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E' caos Futura: il gruppo consiliare in Provincia si spacca. No ai Verdi per nuovo simbolo e Coppola capogruppo. “Rattristata, passo al Misto”

Dopo le dimissioni di Paolo Ghezzi dal ruolo di consigliere provinciale, per Futura le acque continuano a essere piuttosto agitate. Al rifiuto delle richieste avanzate dai Verdi di affidare il compito di capogruppo in Provincia a Lucia Coppola e di riconoscere la presenza della forza ecologista nel simbolo, pronunciato in un incontro fra i vertici dei partiti, è seguita la rottura. La consigliera passerà al gruppo Misto. "Sono addolorata. I nostri obiettivi sono sovrapponibili, collaboreremo"

Di Davide Leveghi - 29 novembre 2020 - 13:00

TRENTO. “Sono provata e addolorata, ma con questa situazione mi trovo costretta a entrare nel gruppo misto”. Sono giorni tempestosi per Futura. Dopo la tragica scomparsa del presidente Piergiorgio Cattani e le dimissioni da consigliere provinciale del capogruppo e fondatore Paolo Ghezzi, ora è arrivato il tempo della resa dei conti in Consiglio provinciale. Il subentro dell'ex assessore comunale Paolo Zanella – con le conseguenze del caso nella giunta comunale – ha infatti portato ad un cambio di equilibri interni al gruppo consiliare, formato assieme alla consigliera dei Verdi del Trentino/Europa Verde Lucia Coppola.

 

Seconda eletta alla elezioni provinciale nel gruppo di Futura, Lucia Coppola, rappresentante dei Verdi, avrebbe da parte sua potuto vantare una più lunga permanenza in Consiglio tale da garantirle il posto di capogruppo provinciale, carica prima ricoperta (così come quella di capogruppo regionale) da Ghezzi. Al centro della proposta avanzata dal partito, riunitosi in assemblea questa settimana, tale istanza è stata però rigettata dal direttivo di Futura, così come la possibilità di veder comparire in Consiglio un simbolo composito che riconoscesse anche la presenza del partito ecologista, diffuso a livello nazionale ed europeo.

 

La questione, discussa in una riunione fra i direttivi dei partiti nella serata di sabato 28 novembre (da una parte, per i Verdi, Lucia Coppola, Marco Boato, Emma Di Girolamo, Giorgio Pedrotti, Chiara Torresan e Stefania Verderio, dall'altra, per Futura, Paolo Zanella, Giulia Bortolotti, Fabiano Lorandi, Giovanni Scalfi e Nicola Serra), non ha dunque trovato soluzione, portando allo scorporo del gruppo consiliare e all'annuncio di Coppola di voler entrare nel gruppo Misto.

 

Dopo questo anno strano in cui a tutti gli effetti sono stata fuori dal direttivo di Futura ma il mio lavoro in Consiglio è stata fatto per Futura, come Verdi avevamo avanzato una richiesta ovvia: affidare il ruolo di capogruppo a chi è in Consiglio provinciale da 2 anni e non da una settimana e sancire la presenza di 2 formazioni nel gruppo con un simbolo che lo riconoscesse – racconta la consigliera dei Verdi – Futura da parte sua ha dimostrato però un'immediata chiusura, rilanciando con Zanella come capogruppo provinciale e io come capogruppo regionale, precisamente il contrario di quanto proposto da noi, e con il mantenimento del solo simbolo di Futura”.

 

“Sono provata e rattristata da quanto avvenuto ieri sera – continua Coppola – la nostra proposta è stata rigettata e Futura ha detto di volerla discutere nel congresso che si concluderà a gennaio. È stato un decidere di non decidere. Al tempo, noi dei Verdi venimmo accusati di voler rimarcare la nostra identità, ora questo problema lo dimostra Futura, che si oppone a riconoscere il nostro ruolo nel gruppo negandoci l'aggiunta del nostro simbolo, parte di un movimento che ha seguito in Italia come in Europa. Questo simbolo di Futura, però, rischia di trasformarsi in una gabbia anche per loro”.

 

Il naufragio delle trattative, come annunciato nei giorni scorsi, avrà la conseguenza di portare all'uscita della consigliera dal gruppo consiliare di Futura e al suo ingresso nel gruppo Misto, in cui affiancherà il fuoriuscito dal M5S in Consiglio Alex Marini (consigliere pentastellato che visse la paradossale situazione di rappresentare il movimento in Provincia dopo la rottura con Filippo Degasperi, espulso per essersi candidato in Comune a Trento con Onda civica ma rimasto inizialmente come capogruppo 5 stelle).

 

Al paragone con la situazione dei 5 stelle, però, Lucia Coppola non ci sta. “La mia entrata nel gruppo Misto lascerà Zanella da solo nel gruppo di Futura, questa è la conseguenza di una situazione senza sintesi. Per lealtà al progetto e correttezza non ho voluto fare alcun blitz impossessandomi del gruppo. Entrerò nel Misto come consigliera dei Verdi”.

 

Descritto dalle 2 parti come un incontro cordiale e rispettoso, quello che ha portato alla rottura del gruppo consiliare in Provincia non sarà l'anticamera di un distacco totale. “Continueremo a collaborare, i nostri obiettivi sono sovrapponibili – conclude la consigliera verde – Zanella è per me un partner importante e spero di esserlo anch'io per lui. Quando le nostre strade avevano cominciato a separarsi io avevo lo stesso voluto mostrare il mio impegno verso Futura devolvendo al partito il 25% degli emolumenti, di più di quanto non facessi con i Verdi. Alla nostra proposta legittima, essendo stati tra l'altro tra i fondatori dello stesso progetto di Futura, si è però dato un diniego. Cercheremo comunque di collaborare all'interno del centrosinistra autonomista”.

 

E' stato un aut aut senza margini di trattativa, una proposta a scatola chiusa 'prendere o lasciare' – ha commentato in una nota Futura ci spiace molto, perché abbiamo sempre ritenuto importante mantenere il gruppo consiliare coeso, gruppo che fino ad ora aveva lavorato in sintonia. Manterremo comunque le porte aperte per una collaborazione in Consiglio provinciale e proseguiremo nel dialogo e nella aperture in vista delle provinciali del 2023”.

 

Come noto, l'avvicendamento di Ghezzi con Zanella in Consiglio provinciale era stato accolto piuttosto male in Comune, dove il rappresentante di Futura svolgeva l'importante ruolo di assessore alla Mobilità. “Sono stato informato a cose fatte”, aveva commentato a caldo il sindaco di Trento Franco Ianeselli, che nei giorni successivi toglieva l'assessorato al partito nato nel 2018 e lo affidava all'ex presidente di Trentino Trasporti Enzo Facchin. “Ianeselli? Abbiamo sbagliato ma è stato troppo impulsivo”, aveva commentato lo stesso Zanella in un'intervista al nostro giornale, dopo che il partito si era detto spiazzato dalla decisione di Ghezzi di abbandonare il Consiglio provinciale.

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