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Tagli alla solidarietà internazionale, Farete in aula: ''Penalizzazione senza motivazioni oggettive''. I sindacati: ''Basta politica della divisione''

Un settore dai numeri importanti: nel 2018 sono state raggiunte 590 mila persone attraverso 135 progetti in 34 Paesi tra Africa, Asia, Sud America e Europa, 74 mila ore di volontariato, 46 mila cittadini italiani nei percorsi di educazione alla cittadinanza globale e 6 milioni di fondi raccolti tra pubblico (49%) e privati (51%)

Di Luca Andreazza - 23 luglio 2019 - 20:03

TRENTO. Un incontro in consiglio provinciale e una folta manifestazione all'esterno di piazza Dante, Farete, la rete delle organizzazioni di cooperazione trentina, così come tutte le associazioni che portano avanti la solidarietà cercano un dialogo con la politica rispetto alla cancellazione del vincolo dello 0,25% sul bilancio della Provincia. 

 

"La cooperazione arricchisce tutti - commenta Pierino Martinelli, numero uno di Farete - abbiamo portato ai consiglieri elementi in più e proposte concrete per migliorare il comparto e le azioni più aderenti alla realtà del Trentino, ma anche di tutte quelle associazioni che portano avanti la solidarietà. Questo discorso non va lasciato cadere, dalla parrocchia più piccola all'organizzazione più strutturata, si devono portare avanti queste idee. E' una situazione preoccupante aver perso i finanziamenti del 2019 con già progetti avviati".

 

Un settore dai numeri importanti: nel 2018 sono state raggiunte 590 mila persone attraverso 135 progetti in 34 Paesi tra Africa, Asia, Sud America e Europa, 74 mila ore di volontariato, 46 mila cittadini italiani nei percorsi di educazione alla cittadinanza globale e 6 milioni di fondi raccolti tra pubblico (49%) e privati (51%). Sono diverse le proposte portate in consiglio dal coordinamento delle 53 associazioni del comparto di cooperazione e solidarietà internazionale. "Una politica di riorganizzazione delle risorse - prosegue Martinelli - può essere un credibile stimolo alla crescita del settore solamente se prevede delle misure di accompagnamento e di potenziamento degli attori coinvolti. Altrimenti è una penalizzazione senza motivazioni oggettive".

L'associazione Farete chiede una gradualità di applicazione delle eventuali modifiche alle risorse disponibili per permettere al sistema di sviluppare nuove strategie di raccolta fondi da singoli, privati e altri enti nazionali e internazionali, ma anche l'affiancamento di un tavolo di concertazione per mediare tra le esigenze politiche di modifica della linea e le esigenze dei beneficiari nel mondo e dei progetti delle organizzazioni trentine.

 

"Crediamo nella cooperazione internazionale - spiega Massimiliano Pilati, presidente del Forum per la pace - perché dobbiamo occuparci di diritti umani, accoglienza e solidarietà. Si deve andare avanti in questi progetti, si possono spostare bilanci e finanziamenti, senza però intaccare in modo così pesante il settore. Siamo a disposizione per sostenere Farete. E' necessario un tavolo per affrontare questi argomenti".

 

Decisi e compatti in appoggio alle organizzazioni di Farete anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil. "Ci sono molte similitudini - dice Franco Ianeselli - rispetto alla vertenza sui lavoratori del sistema di accoglienza. Si deve credere nei valori quali libertà, sviluppo delle comunità di persone, uguaglianza e giustizia socialesi deve scegliere da che parte stare e noi non abbiamo dubbi. La cooperazione internazionale è un modo per sostenere le nostre comunità, ma anche quelle vicine e lontane. E' una questione di valori, oltre che è interesse del Trentino farsi conoscere e apprezzare per quello che siamo".

 

Tra le proposte anche quella di mantenere quote di finanziamento provinciale più alte per i progetti che si occupano di diritti fondamentali, interventi sociali e mitigazione dei cambiamenti climatici, ma anche la rivalutazione delle risorse messe a disposizione dalle organizzazioni con fondi propri e prestazioni volontarie, la realizzazione di un'indagine sulla propensione delle aziende trentine alla cooperazione internazionale nella logica della collaborazione profit-no profit e l'attivazione di iniziative specifiche di comunicazione delle eccellenze territoriali del settore, anche tramite la collaborazione con Trentino Sviluppo.

