''Il Trentino partecipa già al ripiano del debito nazionale: si ragioni sull'autonomia differenziata delle Regioni'', gli industriali trentini sui Fondi dei Comuni confinanti
Il presidente di Confindustria Trento, Fausto Manzana: "Il discorso di autonomia differenziata delle Regioni è una chiave, anche per risolvere i problemi con una visione inter e intraregionale"

TRENTO. "Si può e si deve fare un ragionamento in questo senso". Così il presidente di Confindustria di Trento, Fausto Manzana, sulle ipotesi di revisione del Fondo dei Comuni confinanti. "C'è un bilancio e ci sono delle necessità in Trentino, un territorio che compartecipa in modo rilevante al ripiano del debito nazionale".
A Il Dolomiti l'assessore Mattia Gottardi ha spiegato che "i tempi sono cambiati, oggi ci si trova nella contraddizione che i territori di confine possono avere a disposizione risorse maggiori rispetto ai nostri Comuni. Anche questa può essere considerata un po' una stortura, ora anche qui c'è necessità di risorse" (Qui articolo).
Dichiarazioni che hanno messo in allarme soprattutto i territori di confine bellunesi. "Questi sono gli effetti della differenza tra chi ha l’autonomia e chi invece la reclama", il commento di Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno. "Il Fondo è strategico: ci ha permesso di ridurre il gap con Trento e Bolzano, ma anche di realizzare o progettare opere in grado di dare risposte e servizi alle comunità locali".
A intervenire anche Andrea Bona, presidente del Movimento Bard - Belluno Autonoma Regione Dolomiti: "Vanno aumentati. Ci scontriamo ogni giorno con l’autonomia dei nostri vicini'' (Qui articolo). Il Fondo per i Comuni confinanti è un tesoretto da 80 milioni, equamente diviso tra Trentino e Alto Adige. Risorse messe a disposizione dei vicini nell'ambito dell'Accordo di Milano e del Patto di stabilità.
Si ipotizza di stringere la cinghia. Nel 2023 mancano all'appello 100 milioni di gettiti arretrati versati dallo Stato per i precedenti accordi, ma si va verso un progressivo azzeramento. E quelle risorse sarebbero utili sul territorio per migliorare le infrastrutture.
"Non dobbiamo comunque dividerci - prosegue Manzana - abbiamo dei problemi da affrontare e da risolvere. Poi i progetti non seguono confini amministrativi: la Valdastico collega due aree oppure riduce parte del traffico dell'Alta Valsugana con benefici più ampi. E' indubbio che abbiamo bisogno di idee per sviluppare il territorio, dobbiamo pensare alla macroregione a livello di Nord-est, Nord-est allargato e Euregio perché il Trentino è un dettaglio dell'Italia".
Ma il Fondo dei Comuni confinanti è l'occasione per rilanciare ulteriormente le istanze autonomistiche di Veneto e di Lombardia. "Il discorso di autonomia differenziata delle Regioni è una chiave, anche per risolvere i problemi con una visione inter e intraregionale", conclude Manzana.














