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Il Senato approva la mozione Segre contro odio e antisemitismo. De Bertoldi: “Commissione vergognosa”

La mozione presentata dalla senatrice a vita è passata con 151 sì e 98 astensioni. Votano a favore M5s, Pd, Italia Viva e Liberi e Uguali, mentre Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si astengono. Duro intervento di Carfagna contro il suo partito: “Forza Italia, la mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull'antisemitismo, traditi i nostri valori”

Di Tiziano Grottolo - 31 ottobre 2019 - 11:43

ROMA. Un lungo applauso liberatorio quello che ieri in Senato ha accolto l’approvazione della mozione promossa dalla senatrice a vita Liliana Segre, che prevede l’istituzione di una commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza.

 

Mozione approvata, con 151 sì e 98 astensioni, ma non senza polemiche dal momento che secondo il regolamento di palazzo Madama affinché un provvedimento venga approvato non basta che i Senatori favorevoli superino i contrari, ma occorre che superino la somma dei senatori che esprimono voto contrario e di quelli che dichiarano la propria astensione.

 

Infatti se da un lato Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva, Autonomia e Liberi e Uguali hanno sostenuto l’iniziativa, altrettanto non hanno fatto Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia che hanno deciso di astenersi, decisione che però nella pratica vale come un voto contrario. Se i senatori non avessero voluto prendere parte alla votazione sarebbero dovuti uscire dall’aula.

 

Questa scelta ha provocato dure reazioni dalla maggioranza giallo-rossa che ha parlato di “un violento attacco ai valori fondanti della Repubblica” ma anche fra le opposizioni serpeggia il malumore, fra le più deluse c’è sicuramente la forzista Mara Carfagna: “La mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull'antisemitismo – ha affermato lapidaria – stiamo tradendo i nostri valori e cambiando pelle, intendo questo quando dico che nell'alleanza di centro destra andiamo a rimorchio senza rivendicare nostra identità”.

 

Dello stesso avviso anche Renata Polverini, autosospesasi da Forza Italia, che sui social ha scritto: “Sul contrasto fermo e deciso al razzismo, all'antisemitismo non ci si può astenere, il centrodestra che dovrebbe rappresentare elettori moderati e liberali ha piegato il capo, per l'ennesima volta, ad una destra illiberale, il mio disagio è il medesimo di tanti nostri elettori”.

 

Chi sicuramente si fa portatore di una voce fuori dal coro è il senatore trentino di Fratelli d’Italia Andrea De Bertoldi che ha parlato “dell’ennesima commissione parlamentare, che stride tra l’altro con questa maggioranza che ha voluto la riduzione dei parlamentari, una minore rappresentatività del corpo elettorale, ma contemporaneamente continua ad aumentare le commissioni. Una commissione che apparentemente dovrebbe essere condivisa da tutti – ha spiegato – ma che la sinistra ha voluto, in modo subdolo e strumentale, trasformare in un organo di controllo su ciò che è lecito dire”.

 

Secondo il senatore – che ha definito la Commissione “vergognosa” – potrebbe verificarsi la situazione in cui qualcuno “come noi di Alleanza Nazionale (Sic)” che crede nel patriottismo potrebbe venir tacciato di essere contrario ai principi di questa Commissione e di conseguenza oscurato dai social network. “Chi difende i valori tradizionali rischia di essere tacitato come avveniva nelle repubbliche sovietiche – conclude De Bertoldi – questa è la solita demagogia della sinistra che pone in essere azioni liberticide per togliere la parola a chi la pensa diversamente”.

 

Ai posteri l’ardua sentenza verrebbe da dire anche se sarebbe interessante sapere cosa ne pensa la stessa senatrice Liliana Segre che da bambina fu espulsa da scuola per le leggi razziali fasciste e poi deportata nel campo di concentramento di Auschwitz, e che ancora oggi, ottobre 2019, è vittima di insulti razziali che secondo l’Osservatorio sull’antisemitismo arrivano ad essere oltre 200 ogni giorno.

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