 

"Migliorate e sviluppare il comparto è normale - aggiunge il segretario della Cgil - ma il centrodestra deve capire che la realtà è più complessa di quello che vuole rappresentare. E' importante a restare uniti davanti a questo ragionamento della divisione. Le risorse che derivano da questo settore verranno reinvestiti per servizi ai diversamente abili e studenti: la politica del noi verso di loro, ma anche per coprire i tagli di 120 milioni in sanità oppure i 35 milioni dall'addizionale Irpef e i danni della flat tax. Ma questo atteggiamento è cinico e volgare. Queste decisioni danneggiano anche il Trentino e dividere la comunità non aiuta, serve maggiore responsabilità da parte di chi governa".

E ancora l'attivazione di incentivi per le aziende che decidono di avviare forme di collaborazione con il no profit, nel quadro di politiche di responsabilità sociale d'impresa, l'attivazione di un fondo per le scuole che desiderano avvalersi della competenza delle organizzazioni di cooperazione internazionale e l'attivazione di fondi destinati alla sensibilizzazione dei giovani e della cittadinanza sugli obiettivi di sviluppo sostenibile Agenda 2030 dell'Onu

 

"Queste azioni tradiscono la coscienza storica, culturale e la tradizione del territorio. La solidarietà internazionale - dice Mario Cossali, presidente dell'Anpi - parte da lontano, sono tantissimi i trentini in giro per il mondo. Questi provvedimento non sono un attacco alle associazioni del comparto, ma a tutto il Trentino, che è sempre stato aperto".

 

Concetti ripetuti anche in aula, Farete chiede gradualità delle azioni e dialogo, ma soprattutto un tavolo di concertazione. "Serve un confronto strutturato con le istituzioni - dice Carlo Bridi di Acav - ben vengano tutte le verifiche sui progetti in campo ma non lo smantellamento dell’impegno che il Trentino porta avanti da anni per arginare la piaga della povertà e della fame nel mondo che tocca oggi 820 milioni di persone". "Cooperazione internazionale - aggiunge Silvia Zangrando di Amici Trentini - significa inscindibilmente rafforzare la coesione sociale interna della nostra terra e sviluppare comunità tra i volontari, con tanti anziani impegnati assieme su questo fronte".

 

I consiglieri provinciali Giorgio Tonini (Pd), Lucia Coppola (Futura) e Pietro De Godenz (Upt) parlano di passo indietro del Trentino, una decisione semplicemente sbagliata quella di togliere lo 0,25%. Duro Alex Marini (Movimento 5 stelle): "L’Occidente - dice il pentastellato - ha cavato per secoli il sangue dei Paesi più poveri. Fare solidarietà è emendare in piccola parte delle colpe storiche. Per questo trovo inaccettabile il passo che sta facendo l’amministrazione Fugatti. A voi associazioni chiedo di non mollare e anche di stare vicini al Forum per la pace".

 

Ma si va avanti nel taglio allo 0,25%. "Togliamo la regola della quota fissa in bilancio - commenta Mara Dalzocchio (Lega) - non la solidarietà internazionale. Valuteremo i singoli progetti, quelli buoni saranno finanziati. Oggi il Trentino dà a questo settore più di quanto fanno la Lombardia o l’Alto Adige", mentre Giorgio Leonardi (Forza Italia) ribadisce: "L’assessore regionale agli aiuti internazionali ha detto che sul proprio fronte l’impegno c’è, naturalmente supportato da un controllo serio sulla qualità dei progetti".

 

"La qualità dei progetti messi in campo dalle associazioni trentine è inattaccabile, è un vanto. Andate a controllare e troverete onestà e competenza. Non è vero - conclude Sara Ferrari del Pd - che il governo provinciale si limita a togliere il vincolo della quota fissa in bilancio, se è vero che il presidente Fugatti in aula ha già spiegato a quali altri capitoli della spesa pubblica saranno girati i fondi tagliati alla solidarietà internazionale".

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