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| 12 gen 2019 | 19:04

Nomina per il dirigente dell'assessorato alla Salute, Fugatti replica a Zeni e al sindacato: ''Nel bando nulla di strano"

Nota di Piazza Dante: ''Rispettata la normativa". Il governatore: ''Si è deciso di ricorrere al mercato della dirigenza esterna alla Provincia per ricoprire un'importante figura''

di Redazione

TRENTO. Nel consueto valzer dei dirigenti provinciali avvenuto anche quest'anno, come a ogni inizio legislatura, era rimasta vuota la casella del dirigente del Dipartimento Salute e Solidarietà sociale, spostato senza che il suo ruolo fosse assegnato a nessuno. Una mossa seguita da un bando per l'assegnazione dello stesso, sul quale sia il consigliere provinciale Luca Zeni, sia il segretario del sindacato Dirpat Marcello Mazzucchi hanno sollevato qualche dubbio (qui l'articolo). Ora da Piazza Dante arriva una nota di precisazioni: "Nulla di strano".

 

Le perplessità espresse dall'ex assessore ed esponente dell'opposizione Zeni riguardavano l'esclusione dei dirigenti (ma non dei direttori) e le caratteristiche richieste dal bando. "I requisiti per le candidature riportati nel bando - recita oggi la nota della Provincia - sono quelli previsti dalla legge provinciale 7 del 1997, "Revisione dell'ordinamento del personale della Provincia autonoma di Trento", articolo 21".

 

Quindi la citazione della norma: "I requisiti minimi generali per la partecipazione alle selezioni pubbliche per l'accesso alla dirigenza di ruolo sono costituiti dal possesso del diploma di laurea magistrale e dall'eventuale possesso di diplomi post universitari o dell'abilitazione professionale. Inoltre sono richiesti, in alternativa: il possesso della qualifica di direttore; l'esperienza professionale almeno quinquennale maturata in qualifiche o profili per i quali è previsto il possesso del diploma di laurea presso amministrazioni pubbliche, o in qualifiche dirigenziali o di quadro".

 

"Nulla di strano che siano esclusi i dirigenti - prosegue la nota - perché è quanto prevede la legge; l'articolo 28 è piuttosto preciso in tal senso: "Gli incarichi di dirigente di struttura complessa, di struttura semplice e di unità di missione, nella misura massima stabilita dall'articolo 21 comma 7, possono essere conferiti a persone non iscritte all'albo in possesso dei requisiti previsti per l'accesso alla dirigenza, assunte per tali fini a tempo determinato per una durata non superiore a quella della legislatura in corso". Questa misura massima è stabilita appunto dall'articolo 21, ovvero "non superiore al 10% del numero complessivo degli incarichi dirigenziali"".

 

"Si tratta di una decisione che la giunta provinciale ha assunto nel pieno rispetto della legge 7 del 1997 - spiega il presidente Maurizio Fugatti - preferendo appunto ricorrere al mercato della dirigenza esterna alla Provincia per ricoprire questa importante figura. Tra gli esterni poi, ai sensi appunto della citata legge provinciale, sono potenzialmente ricomprese anche figure professionali appartenenti alla qualifica di direttore provinciale".

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