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Marini a Michl Ebner, dopo le rivelazioni de il Dolomiti: “Non minacci i suoi giornalisti”

Il duro affondo del consigliere pentastellato: “Il proprietario di Athesia rispetti il diritto allo sciopero dei suoi giornalisti senza adombrare la perdita di posti di lavoro, fare altrimenti sarebbe un richiamo a tempi bui che il nostro Paese si è lasciato alle spalle da oltre mezzo secolo”

Pubblicato il - 05 luglio 2019 - 18:33

TRENTO. “Michl Ebner rispetti il diritto allo sciopero dei suoi giornalisti senza adombrare la perdita di posti di lavoro” sono le dure parole del consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle Alex Marini intervenuto dopo le rivelazioni pubblicate ieri dal nostro giornale.

 

La vicenda che vede il quotidiano di via Missioni Africane è ormai nota, Ebner in una lettera datata 2 luglio ha ribadito a giornalisti e sindacato la sua contrarietà per buona parte delle azioni sindacali normalmente previste (dalla pubblicazione dei comunicati del Cdr sul quotidiano al concetto stesso di sciopero), oltre a sottolineare le difficoltà economiche della testata.  Situazione definita dallo stesso proprietario del gruppo Athesia: ''Più che preoccupante sia per quanto riguarda la perdita di copie e conseguentemente di pubblicità''.

 

“In Italia il diritto di sciopero è e resta garantito dall’articolo 40 della Costituzione – ricorda Marini in una nota – stupisce dunque che un giurista ed ex deputato di lunghissimo corso come è Michl Ebner, pur ricordandolo, concluda una lettera indirizzata ai giornalisti di una delle sue testate ventilando loro la disdetta unilaterale degli accordi assunti riguardo al mantenimento dei posti di lavoro qualora i membri della redazione decidessero di confermare gli scioperi annunciati”.

 

Il proprietario del gruppo Athesia nella sua lettera infatti scrive: “In conseguenza del pacchetto di scioperi riconfermati dai giornalisti anche dopo l'incontro del 19 febbraio, non mi ritengo più vincolato alla rassicurazione fatta il 25 luglio 2018 durante l'assemblea delle maestranze della Sie, di garantire il mantenimento dei posti di lavoro” queste le dure parole messe nero su bianco dall’editore.

 

“È chiaro – riprende Marini – che Ebner sta dicendo che se i giornalisti suoi dipendenti decidono di protestare esercitando un loro diritto costituzionale allora a suo avviso si espongono anche al rischio che l’editore proceda con tagli al personale. Messa così sembra una minaccia bella e buona che come tale si pone fuori dal dettato costituzionale in materia di tutela del diritto allo sciopero”.

 

Da qui la richiesta rivolta a Ebner di far luce su quanto scritto: “Provvedendo a mettere in chiaro come il suo gruppo editoriale, che fra l’altro nella nostra regione opera ormai in condizioni di semi-monopolio, rispetti la Costituzione italiana e i diritti dei lavoratori, e di conseguenza ritiri la minaccia di ritenersi libero di non garantire i posti di lavoro in caso di sciopero dei dipendenti”.

 

Infine l’ultimo affondo del consigliere del Movimento 5 Stelle: “Fare altrimenti sarebbe un richiamo a tempi bui che il nostro Paese si è lasciato alle spalle da oltre mezzo secolo e che è bene non ritornino ad affacciarsi, magari mascherandosi dietro a qualche copertina patinata”.

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