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| 29 mar 2019 | 19:46

Rendere ''più facile'' l'acquisto di armi, la proposta della deputata trentina Cattoi. Salvini frena: ''Nemmeno mezza pistola in più''

La proposta è stata presentata in ottobre dalla deputata Vanessa Cattoi. Il vice premier Luigi Di Maio aveva affermato che il M5S non avrebbe "mai votato una proposta simile"

Rendere più facile'' l'acquisto di armi, la proposta della deputata trentina Cattoi

TRENTO. Rendere “più agevole l’iter per acquistare un’arma destinata alla difesa personale”. La proposta di legge presentata lo scorso 11 ottobre al centro di diverse polemiche in queste ore vede come prima firmataria la deputata trentina della Lega Vanessa Cattoi.

 

 

La proposta è stata sottoscritta da circa 70 membri della Camera. Uno dei punti chiave contenuti nel testo sarebbe l’aumento da 7,5 a 15 joule, ovvero dell’unità di misura che calcola l’energia cinetica scaricata nell’impatto dal proiettile. Un criterio, questo, che distingue tra le armi comuni da sparo e quelle per cui non è necessario fare la richiesta del porto d’armi.

 

“Procurarsi un’arma da fuoco, nel nostro Paese, non è un’operazione molto semplice, almeno per chi vuole farlo nel rispetto delle norme vigenti” ha spiegato la deputata nella presentazione della proposta.

 

Le licenze concesse per la detenzione di armi in casa sono poco più di 5 milioni, continua, il che significa che un italiano su dieci è in condizioni di utilizzare un’arma, anche se il numero delle licenze che consentono a coloro che le acquistano di portarle con sé è largamente inferiore.

 

“È invece molto complesso – è stato spiegato - ottenere il permesso per difesa personale. In questo caso solo un ristretto numero di persone può ricevere il placet per portare con sé un’arma. Le procedure sono molto lunghe, bisogna dimostrare di saper maneggiare correttamente l’arma, ma soprattutto di essere in uno stato psico-fisico pressoché perfetto. Decisiva per ricevere l’autorizzazione è poi la tipologia di lavoro svolto: generalmente essa è concessa a benzinai o a gioiellieri in quanto esposti più facilmente a rischi legati alla loro attività”.

 

Dopo le polemiche per la proposta a intervenire quest'oggi è stato il leader della Lega, Matteo Salvini, che prende le distanze. "Per quello che mi riguarda - ha spiegato il vicepremier - la legittima difesa garantisce più diritti e più tutela alle vittime. Non voglio in giro nemmeno mezza pistola in più".

 

Nelle scorse ore era stato il vicepremier Luigi Di Maio a spiegare che “Il M5S non avrebbe mai votato una proposta simile”.

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