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''Sono deputato e presidente del Mart'', Sgarbi dopo un litigio riesce a entrare di notte nel museo. Interrogazioni a Verona e Trento

A Verona la domande sono state comminate sanzioni al vulcanico critico d'arte e se a questo punto basti citofonare al museo per farselo aprire. A Trento Manica chiede se non si ritenga quantomeno inopportuno che il Presidente del Mart utilizzi la sua carica e “minacci” di cambiare i progetti del museo trentino di arte moderna per soddisfare i suoi capricci e se Fugatti non intenda richiamarlo formalmente

Di Luca Pianesi - 13 settembre 2019 - 16:19

TRENTO. ''Può essere che la cosa incrini le ventilate future collaborazioni tra Verona e il Mart'' e poi ancora ''mi sono incazzato e ho chiamato il prefetto. Sono il presidente del Mart e anche un deputato. Quel protocollo andrebbe applicato con persone sconosciute e non con me che avevo il benestare del sindaco''. L'uno-due messo a segno da Vittorio Sgarbi ieri sulle pagine del Corriere del Veneto è di quelli capaci di stendere anche il più appassionato fan del vulcanico deputato/critico d'arte/presidente del Mart. Figura senz'altro di spicco per il panorama artistico nazionale, personaggio spesso sopra le righe, questa volta, applicando la famosa logica del Marchese del Grillo (quella dell' ''io so' io e voi non siete un cazzo''), ha davvero spiazzato anche i suoi più appassionati fan.

 

Lo scenario è quello del museo di Castelvecchio di Verona. Sgarbi arriva di notte, come spesso fa e come spesso gli viene concesso di fare (in Trentino, per esempio, lo si è abituato bene con tanto di tour notturno, a metà luglio, organizzato in Val del Chiese accompagnato dal presidente della Pat Maurizio Fugatti a visitare luoghi sacri e splendidi affreschi ovviamente off-limits per le persone normali) solo che questa volta qualcuno ha preferito attenersi alle regole: va bene deputato, va bene grande critico d'arte, va bene personaggio televisivo ma Sgarbi è anche un cittadino e in quanto tale dovrebbe entrare negli orari di accesso riservati ai cittadini. Tanto più che solo pochi anni fa nel museo scaligero si era introdotta una banda di ladri provenienti dall’Est che si era portata via un bottino equivalente a 20 milioni di euro (poi recuperato in Ucraina).

 

Sgarbi però ha fatto valere la logica del Marchese interpretato da Sordi nel film culto di Monicelli e al rifiuto ha dato in escandescenza. Ha scomodato il sindaco, l'assessore, il prefetto di Verona: era in compagnia di amici e voleva entrare. Alla fine c'è anche riuscito, accompagnato, però, da due vigili urbani. Anche questi si sono trasformati in elementi di grande disturbo per il vulcanico deputato che non ha apprezzato la presenza dei due ''guardiani''. La cosa, però, non è finita lì. A Verona sono state fatte due interrogazioni in consiglio Comunale e una è stata depositata anche in consiglio provinciale a Trento.

 

Nella città scaligera l'interrogazione urgente è firmata da Michele Bertucco (Verona e Sinistra in Comune) e Federico Benini (Pd). Per loro quanto accaduto è ''un fatto gravissimo''. ''Vittorio Sgarbi - scrivono - in questi giorni in città per annunciare la realizzazione una improbabilissima succursale veronese del Mart di Trento agli ex Magazzini Generali dopo cena, quindi in orario di chiusura, si sarebbe fatto aprire o avrebbe tentato di farsi aprire – non si comprende con quali argomenti – il museo di Castelvecchio, per una visita personale e privata alle opere d’arte qui ospitate. (...) Vogliamo quindi sapere - scrivono i due consiglieri comunali - dall’amministrazione comunale se corrisponde al vero che il Museo di Castelvecchio sia stato aperto, la sera, dopo cena, in orario di chiusura, per consentire una visita privata a Vittorio Sgarbi; chi eventualmente abbia autorizzato questa apertura che non si può nemmeno definire straordinaria in quanto al di fuori di ogni protocollo; se c’è stato un intervento da parte della polizia locale e se siano state eventualmente irrogate delle sanzioni. Sarebbe sconvolgente - concludono - scoprire, dopo tutto quanto è accaduto in passato, che basta citofonare per farsi aprire il Museo di Castelvecchio in orario serale''. 

 

A Trento, invece, il tema è diverso: è l'uso che ha fatto Sgarbi del suo titolo di presidente del Mart. All'attenzione del consiglio provinciale l'ha portato Alessio Manica del Partito democratico che scrive: ''Pare che le visite fuori orario non siano una novità per il nostro, poco incline al rispetto delle regole e degli orari, senonché questa volta qualcuno, pare la direttrice del museo, non abbia apprezzato l’interesse dell’esimio critico ed abbia chiesto l’intervento della polizia municipale. Pare che l’onorevole Sgarbi non l’abbia presa molto bene, e che, dopo aver sottolineato di essere Presidente del Mart nonché deputato, abbia addirittura chiamato il prefetto, si immagina molto contento di essere disturbato dopo cena per una questione di tale rilevanza pubblica. Il fatto in se ci potrebbe lasciare alquanto indifferenti se non fosse che l’onorevole presidente del Mart ha dichiarato, contrariato: “può essere che la cosa incrini le ventilate future collaborazioni tre Verona e il Mart” (Corriere del Veneto, 12 sett. 2019, pag. 7)''.

 

E quindi ecco le domande poste al'attenzione dell'aula. ''Interrogo il Presidente della Provincia e l’Assessore competente per sapere: quali future collaborazioni erano state “ventilate” tra Verona ed il Mart; se non ritiene quantomeno inopportuno che il Presidente del Mart utilizzi la sua carica e “minacci” di cambiare i progetti del museo trentino di arte moderna per sbrogliare le proprie beghe e capricci personali; se, al fine di tutelare il prestigio e la serietà delle istituzioni provinciali, qual è il Mart, non ritengano opportuno un richiamo formale al Presidente Vittorio Sgarbi affinché non utilizzi più, al di fuori dei contesti istituzionali, il titolo ed i poteri derivanti dal prestigioso incarico conferitogli dalla Provincia di Trento''.

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