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Scontro nel M5S, Marini chiede a Degasperi di uscire dal Movimento, lui replica: ''Vuole solo potere e accetta i diktat di Roma''

Dopo le esternazioni sulla stampa del consigliere provinciale Alex Marini interviene anche il capogruppo in comunale Andrea Maschio: "Afferma che di richieste concrete da me o da Degasperi non ne arrivano ma a questo punto mi domando se si sia fatto un giro di troppo alla buvette che ha contrastato come fiore all’occhiello”

Di Giuseppe Fin - 16 ottobre 2019 - 11:04

TRENTO. Non ci sono certamente acque tranquille all'interno del Movimento 5 Stelle del Trentino. Lo si è capito già da diverse settimane e i dissidi, se così vogliamo chiamarli, si sono inaspriti con la nuova “Carta di Firenze” sottoscritta da numerosi esponenti del movimento a livello nazionale con la quale si mettono nero su bianco alcuni importanti punti di cambiamento. (QUI L'ARTICOLO)

 

La carta è stata redatta da rappresentanti provenienti da svariate regioni (Toscana, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Lazio, Marche, Sardegna, Umbria) e i contributi sono arrivati anche dal Trentino con il consigliere comunale Maschio e quello provinciale Degasperi.

 

Ed è il collega in consiglio provinciale Alex Marini a far percepire il livello di tensione all'interno del movimento. In una intervista ad un quotidiano locale, infatti, Marini ha chiesto al capogruppo Degasperi per quale motivo non lasci il movimento reo, secondo i collega, di aver creato attorno a se desertificazione e di lamentarsi.

 

Parole queste che già in mattinata hanno portato alla reazione del capogruppo del Movimento in Consiglio comunale Andrea Maschio. “Bene Marini ci chiede, anzi ci intima di andarcene via – spiega il capogruppo - ma non sia mai che invece si metta in discussione ascoltando le critiche. Ad oggi da lui e dai vertici non c’è stato il benché minimo ascolto ma noi non molliamo perché crediamo nel rispetto delle regole e dei programmi e sopratutto nel Movimento”. E su Marini aggiunge “Afferma che di richieste concrete da me o da Degasperi non ne arrivano ma a questo punto mi domando se si sia fatto un giro di troppo alla buvette che ha contrastato come fiore all’occhiello”.

Alle dichiarazioni di Marini apparse sulla stampa a rispondere è anche Degasperi parlando di una “certa sorpresa” nel leggerle.

 

Consigliere Degasperi, il suo collega di partito ha deciso di attaccarla attraverso la stampa. Cosa sta accadendo all'interno del M5S?

Ho letto con una certa sorpresa le dichiarazioni. Io di lui non ho mai parlato ma ho sempre preferito discutere di temi e di criticità da risolvere. Qui invece vedo solo attacchi personali che smascherano il tentativo evidente di scalata, di volere potere. Si può bene vedere la differenza tra chi  si adegua ad diktat di Roma e fonda la sua azione nel mettersi sulla loro scia, e chi ha capacità di ragionamento autonoma, che non vuol dire contro, e cerca di guardare nella sua azione il territorio. Evidentemente c'è qualcuno che vorrebbe allinearsi in maniera acritica su tutto quello che arriva dal nazionale.

 

Si parla anche dei Meetup che sembrano essere stati depotenziati.

Se dovessimo adeguarci alle direttive nazionali non ci dovrebbero più essere. Questo è uno dei punti che ha creato dei problemi. Io mi sono sempre rifatto ai Meetup e sono anche uno dei pochi che si impegnano per prenotare le sale e organizzarli. L'incontro che ci sarà giovedì parte dal sottoscritto. Tra l'altro Marini non ha mai fatto alcuna osservazione negli incontri. Se le avesse fatte ne avremmo discusso tutti assieme. Invece ha preferito evidentemente altri modi.

 

Il suo collega Marini parla anche di scarsi risultati elettorali. E' vero?

Il Trentino è una delle poche zone del nord dove i voti alle scorse provinciali sono aumentati (Dai 14.241 voti delle provinciali 2013 ai 18.453 dell'ottobre scorso). Certo non sono tanti. Ma in altre regioni, tipo il Friuli, il calo si è visto. Sui risultati elettorali ho fin dall'inizio richiesto dei ragionamenti sul perché e sul come. Però ci è stata negata la possibilità sia dopo le provinciali sia dopo le europee.

Io sono sempre stato disponibile a discuterne e non ho mai sollevato problemi anche se voglio ricordare che per le elezioni provinciali da Roma non è venuto nessuno. Per la comunicazione non è arrivato un euro. Nessun grafico, tutti i volantini ce li siamo procurati da soli. Abbiamo avuto la visita dei ministri Costa e Bonisoli ma non era visite elettorali per fare comizi. Tutti i voti che siamo riusciti a ottenere ce li siamo guadagnati.

 

Quali sono secondo lei i motivi dello scontro che si sta creando nel M5S?

C'è qualcuno che vuole seminare zizzagne e invece di pensare al miglioramento del Movimento si occupa di denigrare le persone. Molte regole del M5S, Marini non le ha mai rispettate. A partire dal fatto che la comunicazione venga gestita dal candidato presidente e tanto altro. Io, però, non ho mai voluto sindacare su nulla. Nemmeno sul fatto che tanti atti che lui presenta sono spesso fotocopia dei miei e di battaglie che ho portato avanti e che continuo a farlo.

 

Quindi lei li considera attacchi personali.

Gli attacchi che vediamo limitati alla mia persona sono la cartina tornasole che dimostra chi è il bersaglio. Alla conferenza per la Carta di Firenze non era l'unico ma c'erano anche tanti altri rappresentanti del Movimento. I contenuti, peraltro, di questa carta, erano già stati illustrati ad un Meetup fatto a Mattarello. Quindi tutto è stato fatto in trasparenza assoluta. Qualcuno poi dice che io ho fatto desertificazione attorno a me ma tutti quelli che se ne sono andati via lo hanno fatto non per colpa di Degasperi ma per certe scelte fatte e calate dal nazionale in incontri tipo quelli che si sono svolti al Pedavena o per le decisioni alle politiche.

 

Ora a lei viene chiesto di lasciare il Movimento se non le piace come sta andando. Cosa deciderà?

Non essendo abituato ad obbedire di certo non lascio il M5S quando lo dice Marini. Tutta la vicenda si sarebbe potuta arginare rispettando il codice etico del Movimento, rispettando il ruolo del candidato presidente, del capogruppo e che invece, siccome in Trentino l'altro consigliere ha entrature ad alti livelli, sembra tutto non esistere.

Se si vuole parlare di temi sono sempre stato disponibile. Non l'ho sentito fare da chi oggi reclama questa cosa. Evidentemente il problema qui è il potere che qualcuno sta cercando di acquisire andando contro al codice etico.

 

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