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Il caso M49 scoppia a livello nazionale: brutta pubblicità per il Trentino

Dopo il botta e risposta tra Fugatti e il Ministro Costa il caso M49 ha assunto una dimensione nazionale con tv e giornali scatenati sul tema. Nel frattempo gli animalisti convocano, per sabato 13 luglio a Trento, una manifestazione e rilanciano: “Fugatti ha già organizzato un banchetto a base di carne di orso”

Di Tiziano Grottolo - 01 luglio 2019 - 11:40

TRENTO. Lo scontro tra il presidente della Pat Maurizio Fugatti e il ministro dell’ambiente Sergio Costa ha già prodotto un risultato visibile: la vicenda di M49 è diventata di dominio nazionale, con giornali e tv che si sono scatenati sul tema.

Ricordiamo che il ministro Costa vorrebbe bloccare l’iniziativa della giunta leghista asserendo tra le altre cose che non ci sarebbero le condizioni di pericolosità per giustificare la cattura dell’animale, e accusando Fugatti di voler “Forzare inutilmente la situazione”.

 

Da parte sua il presidente dalla Pat ha ribadito l’intenzione ad andare avanti: “Catturarlo è un dovere, nel nome della sicurezza dei cittadini – afferma Fugatti – e non si tratta di voler fare strappi ma di prendere atto che la situazione è ormai insostenibile”. La firma sull’ordinanza di cattura dovrebbe arrivare questa mattina dando così il via libera ufficiale alla squadra orso del corpo forestale che si metterà da subito sulle tracce del plantigrado.

 

La decisione della giunta provinciale ha attirato anche le ire degli animalisti che per bocca di Enrico Rizzi, segretario nazionale del Partito animalista europeo attaccano: “Il Trentino vuole uccidere l’orso, sabato 13 luglio saremo tutti a Trento per impedire che un solo uomo, nemico degli animali, possa decidere la sorte di un animale amato da tutta l’Italia”. Il presidente della Pat viene criticato anche per un'altra vicenda che lo vede direttamente coinvolto: “Fugatti già nel 2011 aveva organizzato un banchetto leghista a base di carne di orso” – denuncia furioso Rizzi.

 

Occhi puntati sul Trentino dunque, ma attenzione al possibile danno d’immagine se la gestione della vicenda dovesse riproporre il tragico epilogo vissuto con Daniza e Kj2. Perché le ricadute, perfino economiche, derivanti dal danno d’immagine potrebbero essere importanti.

 

I risultati di una ricerca pubblicata nel 2017, condotta da un gruppo di esperti e docenti dell’Università di Trento coordinati dal professore Marco Ciolli, hanno dimostrato come la presenza dell'orso in Trentino e i servizi televisivi e giornalistici dedicati al plantigrado abbiano fatto aumentare la notorietà del territorio a vantaggio dell’offerta turistica. Facendo risparmiare alla Pat il costo che sarebbe necessario per iniziative promozionali milionarie, sempre secondo quanto afferma la ricerca, il valore di questo tipo di pubblicità legata all'orso supera di gran lunga la spesa per rimborsare i danni che occasionalmente questa specie provoca all'apicoltura e all'allevamento.

 

Lo scenario che si sta delineando, al contrario, è quanto di già visto con i lupi: a scoraggiare i turisti non sarebbe infatti la presenza in sé di questi animali, quanto piuttosto l’allarmismo prodotto dalla politica. Un vero e proprio effetto boomerang che potrebbe abbattersi sulla stagione turistica, peraltro già azzoppata dal maltempo di inizio stagione.

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