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Nursing up: ''Provincia: servono fatti, basta parole. Mobilitazione generale del comparto sanità e degli enti locali''

E' sempre più alta la tensione tra sindacati e Provincia tra sanità e pubblico impiego. I nodi sono i rinnovi contrattuali dopo anni di blocco e l'ipotesi di piazza Dante non convince per nulla le parti sociali

Di Luca Andreazza - 09 novembre 2019 - 13:21

TRENTO. E' altissima la tensione tra sindacati e Provincia. E il terreno di maggior scontro è quello della sanità e del pubblico impiego. Dopo aver comunicato che non ci sono risorse per i rinnovi contrattuali, l'ultima miccia è stata accesa nella proposta di piazza Dante di comprendere in Sanifonds anche i figli degli iscritti.

 

Un'ipotesi che ha messo le parti sociali sul piede di guerra: "Sanità integrativa provinciale Sanifonds per quanto ci riguarda non è, né sarà mai, merce di scambio contrattuale'' (Qui articolo). Ora anche la Nursing up scende in campo, pronta alla mobilitazione. Il fronte dei sindacati è sempre più compatto.  

 

"Proclamiamo la mobilitazione generale dei professionisti sanitari e degli enti locali. Il governo nazionale - commenta il coordinatore provinciale Cesare Hoffer - stanzierà circa 2,77 miliardi di euro per iniziare le trattative dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego relativi al periodo 2019/2021, la vicina provincia di Bolzano ha già messo sul tavolo in assestamento di bilancio 195 milioni di euro nel bilancio provinciale, per garantire un aumento a tutti i pubblici dipendenti pari al 4,8%, la Giunta di Trento invece ci propone come surrogato al mancato finanziamento per il rinnovo dell'accordo 37,7 euro all'anno da erogare esclusivamente per i familiari degli iscritti gli aderenti al Sanifonds".

 

L'intenzione dell'esecutivo a trazione Lega è quello di accettare come buono il rinnovo dei contratti varato dalla Giunta Rossi per il 2016/2018, dopo ben otto anni di blocco. "Vogliamo rammentare - evidenzia Hoffer - che il tavolo per la chiusura del contratto del comparto sanità 2016/2018, nonostante le rassicurazioni dell'assessora Stefania Segnana effettuate a mezzo stampa, non è ancora stato formalmente convocato e i nostri professionisti sono ancora in attesa del riconoscimento del disagio della turnistica e del riconoscimento della loro professionalità, che si articola ormai in percorsi universitari sempre più evoluti e complessi, per dare al cittadino una qualità di cura sempre più elevata".

 

Un altro nodo è proprio quello della carenza di personale. "Le dotazioni organiche dei nostri professionisti in ospedale e sul territorio - prosegue il coordinatore di Nursing up - sono ormai sempre più inadeguate a garantire un ottimale standard assistenziale, in quanto spesso gli infermieri devono sopperire anche alla mancanza di personale di supporto Oss e amministrativo, sempre più carente a causa dei tagli sul personale effettuati gli scorsi anni. Spesso le attività vengono garantite dal personale saltando ferie e riposi, a fronte di un'età anagrafica sempre più elevata, l'età media dei nostri professionisti è ormai di 50 anni".

 

Ma non sarebbe l'unica criticità. "Per garantire le attività territoriali - aggiunge Hoffer - il personale infermieristico e i nostri professionisti, nonostante le nostre reiterate richieste di mezzi aziendali, devono spesso ancora usare la propria auto privata per recarsi al domicilio dei pazienti. Abbiamo inoltre recentemente segnalato grossissime difficoltà logistiche per il personale infermieristico della Centrale 118 di Trento, legate all'inadeguatezza degli attuali spazi, non abbiamo ricevuto nessuna risposta in merito".

 

C'è poi un'assenza di dialogo. "Riteniamo che un proficuo confronto tra sindacato, Giunta provinciale e assessorato alla salute - dice il coordinatore - debba essere intrapreso intorno ad un serio tavolo di confronto, veniamo invece a sapere di iniziative pubblicizzate tramite effetti annuncio pubblicati di tanto in tanto sui giornali locali, non ci sembra che ci sia attualmente un reale progetto di valorizzazione delle nostre professionalità".

 

 

La richiesta delle parti sociali è quella di dare risposte. "I nostri professionisti infermieri e sanitari - conclude Hoffer - stanno vivendo un momento di grande difficoltà all'interno delle strutture. Ora non servono parole ma risposte concrete, come organizzazione sindacale proclamiamo a tutela dei nostri associati l'immediata mobilitazione di tutti i professionisti sanitari dei comporti sanità ed autonomie locali, volta a sbloccare una situazione di grave stasi e disinteresse per settori tra l'altro nevralgici come quello della sanità e delle Apsp, che meriterebbero ben altra attenzione da parte di Giunta e assessorato alla salute. Come professionisti, vogliamo rinnovare il nostro impegno nei confronti del cittadino, volto a garantirgli un elevato standard assistenziale e la sicurezza delle cure".

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