post)

Dopo aver mandato un audio messaggio dove dice all'amico e imprenditore di far bene i suoi conti prima di candidarsi con un'altra lista (hai un'attività - gli ha detto - e se anche io sono buono non è detto gli altri lo saranno) oggi si è servito di un'immagine con Genny e Pietro Savastano per esternare il suo pensiero. Intanto intervengono il Pd, con il candidato sindaco Latino, e l'M5S, con la candidata alle suppletive Rosa Rizzi

Di Luca Pianesi - 12 maggio 2019 - 14:15

LEVICO. Al centro di una grossa polemica, accusato di aver lanciato una sorta di minaccia a un amico e imprenditore che si stava per candidare con un'altra lista oggi ha pensato bene di esternare il suo pensiero usando un'immagine di Gomorra, con Pietro Savastano che stringe la testa a suo figlio Genny, e gli dice: ''Ricorda le pugnalate più forti arrivano sempre dalla mano che credevi amica''. Il candidato sindaco del centrodestra Tommaso Acler lo ha fatto con un post pubblicato intorno alle 10, un post che ha fatto durare poco e che ha poi rimosso, forse avvertito da qualcuno che non era proprio il massimo servirsi di un'immagine di Gomorra in questa situazione, in questo momento, tra l'altro, ancora una volta per mandare un messaggio.

 

 

I fatti ve li abbiamo raccontati ieri: il candidato sindaco l'8 marzo, il giorno prima di presentare la coalizione di centrodestra, in pompa magna, con anche l'assessore provinciale Bisesti presente, scambia una serie di messaggi con un amico e imprenditore ''consigliandogli'' di non candidarsi con una delle liste concorrenti alla sua e servendosi, per mandare questo messaggio, di un audio whatsapp dove lo invita a far bene i suoi conti prima di candidarsi con quell'altra lista. Hai un'attività - gli dice - e se anche io sono buono non è detto gli altri lo saranno (QUI ARTICOLO).

 

Acler ha replicato (QUI ARTICOLO) spiegando che si tratta di una strumentalizzazione politica, che già quel giorno si era chiarito con il suo amico spigandogli che il suo messaggio non voleva essere una minaccia anche se poi, alla prova dei fatti, il chiarimento non aveva sortito grandi effetti visto che quell'audio in questi giorni è stato portato in procura con tanto di esposto. Sulla questione indagherà chi di dovere ma intanto il candidato sindaco questa mattina, alle 10, ha deciso di dire la sua usando nientepopodimeno che Genny e don Pietro Savastano salvo poi rimuovere il post, forse resosi conto di aver fatto un altro scivolone. 

 

Sulla questione dell'audio sono intervenuti il candidato sindaco Pd Crescenzo Latino e la candidata alle suppletive dell'M5S Rosa Rizzi. Ecco i due interventi

 

Crescenzo Latino:

''La vicenda che ha coinvolto Tommaso Acler, candidato sindaco della coalizione di centro destra e un candidato di una lista concorrente, con relativa denuncia in Procura, sta destando sconcerto e turbamento nei cittadini di Levico. Le notizie riportate dalla stampa descrivono un modo di fare politica che non ci appartiene: per noi i cittadini hanno tutti pari dignità. Per la corretta amministrazione della città non devono esserci "amici" da proteggere o favorire. Si tratta di un pessimo esempio di rapporto tra politica e cittadini, con la prevedibile conseguenza di allontanarli ancor di più dalla politica, in particolare i più giovani. È per questi motivi che, come PD, chiediamo un urgente e completo chiarimento della vicenda.  Per quanto ci riguarda, coerenti con il nostro stile di serietà e sobrietà, resteremo vicini ai cittadini e proseguiremo la campagna elettorale parlando con loro dei problemi di Levico Terme e delle nostre proposte per il futuro della città''.

 

Michela Rosa Rizzi:

Trovo gravissime le notizie diffuse dal giornale on-line Il Dolomiti riguardo ad un messaggio che il candidato sindaco della destra a Levico Terme, Tommaso Acler avrebbe inviato ad un imprenditore locale candidato con un'altra lista, a quanto si può leggere, per dissuaderlo a non candidare contro di lui. Se questa versione dovesse trovare conferma si configurerebbe un comportamento intimidatorio inaccettabile da parte di Acler e testimonierebbe la consuetudine a comportamenti che non devono avere cittadinanza mai, né in Italia né tantomeno in Trentino. Non è infatti minimamente tollerabile che qualcuno si esprima in tal modo al fine di "dissuadere" i propri avversari politici facendo loro intuire possibili "punizioni" una volta raggiunto il potere. Mi auguro davvero che questa notizia si riveli falsa, perché se non lo fosse vorrebbe dire che una certa mentalità deteriore è penetrata profondamente anche nelle nostre valli. Per la serenità delle parti coinvolte, di Acler stesso e per la regolarità della campagna elettorale chiedo dunque che l'audio cui si fa riferimento nell'articolo de Il Dolomiti venga verificato e diffuso integralmente, in modo che tutti possano valutarne la veridicità e la reale gravità dei fatti.

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