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Il Pd perde Renzi per diventare ''di sinistra'' e accoglie Lorenzin contraria alle adozioni gay e fondatrice del Fertility Day

Da ministra aveva espresso la sua vicinanza anche al Family Day in passato ha militato in Forza Italia, Nuovo Centro Destra ed è stata rieletta con Civica popolare di Dellai. Ha scelto il partito democratico e non Renzi che pur essendo stato considerato dalla ''ditta'' quello di destra durante il suo governo ha aperto una stagione importantissima sul piano dei diritti

Di Luca Pianesi - 19 settembre 2019 - 13:58

ROMA. Per un Renzi che va ecco una Lorenzin che viene. Il Pd negli scorsi giorni ha perso l'ex segretario nazionale, da molti considerato internamente al partito ''quello di destra'' e per questo, da anni, da sempre, osteggiato e combattuto anche da molti di quelli che oggi tra i democratici lo criticano per essersene andato (come praticamente hanno fatto tutti i big del partito in passato QUI ARTICOLO), e ha guadagnato, invece, l'ex ministra alla salute proprio del governo Renzi, rieletta alle ultime elezioni politiche con quella Civica popolare fondata dall'ex presidente della Provincia Lorenzo Dellai.

 

Se ne va, insomma, quello che da presidente del consiglio è stato protagonista di una delle stagioni più importanti di sempre dal punto di vista dei diritti (quello che ha introdotto le unioni civili, il divorzio breve, il dopo di noi, che ha rilanciato il fondo per la non autosufficienza e le politiche sociali) e arriva quella che, anche da ministra, ha sempre ribadito di essere contraria all'adozione delle coppie gay, che aveva creato il Fertility Day e che non ha mai mancato di far sapere la sua vicinanza ''agli organizzatori del family day, ai quali ho anche scritto una lettera - scriveva tre anni fa - ma come ministro dovrà far attuare la legge che c`è, essendo il mio un ministero che si occupa di maternità. Voglio essere ministro di tutti, anche se ci sono cose che non condivido". 

 

Proveniente da Forza Italia, passata per il Nuovo Centrodestra di Alfano, poi eletta con la Civica popolare di Dellai, ha scelto il Partito democratico per portare avanti le sue istanze sicuramente lontanissime da quelle della destra di Salvini-Meloni (antieuropeiste, sovraniste e populiste) e, a questo punto, anche da quelle di Berlusconi che al momento pare non essersi riuscito a smarcare dai due vecchi colleghi di coalizione. C'ha provato il Cavaliere durante le consultazioni a ribadire di voler restare lontano da sovranismi e populisimi ma al momento, a fatti, è impantanato in un'alleanza con Lega e Fratelli d'Italia deleteria per il suo partito e per il suo elettorato che guarda a una forza responsabile, europea e popolare.

 

Ed è per questo che in pochi giorni il partito di Berlusconi rischia di svuotarsi o comunque di condannarsi all'inutilità. La scelta fatta da Donatella Conzatti, anche lei un tempo dellaiana ed ex segretaria dell'Upt, passata ieri al nuovo movimento di Renzi, Italia Viva, è proprio per quanto detto qui sopra, coerente. Attaccata in questi giorni da ogni posizione, è invece quella che ha fatto la scelta meno ''scandalosa''. Più discutibile parrebbe essere, invece, la decisione del Pd (oggi ''finalmente libero'' dalla presenza di Renzi e quindi, tecnicamente, per quelli che hanno creduto a questa narrazione, ''finalmente più di sinistra'') di abbracciare Beatrice Lorenzin e quel che rappresenta.

 

Ma si dice che ''solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione'' e quindi ne vedremo delle belle. 

 

 

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