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La nuova ''Carta di Firenze'' dell'M5S riparte da Casaleggio, Grillo e Di Battista. Di Maio non c'è per un ''risorgimento'' degli ideali movimentisti

Le parole d'ordine sono coerenza, democrazia dal basso e centralità degli attivisti. Quelli che sono stati definiti ''frondisti'' in realtà ribadiscono il loro amore per il Movimento chiedendo che recuperi lo spirito di qualche anno fa. Presenti in Toscana anche i trentini Degasperi e Maschio

Di Luca Pianesi - 30 September 2019 - 17:01

FIRENZE. Da Firenze a Firenze. Ieri alcuni portavoce e attivisti del Movimento 5 Stelle si sono riuniti nel capoluogo toscano per rigettare le basi di un movimento che, per qualcuno, in forza di troppi compromessi, negli anni si è spogliato di parte di quei principi e valori che lo avevano caratterizzato sul nascere. Tra loro anche gli esponenti trentini Filippo Degasperi e Andrea Maschio che si sono recati nel capoluogo torcano per prendere parte alla redazione di una nuova ''Carta di Firenze''.

 

Era, infatti, l'8 marzo 2009, quando veniva stilato uno dei ''manifesti'' fondativi dell'M5S12 punti (da quello sull'acqua pubblica ai rifiuti zero, passando per la rete gratuita all'espansione del verde urbano) che avrebbero dovuto dar vita a quello che sul Blog di Grillo venne definito un “nuovo Rinascimento”. La nuova ''Carta di Firenze'' invece parla di ''Risorgimento 5 Stelle''. I riferimenti, anche storici, insomma, sono cambiati e quel che è emerso domenica è una richiesta di ''coerenza, democrazia dal basso e centralità degli attivisti''.

 

 

 

 

Un ritorno sulla ''retta via'' che oggi appare un po' smarrita. Nella bozza del documento i nomi che vengono citati sono Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio (''vogliamo - si legge nella bozza - che il M5S rimanga saldamente coerente con i propri principi, che si avvii un risorgimento dei valori fondanti che ci hanno insegnato Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio'') e poi ''Dibba'' (''vogliamo essere ancora politicamente scorretti come ci ricorda Alessandro Di Battista''). Il silenzio su Di Maio, mai nominato nella bozza della Carta, invece, è assordante e suona di sfiducia.

 

Lo scopo, però, di chi c'era a Firenze ieri era quello di ribadire il proprio amore per il Movimento (''il nostro cuore batte per il MoVimento 5 Stelle'') e proprio per questo ecco cinque punti dai quali ripartire: la riorganizzazione dal basso; coerenza e rispetto dei principi non trattabili per quanto riguarda le principali e storiche battaglie dell'M5S; trasparenza e democrazia interna; processi partecipativi con la riattivazione dei meetup e il coinvolgimento della base dal basso; ristabilire le candidature che partano dall'attivismo, dalla competenza e dall'esperienza e la garanzia che ci sia un ricambio sostenibile dei portavoce (con gli uscenti che dovranno affiancare i meetup nella formazione dei candidati).


Da questa bozza si è partiti per elaborare il documento definitivo che verrà poi pubblicati per la sottoscrizione dei sostenitori. Da Firenze a Firenze per un ''ritorno al passato''

 

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