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Sagre e feste, la giunta dice prima i vini trentini e blocca il prosecco. Zaia: "Giusto, anche noi valorizziamo i prodotti dei nostri territori"

Via libera alle sagre in salsa sovranista, si studiano misure per concedere patrocinio e finanziamenti solo a chi serve prodotti trentini. Fugatti: “È vero, non possiamo imporre nulla, ma ci metteremo intorno a un tavolo con esercenti vari per discutere quali iniziative mettere in campo”

Di Tiziano Grottolo - 14 settembre 2019 - 09:33

TRENTO. In tempi di sovranismi si sa tutto può diventare oggetto di scontro e campo di battaglia è così che la giunta a trazione leghista ha deciso di adottare delle misure drastiche per la promozione dei prodotti trentini.

 

L’obiettivo è quello di incentivare la presenza e la promozione dei prodotti trentini non solo nelle manifestazioni organizzate direttamente dalla Provincia, ma anche in quelle promosse da soggetti pubblici o privati diversi dell’ente provinciale.

 

“È importante incentivare la presenza, la commercializzazione e la promozione dei prodotti trentini anche in manifestazioni di varia natura che si tengono sul territorio trentino – spiegano il presidente Maurizio Fugatti e l’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli – in una terra come la nostra i prodotti dell’agricoltura e dell’artigianato non sono solo un forte elemento di identità nei quali si fondono storia e tradizioni, ma anche un’importante componente economica, in grado di produrre forti ricadute sul piano industriale, commerciale e turistico”.

Via libera dunque alle sagre in salsa sovranista, in questi giorni infatti la Giunta ha dato mandato alla Direzione generale di provvedere, congiuntamente con il Dipartimento competente in materia, a dare precise indicazioni informative alle strutture provinciali.

 

L’intento è quello di favorire fin da subito la presenza e la promozione di prodotti trentini sia nelle manifestazioni organizzate direttamente dalla Provincia sia in quelle organizzate da soggetti pubblici o privati diversi dalla Provincia, con i quali le strutture vantino un’interlocuzione a fini autorizzativi, di sostegno economico e quant’altro.

 

Se per ora questa resta solo una raccomandazione è ipotizzabile che nelle intenzioni della Giunta ci siano in cantiere misure per arrivare a uno stop dei finanziamenti, o perlomeno al sostegno tramite patrocinio, per tutte quelle iniziative che non investono in prodotti del territorio.

 

A farne le spese saranno tutta una serie di prodotti, come il prosecco, uno dei vini bianchi più apprezzati, colpevole però di essere prodotto al di fuori dei confini provinciali, soprattutto in Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

 

“Se è pur vero che i mercati sono globali – fa notare il presidente della regione Veneto Luca Zaia – lo è altrettanto il fatto che quando noi amministratori finanziamo attività o promozioni lo facciamo con l’obiettivo di valorizzare i prodotti dei nostri territori. I soldi sono della Pat e li investirà come meglio crede – taglia corto Zaia – le polemiche non mi interessano, ognuno fa quello che vuole”.

Già questa primavera era stata promulgata una deliberazione a firma dell’assessora Zanotelli per confermare la strategicità del Marchio “Qualità Trentino” all’interno della produzione complessiva della provincia.

 

Uno strumento questo, utile sia a garantire al consumatore l’offerta di prodotti legati al territorio e di qualità, sia a rendere maggiormente competitivi i produttori locali in un mercato sempre più aperto e concorrenziale.

 

A tal fine tre sono stati gli ambiti individuati ai quali dare maggiore visibilità: territorialità, intesa anche come valorizzazione della cosiddetta “filiera corta” e dell’utilizzo di materie prime locali, ma anche tradizione, che significa valorizzazione della storia e delle abitudini alimentari di questa parte dell’arco alpino.

 

Infine innovazione, con riferimento ai prodotti entrati di recente nel panorama produttivo trentino, ma con un importante legame con il territorio, tali da renderli distintivi nella mente del consumatore.

 

Fugatti ha voluto ribadire il concetto: “Credo che nei momenti conviviali si debba il più possibile consumare prodotto trentino, ci metteremo intorno a un tavolo con ristoratori, esercenti e albergatori per dialogare con loro per capire come questo percorso possa essere il più possibile utile al consumo trentino”.

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