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''Ripartiamo dal Grande Nord perché Salvini ha tradito e in Trentino la Lega sembra la democrazia cristiana''

Storico segretario della Val Rendena della Lega, Piero Candido Rio è da poco rientrato da Milano dove si è tenuto il congresso del nuovo movimento che si rifà al concetto di macroregioni e al federalismo. ''Impossibile restare con gente calata dall'alto come il segretario Bisesti che fino a ieri diceva 'mai Gottardi in giunta' e oggi si è rimangiato la parola''

Di Luca Pianesi - 24 febbraio 2019 - 05:01

TRENTO. ''Salvini ha tradito la Lega Nord e si sta dimostrando una persona del tutto inaffidabile. E qui sul territorio ci troviamo persone calate dall'alto che guidano la segreteria senza visione. Praticamente la Lega in Trentino sembra la democrazia cristiana. Noi nasciamo, invece, per recuperare i principi fondanti di Gianfranco Miglio con l'obiettivo di arrivare alle macroregioni del nord, del centro e del sud Italia''. Pier Candido Rio pochi giorni fa era a Milano dove ha preso parte al congresso del movimento politico Grande Nord guidato dall'ex parlamentare leghista Roberto Bernardelli, uno di quelli che c'era, già negli anni '80, con Bossi quando è nata la Lega Autonomista Lombarda che poi si è trasformata in Lega Nord.

 

Uno di quelli che già nel 2004 aveva lasciato il partito del Senatur perché, per troppi, si stava appiattendo sulle posizioni romanocentriche di Berlusconi. E così, dopo essersi candidato con un'insieme di liste alla presidenza della provincia di Milano sotto il nome di Lega Padana Lombardia ed essersi, poi, nel 2016 ricandidato con la Lega Nord (dopo anche qualche guaio con la legge con tanto di arresto per associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico) nel 2017 ha fondato Grande Nord. ''Anche per me è stato naturale aderire a Grande Nord'', ci spiega Piero Candido Rio per anni segretario della sezione Tione-Val Rendena della Lega, candidato anche alle ultime elezioni provinciali, componente del Consiglio direttivo nazionale e storico militante della Lega da 30 anni a questa parte.

 

''E' stato naturale perché io sono rimasto autonomista, federalista, con l'idea che si debbano dare competenze e ascolto ai territori e quindi non potevo più ritrovarmi in un partito che si definisce nazionalista. La Lega ha cambiato completamente rotta rispetto a quelli che erano i principi fondanti tracciati da Gianfranco Miglio e poi sposati dallo stesso Bossi e anche da Salvini nei primi tempi. Ma Matteo si è venduto in tutto e per tutto. Oggi è proibito parlare di Padania libera nella Lega. Addirittura nel simbolo è più importante la parola Salvini Premier che quella del partito e in prospettiva credo che il nome Lega andrà proprio a scomparire. Questo governo sta facendo delle cose indifendibili. Il lavoro non è più al centro del dibattito. Noi come Grande Nord, per esempio, stiamo raccogliendo le firme per dire 'no' al reddito di cittadinanza misura assistenzialista priva di prospettiva''.

 

E poi c'è il tema provinciale. ''Io con Maurizio Fugatti sono amico ed è una persona che stimo e con il quale ho condiviso tante battaglie - spiega ancora Rio - ma qui, ormai, di Lega Nord non c'è più niente. Sono senza idee e senza proposte e infatti ogni giorno assistiamo alla rivalutazione di quel che è stato fatto dai passati governi. Si sono fatti eleggere predicando che tutto andava male. Ora scoprono di non avere idee e persone in grado di mettere in campo un qualche tipo di proposta e quindi vivono alla giornata. Lo stesso segretario e assessore Bisesti è stata una figura calata dall'alto e fino a ieri ripeteva cose del tipo 'mai Gottardi in giunta'. Come è andata a finire? Una poltrona a Civica Trentina dovevano darla ed ecco Gottardi in giunta. Segretario azzerato e avanti così a rimangiarsi quel che si dice, nel giro di pochi giorni''.

 

E mentre la Lega guadagna consensi su scala nazionale sono sempre di più i leghisti della prima ora che stanno lasciando il partito di Matteo Salvini. Troppo lontana questa Lega da quella dei lavoratori e degli artigiani del nord, quella che ha sempre guardato al mondo produttivo, la Lega del fare lontana da Roma. ''Hanno preso i voti, a livello nazionale, con il centrodestra - completa Rio - e ora governano con i 5 Stelle. Stanno bloccando opere prioritarie come la Tav e non stanno facendo niente per il sistema produttivo, basta vedere quel che sta succedendo in Sardegna con il latte. Finiamo per importare latte rumeno e bulgaro così da far dimezzare il costo del nostro. Ma la tutela del Made in Italy e tutti quei bei discorsoni che fine hanno fatto? Tutto sacrificato sull'altare degli accordi politici. I territori sono stati sacrificati per gli accordi politici. Questa non è la nostra Lega Nord''. 

 

E così ecco il Grande Nord che anche in Trentino comincia a farsi strada sempre di più. ''Nella sezione della Rendena - spiega ancora Rio - di 9 della Lega che erano sette sono passati a Grande Nord e solo due sono rimasti con Bisesti e soci. E poi, per esempio c'è Nicoletta Malfer ex segretaria della Lega di Arco e tanti responsabili e segretari di zona oltre che ex militanti che sono con noi. Per quel che ci riguarda siamo aperti a tutti ma è indubbio che sono sempre di più i fuoriusciti leghisti che stanno passando dalla nostra parte''.  E mentre anche in Trentino Grande Nord lavora per le prossime elezioni nei comuni, con liste civiche e singoli candidati da supportare il 21 febbraio è nato anche Grande Centro con Davide Zenati segretario federale delle regioni del centro che in piena autonomia faranno lo stesso percorso di Grande Nord.

 

E poi arriverà Grande Sud guidato, con ogni probabilità, dal generale Antonio Pappalardo. Intanto il National Scottish Party avrebbe ufficialmente chiesto di confederarsi con Grande Nord che sostiene anche la ''battaglia'' catalana per l'autonomia da Madrid. ''Siamo dalla parte dei popoli - conclude Rio - e dei territori. Per questo sogniamo ancora un'Italia federale con tre macroregioni che, come nella confederazione svizzera, sono autonome ma parte di uno stesso Stato''.

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