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Tonina plaude al volontariato, ma intanto la sua è la giunta che ha tagliato lo 0,25% alla solidarietà internazionale

Proprio nel pieno dell'iniziativa di Csv, la giunta ha lanciato anche il bando per il Terzo settore a firma dell'assessora Stefania Segnana. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale possono presentare domande di contributo per la realizzazione di attività di interesse generale, ma a livello locale

Di Luca Andreazza - 04 ottobre 2019 - 21:20

TRENTO. "In Trentino il volontariato è sempre stato di casa da ogni punto di vista. Sono, infatti, numerose le associazioni e i volontari", queste le parole di Mario Tonina, vice presidente della Provincia, davanti a 350 partecipanti provenienti da 62 Csv-Centri di servizio per il volontariato attivi in Italia. Gli slogan e le frasi riescono (quasi) sempre bene, se non fosse che il Terzo settore è reduce dal taglio dello 0,25% nel campo della solidarietà e cooperazione internazionale (Qui articolo).

 

Il vice presidente della Provincia è intervenuto nel corso della Conferenza dei Centri per i servizi al volontariato italiani, un appuntamento "La follia dei volontari-pensare diverso, donare se stessi, cambiare il futuro" durante il quale vengono affrontati i temi caldi del terzo settore. "In particolare - prosegue Tonina - la realtà del Csv Trentino è significativa e di aiuto per le persone in difficoltà. Questo rientra tra gli obiettivi strategici prioritari nell'Agenda Onu 2030".

 

Anche lo 0,25% che prima dell'assestamento era a bilancio sarebbe un accordo in Agenda 2030 dell'Onu, che chiede lo 0,70%. Ma a seconda delle occasioni la Provincia reagisce, più o meno, di volta in volta. "C'è un particolare obiettivo - dice Tonina - che riguarda il mondo del volontariato, quello riferito alle persone. Questo obiettivo riguarda la promozione di una dimensione sociale che garantisca una vita dignitosa a tutta la popolazione, affinché tutti gli esseri umani possano realizzare il proprio potenziale, in un ambiente sano. Scelte strategiche queste che riguardano il sociale e che vanno nella direzione del contrastare la povertà e l’esclusione sociale. Questi valori devono essere a carico di ciascuno e vi invito a portarli in tutte le vostre realtà regionali".

 

E, forse non a caso, proprio nel pieno di questa iniziativa, magari per strappare qualche consenso in più, venerdì 4 ottobre la giunta ha lanciato anche il bando per il Terzo settore a firma dell'assessora Stefania Segnana. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale hanno tempo dall'8 al 28 ottobre per presentare domande di contributo per la realizzazione di attività di interesse generale, ma a livello locale.

 

Le finalità? "Finanziare - spiega l'assessora - progetti che favoriscono la crescita di un welfare condiviso, come il contrasto alle condizioni di fragilità oppure di promozione della vita attiva e in salute delle persone anziane. E ancora politiche di inclusione rivolte alle persone in situazioni di disabilità, ma anche progetti che sensibilizzano la popolazione a comportamenti responsabili e di riduzione dello spreco. Un ampio spettro di proposte in grado di coinvolgere il territorio, di creare cittadinanza e coesione sociale".

 

In totale sono previsti 700.440 euro che, in base all'accordo di programma con il ministero del lavoro e delle politiche sociali, vengono assegnati alla Provincia per progetti che si devono concludere entro il 30 settembre 2020. In particolare sono finaziabili i progetti a rilevanza locale che perseguono cinque obiettivi generali. 

 

La prima area è quella di "Porre fine a ogni forma di povertà": ospitalità notturna ai senza dimora nell'ambito di reti collaborative e di coordinamento tra soggetti pubblici e privati esistenti sul territorio; contrasto alle condizioni di fragilità e di svantaggio della persona, al fine di intervenire su fenomeni di marginalità e di esclusione sociale.

 

Quindi "Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età": promozione della vita attiva, in salute e benessere, delle persona anziane, secondo principi di equità ed inclusività sociale e criteri che tengano conto anche delle diverse condizioni culturali, attitudini e risorse personali e professionali, di efficienza fisica ed intellettuale, nonché dei contesti sociali differenziati di appartenenza, al fine di potenziare l'empowerment personale e di incentivare il senso di responsabilità reciproca e di solidarietà, anche mediante esperienze di scambio inter-generazionale; prevenzione e sensibilizzazione sul tema delle dipendenza di tipo comportamentale (gioco d'azzardo patologico, internet, da sostanze) e da consumo; promozione della salute e del benessere delle persone in situazioni di disabilità, riducendo le disuguaglianze, favorendo processi di rete, affiancando e sostenendo le famiglie nell'accoglienza della disabilità e dell'handicap.

 

Spazio a "Educazione di qualità" per promozione di uno stile di vita sostenibile ed inclusivo, di una cultura pacifica e non violenza, e di forme di cittadinanza attiva e globale. Quindi "Città e comunità sostenibili" per la promozione dello sport come strumento di inclusione e coesione sociale, di appartenenza alla comunità, di attitudine al rispetto delle regole.

 

Si chiude con "Consumo e produzione responsabili" per la sensibilizzazione verso comportamenti di riduzione dello spreco, comportamenti sostenibili di produzione, consumo e riutilizzo. Il contributo è pari al 95% della spesa ammessa fino a un massimo riconoscibile per ciascun progetto di 40 mila euro. Eccezione per i progetti riguardanti l'ospitalità notturna delle persone senza dimora per i quali il limite massimo è fissato in 80 mila euro a piano, mentre degli interventi progetti riguardanti il consumo e la produzione responsabili, per i quali il limite massimo è invece di 20 mila euro.

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