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Sanità, gli infermieri Opi preoccupati: ''Efficientamento, universalità delle cure a rischio. Personale già sotto dosato rispetto ai bisogni''

Pedrotti: ''Notizia appresa dalla stampa, senza alcun confronto. Le priorità: prevenzione, cronicità e non autosufficienza, non la riapertura dei punti nascita''

Pubblicato il - 26 maggio 2019 - 20:28

TRENTO. Non chiamateli ''tagli'', chiamateli ''efficientamento'' aveva detto con una nota ufficiale l'assessorato alla Salute dopo gli articoli apparsi su ildolomiti.it in cui abbiamo raccontato la richiesta dell'assessora Segnana di ridurre, da qui al 2023, le spese di decine di milioni di euro, affidando all'Azienda sanitaria il compito di dirle come (qui, qui e qui articoli). Al di là del nome, il tema desta preoccupazione. Come quella espressa dall'Ordine delle professioni infermieristiche di Trento (Opi).

 

"L'Ordine delle professioni infermieristiche di Trento - si legge in una nota - esprime seria preoccupazione per la notizia dei tagli che il sistema sanitario provinciale subirà nei prossimi anni. Il presidente Daniel Pedrotti lancia l'allarme sull'universalità delle cure, messa a rischio da una riduzione così drastica di risorse destinate alla sanità".

"Se una delle voci principali di questo efficientamento, così definito dall'assessora Segnana, sarà il taglio delle risorse umane, l'universalità, la sicurezza e la qualità delle cure saranno a rischio" afferma Pedrotti.

 

"Già oggi - prosegue - il personale infermieristico che opera nei servizi territoriali ed ospedalieri è sotto dosato rispetto ai bisogni della popolazione. Da tempo chiediamo l'adeguamento delle dotazioni infermieristiche a standard internazionali a garanzia della sicurezza dei cittadini. E ora apprendiamo che l'intenzione è quella opposta di ridurre ulteriormente il personale. Con quali esiti sulla popolazione?".

 

Pedrotti sottolinea anche come la notizia sia giunta inaspettata: "Nessun confronto con gli ordini professionali, i sindacati, le associazioni dei cittadini è stato chiesto per confrontarsi sui tagli che abbiamo appreso dalla stampa".

Dall'Opi ricordano (si legge nella nota) che da tempo l'Ordine pone il tema della sostenibilità del sistema: "Fare fronte con risorse finite ai bisogni crescenti di una popolazione che invecchia è la sfida del nostro tempo".

 

"Il problema della sostenibilità dei sistemi sanitari è serio e necessita di una visione politica di sistema - prosegue il presidente - Se la spesa va razionalizzata non si possono investire risorse in progetti quali ad esempio la riapertura dei punti nascita, che drenano investimenti e personale da aree dove sarebbe più appropriato destinarli. Prevenzione, cronicità, non autosufficienza: questi sono i bisogni su cui riorganizzare l'assistenza e investire risorse".

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