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Tagli alla Cooperazione internazionale, l'appello alla Giunta Fugatti di 361 laureati dell'Università di Bologna: ''Rivedete la vostra decisione''

Lettera della Mirees Alumni International Association all'amministrazione provinciale dopo la decisione di tagliare risorse importanti. ''Auspichiamo che da parte dei decisori politici ci sia una valutazione seria e approfondita del patrimonio di conoscenza, professionalità e visibilità che Obct (Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa) ha saputo dare alla regione del Sud-Est Europa e al Trentino stesso nel corso degli ultimi decenni''

Di Luca Pianesi - 23 dicembre 2019 - 19:23

TRENTO. ''L’associazione a nome dei laureati che la compongono vuole esprimere il più profondo rammarico per l’impatto negativo delle scelte attuate dalle autorità provinciali e per il rischio che ne deriva di chiusura di Obct. Auspichiamo che da parte dei decisori politici ci sia una valutazione seria e approfondita del patrimonio di conoscenza, professionalità e visibilità che Obct (Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa) ha saputo dare alla regione del Sud-Est Europa e al Trentino stesso nel corso degli ultimi decenni''. E' questo il passaggio di una lettera scritta a il Dolomiti dal 361 laureati della School of Political Sciences dell'Università di Bologna del Corso di Laurea Magistrale in Studi e Ricerca sull’Europa orientale.

 

Le firme sono quelle del presidente dell'associazione (la Mirees Alumni International Association) Adriano Remiddi, della vice Irina Korovinskaya e del tesoriere Valentina Gilardoni. L'oggetto della missiva è il pieno sostegno al mondo della cooperazione internazionale trentina contro la quale si è scagliata la Lega arrivata un anno fa al governo provinciale e che, praticamente dal primo giorno, ha lavorato per ridimensionare questo che era uno dei fiori all'occhiello del sistema trentino.

 

Una fucina di idee, competenze e risorse umane che negli anni ha fatto tanto nel mondo e tantissimo per la stessa provincia di Trento che ha acquisito così anche credibilità e prestigio (e, per chi obietterà che con credibilità e prestigio ''non si mangia'' si sappia che relazioni commerciali, industriali, turistiche si costruiscono anche così). E poi, passando al concreto, il Centro per la Cooperazione Internazionale nel solo 2019 ha formato 5900 operatori e giovani, ha promosso eventi pubblici con oltre 4800 partecipanti, ha sostenuto il lavoro di 45 scuole2 musei provinciali361 insegnanti, 65 associazioni, 10 aziende e 5 dipartimenti dell’Università di Trento.

 

La situazione, però, è drammatica tanto che il presidente Mario Raffelli si è dimesso in aperta polemica con i tagli voluti dalla Giunta Fugatti. E il senso di quanto sta accadendo è sempre più evidente anche fuori dal Trentino. I 361 laureati di Bologna lo dimostrano ribadendo che ''la situazione che definite drammatica, e che noi ci permettiamo di connotare anche come vergognosa, sembra purtroppo caratterizzare tutto il panorama della specializzazione d’area soprattutto sul versante est Europeo. Questo accade in un momento storico e sociale nel quale appare chiaro come la cultura e l’educazione generalista sia privilegiata su quelle che probabilmente sono viste come superflue (e meno commerciabili) nicchie del sapere, da chi evidentemente non ha gli strumenti per analizzare e comprendere le conseguenze di certe categorizzazioni puramente materialiste''.

 

''Sono queste vedute dalle quali non possiamo che distanziarci fortemente. Con questa lettera vogliamo quindi esprimere la nostra sincera solidarietà verso la direzione di Obct e verso i suoi dipendenti e le loro famiglie, anche considerato il periodo dell’anno nel quale ci troviamo. Auspichiamo che la giunta possa rivedere la sua decisione o che venga trovata qualsiasi altra soluzione adeguata. Nel frattempo, se ritenete che l’associazione e i suoi membri possano in qualche modo aiutare la causa di Obct non esitate a coinvolgerci''.

 

Qui la lettera completa 

 

 

 

 

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