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Si rompe Futura: i Verdi si staccano per avere simbolo e lista autonoma. Cattani: ''I cittadini non capiranno. Si indeboliscono le alleanze avversarie della destra leghista''

A sinistra sembra cominciato il gioco più amato di quest'area politica: la tafazziana scissione. Il partito di Boato e Coppola probabilmente conta di sfruttare l'onda lunga dei movimenti ambientalisti in Europa ma proprio nome e simbolo rischiano di renderli poco attrattivi e di legarli a vecchie logiche. Molto dispiaciuto il presidente di Futura: ''Non sarà una lista in più a darci maggiore chance di vittoria''

Di Luca Pianesi - 12 dicembre 2019 - 05:01

TRENTO. Sembra incredibile ma è così: i Verdi del Trentino hanno deciso che pur di avere il loro simbolo alle prossime elezioni amministrative correranno staccati da Futura con una loro lista autonoma. Insomma sembra ufficialmente aperto il gioco più amato dai partiti di centrosinistra: dividersi. La pratica ''tafazzista'' è un classico amatissimo dalle classi dirigenti di quest'area politica e il più delle volte rimane mistero incomprensibile per l'elettorato. Eppure anche questa volta, mentre la società civile si riunisce nelle piazze allontanando simboli e bandiere e trovando il proprio collante semplicemente in principi e ideali, c'è ancora chi crede che un logo e una scritta possano fare la differenza.

 

Ne sono convinti, evidentemente, i Verdi che pur di poter contare sul vessillo di ''Europa Verde'', con tanto di girasole sorridente, hanno preferito rompere con chi, di fatto, li aveva portati quasi miracolosamente in consiglio provinciale (sono entrati, infatti, il frontman del movimento Paolo Ghezzi e Lucia Coppola che all'epoca era presidente del consiglio comunale a Trento eletta proprio con i Verdi), all'interno di un progetto che sembrava potesse essere un nuovo incubatore politico della società civile. Una fabbrica delle idee che riavvicinasse fette di cittadinanza che si erano allontanate, per un motivo o per l'altro, dai partiti tradizionali e riuscisse ad attrarre anche nuovi elettori e giovani di prospettiva.

 

E invece, proprio l'anima più tradizionale interna a Futura, quella dei politici più navigati, quella dei Verdi, appunto, a partire da Marco Boato già deputato per cinque legislature e senatore per una, è emersa in tutta la sua forza. E mentre a Riva, ad Arco e a Pergine faticosamente si sta cercando di creare un percorso unitario, a Trento e Rovereto, e forse anche altrove, le liste saranno divise. La ragione di tale scelta, in realtà, è misteriosa e pare un primo, grande regalo, al centrodestra (il messaggio agli elettori di divisione è già un primo immediato autogol). I Verdi, forse, sperano di poter raccogliere qualche consenso in più del solito forti dell'onda lunga di Fridays for future o dei successi che i partiti ambientalisti stanno ottenendo in Europa. Ma non sarà semplice attirare i giovani con un partito che per simbolo e nome certo non spicca per freschezza. 

 

E poi ci sarà da capire cosa farà Lucia Coppola eletta in Provincia con Futura e anche cosa accadrà in chiave di ipotetiche alleanze: i Verdi ribadiscono di essere pronti a correre con il centrosinistra e anche con Futura ma, appunto, con lista autonoma. L'ipotesi, però, che proprio i Verdi possano restare esclusi da un'eventuale (perché ancora è tutta da vedere) coalizione di centrosinistra-autonomista (Boato era stato tra quelli che più si erano opposti, alle provinciali, alla linea Rossi presidente) potrebbe non essere solo un'ipotesi. Insomma le incognite sono tante e al momento lo strappo dei Verdi pare davvero essere una mossa di tafazziana memoria.

 

 

''Prendo atto con rammarico di questa decisione - spiega il presidente di Futura Piergiorgio Cattani - che ovviamente è stata presa in maniera legittima dai Verdi del Trentino. Non nego che questa scelta, fatta in nome dell’identità dei Verdi, ci indebolisce ma soprattutto non verrà capita dai cittadini e dalle cittadine che chiedono unità e messaggi nuovi (come si vede dalle “sardine”). E sicuramente indebolirà le alleanze che si contrapporranno alla destra leghista: non sarà una lista in più a darci maggiore chance di vittoria. Sperando di restare nella stessa coalizione, cosa non scontata in particolare a Rovereto. Proprio nella città della Quercia dove la situazione è ancora fluida, sarebbe paradossale ritrovarci in due coalizioni avversarie. Veramente la gente non lo capirebbe''.

 

 

''Le istanze ambientaliste ed ecologiste, nonché quelle sull’uguaglianza sociale e sui diritti - prosegue Cattani - sono ampiamente presenti in Futura e soprattutto vengano riconosciute come presenti da chi ci guarda dall’esterno. Per questo noi, con fatica, pazienza e tenacia, abbiamo cercato di convincere che il progetto di Futura deve creare sintesi nuove, anche simboliche. L’evidenza del simbolo dei Verdi, soprattutto a Trento e Rovereto, avrebbe significato che Futura si trasformava da progetto politico a cartello elettorale. Non potevamo accettare questo. Sicuramente resterà quanto abbiamo fatto in quest’anno, gli atti politici, le iniziative sui territori, gli eventi partecipativi. Potevamo continuare a farlo insieme ma purtroppo non è stato possibile. Vedremo cosa accadrà dopo le elezioni amministrative. Per quanto riguarda Futura formalmente non cambia nulla in quanto l’adesione è individuale, i Verdi non si sono mai sciolti in Futura e quindi la loro è una decisione fatta in piena autonomia. Politicamente si apre una nuova fase. Futura continuerà ad essere un aggregatore di forze e di soggettività politiche diverse capaci di immaginare schemi nuovi e di concretizzare progetti nuovi. Di una cosa assicuro: che Futura, a Trento come a Rovereto, senza veti né condizionamenti, farà una lista inclusiva che vuole ascoltare i movimenti e le associazioni che in questi mesi hanno riempito le nostre piazze. Loro ci contamineranno come già stanno facendo adesso''.

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