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Marini lancia l’allarme: “Vogliono smantellare Maso Zancanella così si mette a rischio la convenzione con la Apss”

Il centro d’avanguardia per la cura dei disturbi del comportamento alimentare secondo alcune indiscrezioni starebbe per essere trasferito da Gardolo a una palazzina di via Borsieri fattore che potrebbe influenzare negativamente gli ottimi risultati fin qui raggiunti

Di Tiziano Grottolo - 18 dicembre 2019 - 19:45

TRENTO. Maso Zancanella, una delle principali strutture per la cura dei disturbi del comportamento alimentare starebbe per essere smantellato, per poi essere trasferito in un altro luogo della città, questa in estrema sintesi l’ipotesi avanzata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Alex Marini.

 

A far insospettire il consigliere pentastellato, circa la volontà da parte della Pat di smantellare il centro di cura, ci sarebbe stata la risoluzione del contratto di lavoro di alcuni educatori e parte dell’equipe terapeutica in assenza di prospettive di durata dell'attività.

 

Come ricordato dallo stesso Marini, Maso Zancanella in particolare si occupa di prendere in carico tutti quei pazienti che soffrono di disturbi alimentari ma che non rispondono positivamente al percorso ambulatoriale. La struttura attualmente si trova a Gardolo, immersa nel verde, grazie infatti alla tranquillità e al paesaggio rilassante che caratterizzano questo spazio, gli ospiti possono meglio concentrarsi sulla terapia di recupero, sia in gruppo che individuale, in un ambiente il più sereno e familiare possibile e che offre attività complementari all’aperto.

 

La comunità terapeutica è aperta 365 giorni all’anno 24 ore su 24 e prevede molteplici attività per aiutare i pazienti nel loro percorso riabilitativo: vengono svolte varie attività, dallo yoga ai laboratori di arte terapia, a quelli nutrizionali con la cuoca e la dietista, grazie ai quali vengono fatti emergere i conflitti interiori, per essere poi elaborati e superati. Sono previsti settimanalmente incontri di psicoterapia individuale e di gruppo, col medico nutrizionista e con la dietista, una supervisione da parte di personale adeguatamente formato durante tutti i pasti e colloqui col medico psichiatra.

 

“Anche i costi di gestione sono contenuti – sottolinea Marini – rispetto alla media nazionale, che si attesta su 230 euro al giorno per singolo paziente, nella struttura trentina si fermano a 110 euro paziente e comprendono vitto, alloggio e assistenza sanitaria”.

 

Insomma un esempio virtuoso quello di Maso Zancanella che nel tempo ha affrontato oltre 130 casi ad elevata complessità: “Spesso – continua il consigliere del M5s – il problema è l’inappropriatezza dei trattamenti ambulatoriali superiori a 4 mesi senza che vi sia un miglioramento clinico e per molti pazienti la struttura di Gardola rappresenta una speranza”.

 

Marini parla di un esempio a livello nazionale, “eppure – attacca – parrebbe vi sia l’intenzione di chiudere la struttura limitando appositamente l'invio di pazienti e mettendo quindi a rischio la convenzione siglata con la Apss”. Stando a quanto affermato dal consigliere si vorrebbe convogliare i pazienti con disturbi alimentari che fino ad ora facevano riferimento alla struttura di Gardolo in una palazzina di via Borsieri, al quinto piano insieme ai pazienti gestiti dal Centro di Salute Mentale dell’Apss. Per questo il consigliere pentastellato rivolge alla giunta provinciale per conoscere la reale situazione nell’istituto, in particolare quali misure saranno adottate.

 

In sostanza si vuole conoscere se questa decisione rientri in un più largo progetto di unificazione dei servizi o se ci sia il rischio concreto di mettere in pericolo un’eccellenza trentina.  

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