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Pari opportunità uomo-donna: ''Serve sforzo culturale''. Ma nessuna polemica sulla chiusura dei percorsi di genere nelle scuole

Relazione sull'attività svolta dalla Commissione provinciale, la presidente Fedrizzi: "Luci e ombre, le iniziative legislative non bastano". Kaswalder, che porta i saluti del Consiglio, ricorda di quando fu rimproverato per aver detto 'a ciacere no se sgionfa done': "Giusto il rimprovero, ma era una frase da bar e i politici al bar ci vanno"

Di Donatello Baldo - 12 febbraio 2019 - 20:14

TRENTO. La Commissione per le Pari opportunità tra uomo e donna conclude il suo mandato di legislatura e passa il testimone, essendo un organismo incardinato sul Consiglio provinciale. L'ultima relazione annuale è quindi l'occasione per il bilancio di un quinquennio: "Luci ed ombre, molti sforzi nella giusta direzione ma non c'è ancora un progetto complessivo delle politiche pubbliche in favore delle pari opportunità", sintetizza la presidente Simonetta Fedrizzi.

 

La conferenza, che si è tenuta a palazzo Trentini, ha visto il saluto del presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder. Ha ricordato, scadendo forse in uno stereotipo, di quanto le donne siano importanti anche all'amministrazione pubblica: "Ho fatto il sindaco per molti anni e ho sempre avuto in giunta una rappresentanza femminile. E le donne - ha voluto sottolineare - riuscivano a farmi notare particolari a cui non avrei mai fatto attenzione".

 

Il presidente Kaswalder ha ricordato anche del rimprovero che proprio la Commissione gli aveva riservato quando in aula del Consiglio provinciale disse una frase un po' sopra le righe, che "a ciacere no se sgionfa done". Ha chiesto scusa, ammettendo che il rimprovero fu giusto, cercando però l'ultima giustificazione: "Era una frase da bar e si sa che i politici frequentano anche i bar".

 

Di seguito, oltre alla presentazione della presidente Fedrizzi, che brevemente ha fatto il punto della situazione spiegando che le sole iniziative legislative in favore delle pari opportunità non bastano se non si agisce a livello culturale, ha parlato Anna Maria Crispino, l'ospite d'onore della serata. Giornalista e fondatrice della storica rivista femminista 'Leggendaria', Crispino ha tracciato un excursus delle pari opportunità nella storia, dalla Rivoluzione Francese che non concedeva alle donne né égualité né fraternité (o meglio soeurerité), all'America dell'emancipazione femminile fino al fascismo e al Secondo Dopoguerra con la conquista costituzionale della parità formale, ben lungi dal diventare immediatamente sostanziale.

 

Il dibattito seguito si è concentrato sul tema della 'discriminazione'. Antonella Chiusole, che ha sottolineato di voler intervenire nella veste di 'cittadina', dal pubblico ha fatto una riflessione: "La discriminazione è continua. Negli studi al buio i talenti femminili emergono, ma in chiaro - quando il genere si svela - i talenti vanno in secondo piano. La discriminazione - ha concluso - è una violenza".

 

Fatti inoppugnabili, che si evidenziano nel gap salariale, nella minor presenza di donne nella politica, nei settori apicali delle pubbliche amministrazioni. "C'è da fare un lavoro culturale", è stata l'unanime risposta. Anche nelle scuole, peccato che il taglio dei percorsi sulla relazione di genere nelle scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori), taglio voluto dalla nuova giunta Fugatti per rispondere a chi vedeva in questa iniziativa supposte 'infiltrazioni gender', non sia stato sufficientemente stigmatizzato.

 

Solo Giovanna Covi, componente della Commissione Pari opportunità e delegata a relazionare sul tema dell'Istruzione, ha velatamente accennato - seppur indirettamente - alla decisione censoria della nuova amministrazione di centrodestra. Ha ricordato come la Commissione avesse predisposto un suo contributo per questi percorsi, un libretto informativo ed educativo sul tema delle pari opportunità: "Ma questi percorsi non si possono più continuare per decisione della nuova giunta provinciale".

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