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Presenza femminile nei Cda. Conzatti: ''L'obiettivo è raggiungere il 40%''. Via libera alla proroga alla legge Golfo-Mosca

Forte di un emendamento voluto anche dalla senatrice trentina di Italia Viva la norma è uscita dalla commissione finanze della Camera implementata: l'emendamento porta da 3 a 6 mandati consecutivi l'obbligo di applicare il criterio di riparto previsto in materia di parità di genere

Pubblicato il - 05 dicembre 2019 - 19:02

ROMA. Grazie alla legge Golfo-Mosca si era già passati dal 6% al 33% di presenza femminile nei Cda delle aziende italiane oggi, grazie all'iniziativa anche della senatrice trentina di Italia Viva, Donatella Conzatti, la norma del 2011 è stata prorogata e grazie all'emendamento firmato anche dalla rappresentante trentina si aprono nuovi scenari per consolidare la presenza delle competenze femminili nei consigli di amministrazione delle aziende, dall'altra a rafforzare la nostra economia in termini sia di competitività che di sostenibilità ed equità.

 

“Dobbiamo puntare al 40% e a una sempre maggiore rappresentanza femminile - spiega la senatrice di Italia Viva - nei ruoli decisionali e di maggiore responsabilità. Anche per sostenere le politiche aziendali di condivisione e conciliazione dei

tempi di vita e lavoro”. Tutti i dati, infatti, e le ricerche internazionali confermano che l'aumento del Pil è proporzionale al numero di donne che lavorano, alla loro presenza ai vertici, alla parità salariale. E' una battaglia che non riguarda solo le donne è una battaglia di tutti: donne e uomini uniti per superare ogni forma di discriminazione e cogliere una straordinaria opportunità di crescita e di sviluppo per l'oggi e per il domani.

 

Le nuove norme sulla parità di genere nei CdA hanno avuto via libera da parte della Commissione Finanze della Camera che, di fatto, presenterà in aula la legge Golfo-Mosca “riaggiornata”. La differenza viene fatta da un emendamento, a firma anche della senatrice trentina: questo prevede che il genere meno rappresentato debba ottenere almeno un terzo degli amministratori eletti per sei mandati consecutivi. L'emendamento porta da 3 a 6 mandati consecutivi l'obbligo di applicare il criterio di riparto previsto in materia di parità di genere sia nei Consigli di Amministrazione che nei Collegi sindacali delle società quotate e a controllo pubblico.

 

La proposta punta da una parte a consolidare la presenza delle competenze femminili nei CdA, dall'altra a "rafforzare la nostra economia in termini sia di competitività che di sostenibilità ed equità. Dal 2011 - continua Conzatti - grazie a questa legge, la presenza di competenze femminili nei CdA è passata dal 6% al 33%. Dobbiamo puntare alla parità e ad una sempre maggiore rappresentanza femminile nei ruoli decisionali e di maggiore responsabilità, anche per sostenere le politiche aziendali di condivisione e conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Una battaglia di tutti, delle donne e degli uomini che si battono insieme per un domani più equo”.

 

A livello qualitativo permane un disequilibrio nella retribuzione e tipologia di incarichi per le donne nei board. Ma anche a livello quantitativo la loro presenza deve essere consolidata perché - come dimostrano diverse ricerche - sotto la soglia critica del 30% le minoranze tendono ad adeguarsi allo stile predominante, rendendo ardua la possibilità di incidere sulle scelte strategiche delle organizzazioni. Detto questo siamo di fronte ad una rivoluzione culturale e silenziosa che sta aprendo al nostro paese nuovi orizzonti di democrazia ed equità.

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