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Cooperazione e solidarietà internazionale, l'assessore al lavoro contro chi vi ci lavora: ''Ci vorrebbero meno professionisti''

Sembra un paradosso ma l'assessore competente si lamenta del fatto che ci siano ''alcune persone (che) vedono nel settore un'occasione per trovare un'occupazione". Dopo che Paccher ha parlato di Corte Marziale un altro attacco al sistema arriva dall'assessore Spinelli e Mara Dalzocchio aggiunge: ''Guardiamo a Lombardia e Alto Adige che danno meno di quanto fa il Trentino in questo settore''

Di Luca Andreazza - 28 luglio 2019 - 06:01

TRENTO. E' una battaglia identitaria, la cooperazione e solidarietà internazionale è sotto assedio. Un intero settore che diventa una bandiera del governo di centrodestra. E pazienza se lo slogan "Aiutiamoli a casa loro" viene messo in soffitta a prendere un po' di polvere, serve uno "scalpo" da agitare. Anche perché quello di M49-Papillon è letteralmente scappato di mano, pardon dal recinto del Casteller. 

 

I 5 milioni del dissesto idrogeologico lasciati per strada oppure i 70 milioni dell'emendamento salva Trentino sfumati con il voto di fiducia del presidente e allora anche parlamentare Maurizio Fugatti, così come i tagli o razionalizzazioni da 120 milioni in sanità vengono coperti dalla "battaglia cooperazione internazionale", senza dimenticare la querelle sul welfare tra Irpef e Icef oppure le recenti polemiche sulla Valdastico, opera in stand-by. Solo alcuni esempi di una giunta che sembra boccheggiare alla ricerca di risultati mentre si avvicina l'anno dall'insediamento (Qui articolo). 

 

Risorse tagliate e 0,25% abolito, tutto dirottato per ridurre gli abbonamenti al trasporto scolastico, così come per introdurre agevolazioni per le attività sportive degli studenti e per aumentare le detrazioni fiscali sul reddito femminile. Una contrapposizione tra noi e loro, la strategia del divide et impera.

 

C'è anche il presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher, che evoca la corte marziale (Qui articolo), mentre l'assessore Achille Spinelli, che già in passato ha affermato di aver visto del "marcio" (Qui articolo - e se sono a conoscenza di questi situazioni il dovere è quello di denunciare alle autorità), in una recente intervista per Trentino Tv ha aggiunto che: "Nei progetti di cooperazione internazionale ci vorrebbe meno professionismo e più solidarietà vera. Alcune persone vedono nel settore un'occasione per trovare un'occupazione".

 

 

Un assessore, tecnico, allo sviluppo economico e lavoro che sembra preferire un disoccupato in più, che un occupato nella cooperazione internazionale. Un assessore, tecnico, che non sembra considerare la responsabilità legale in capo a chi dirige un'associazione e gestisce un bilancio. Vero, la base è il volontariato, la forza è la passione e la capacità di spendersi, ma il professionismo non deve essere un tabù, anzi è fondamentale per coordinare, stringere sinergie e sviluppare progetti.

 

Un settore che nel 2018 ha raggiunto 590 mila persone attraverso 135 progetti in 34 Paesi tra AfricaAsiaSud America e Europa. Totalizzato 74 mila ore di volontariato46 mila cittadini italiani nei percorsi di educazione alla cittadinanza globale e 6 milioni di fondi raccolti tra pubblico (49%) e privati (51%). Un discorso è migliorare e ottimizzare, quello fa parte dei giochi, un altro è quello di scagliarsi in modo così veemente e quasi improvviso sul settore. 

 

Un'altra visione è quella di guardare a Lombardia e Alto Adige, ma quest'ultimo solo quando serve alla causa leghista. "Togliamo la regola della quota fissa in bilancio - aveva commentato Mara Dalzocchio (Lega) - non la solidarietà internazionale. Valuteremo i singoli progetti, quelli buoni saranno finanziati. Oggi il Trentino dà a questo settore più di quanto fanno la Lombardia o l’Alto Adige".

 

Negli anni passati l'obiettivo era puntato sul Nord, ma nel senso di quelle Nazioni innovative per welfare, sviluppo e potenziale. Quando andava male si spiava l'Austria. Un approccio ambizioso, errori venivano commessi, si mediava e si ripartiva, si spiegava e si aveva una visione. Avvicinarsi a loro per essere ai vertici dell'Italia. Lo 0,25% del bilancio è un accordo in Agenda 2030 dell'Onu che chiede lo 0,70%, ma oggi ci si accontenta di rincorrere i nostri vicini di casa nel "bene" e ora molto spesso nel "male". 

 

Un settore strategico che garantisce poi una grande autorevolezza e credibilità internazionale, tanto che dalla nostra Provincia possono partire iniziative di politica estera sviluppo bilaterale. Un Trentino che rischia di perdere un pezzo di identità. Un Trentino che si è sempre distinto per solidarietà e volontariato che rischia di lasciare un pezzo senza benzina per una bandiera da agitare.

 

Associazioni e mondo del volontariato che si sono sempre resi disponibili, praticamente inascoltati, a dialogare e trovare soluzioni insieme alla giunta, ma che si trovano costretti a "prendere lezioni" da un assessore, che ha aspettato oltremodo per arrivare alle dimissioni del suo capo di gabinetto, hater su Twitter tra post imbarazzanti, sessisti, razzisti e attacchi ai sindacati. E' il nuovo corso, quello del cambiamento. E in effetti, diamo atto, non è mai stato specificato in che senso.

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