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Stangata Irpef sui redditi bassi, la Pat: ''Le vere scelte in autunno''. Ma quindi nell'assestamento di bilancio si scherza?

Si registra un passo di lato del governo provinciale, che rimanda tutto a più avanti e rassicura. Duro Tonini: "Quando si spende quello che non si ha, prima o poi arriva sempre il conto da pagare. E arriva ai cittadini". Rossi: "Fugatti dice tutto e il contrario di tutto. L'agevolazione sui redditi bassi? L'ha liquidata come misura che produce l’effetto di un caffè"

Di Luca Andreazza - 11 luglio 2019 - 06:01

TRENTO. "La giunta provinciale in materia agevolazioni fiscali conferma la massima attenzione al tema e invita a considerare che le vere scelte saranno adottate in autunno, con la prima finanziaria elaborata dall'esecutivo in carica", questa la nota di piazza Dante dopo l'articolo che mette in luce come il Documento di economia e finanza provinciale andrebbe a cancellare l'agevolazione Irpef per i redditi bassi per un recupero di gettito per le casse pubbliche di circa 24 milioni.

 

Si registra un passo di lato del governo provinciale, che prova a scaricare la manovra sulla precedente legislatura. "Quella che sarà sottoposta alla valutazione del consiglio provinciale nei prossimi giorni - continua la nota dell'ufficio stampa della Pat - è la manovra di assestamento del bilancio 2019/21 varato dalla giunta precedente. A livello normativo era già stato previsto, in base alle precedenti leggi finanziarie provinciali, che le agevolazioni sull'addizionale regionale all'Irpef rimanessero fino al 2019 e non oltre".

 

Bisogna aspettare il prossimo autunno per vedere una manovra finanziaria di centrodestra, ci vuole un po' di pazienza e intanto si rassicura tutti. "Le decisioni in merito saranno assunte nella prossima legge finanziaria e non vi è certamente intenzione della giunta provinciale di andare a gravare i cittadini con maggiori tasse. Per quanto riguarda le altre agevolazioni fiscali, a livello normativo era già previsto che rimanessero fino al 2020, con effetti sulle finanze provinciali fino al 2022. Le agevolazioni in corso saranno quindi confermate per il futuro".

 

La Lega prova a prendere tempo e togliersi dall'imbarazzo. Una precisazione tanto legittima quanto semplicistica. L'assestamento di bilancio viene considerato solo un intermezzo prima di fare sul serio, senza considerare che comunque porta la firma "centrodestra" e che, volenti o nolenti, rappresenta una base dalla quale partire per il Documento di economia e finanza del prossimo triennio. Intanto si mette la retromarcia perché quest'anno è ok e poi si vedrà.

 

Delle due l'una, non è stato pienamente capito quanto presentato in aula o ci hanno provato. Sembra una specie di lanciamo il sasso e vediamo quel che succede. Se viene percepito come positivo la manovra è nostra, altrimenti diamo la colpa a quelli di prima. Forse anche la variazione di bilancio di inizio anno, conclusa a brindisi e bicchieri levati al cielo, è stata presa un po' così in attesa di fare sul serio, un provvedimento nel quale diversi tagli sono diventati ufficialmente legge provinciale: 30 milioni in meno sulla scuola, quasi 20 in meno sulle politiche sulla casa, 57 in meno sulla Sanità, 27 in meno sulla ricerca, 11,5 sull'agricoltura, 1,5 sul turismo, 12 su industria e 4,5 sui trasporti (Qui articolo).

 

Dopo le reazioni di Filippo Degasperi del Movimento 5 stelle (Qui articolo) e dei sindacati Cgil, Cisl e Uil (Qui articolo), anche il Partito democratico e il Patt prendono posizione sull'ipotesi di togliere l'agevolazione Irpef. "Nella manovra di assestamento, la giunta Fugatti mette in campo le solite piccole e grandi cattiverie leghiste - commenta Giorgio Tonini - ma anche tante buone intenzione, sia sul sociale che sugli investimenti, ma le basi finanziarie sono assai fragili". 

 

Un provvedimento che rischia, infatti, di aggravare l'incertezza e la precarietà delle casse pubbliche. "La manovra - prosegue il consigliere del Pd - consiste in un aumento della spesa provinciale per il 2019 di 280 milioni: 104 milioni sono definiti 'spesa ricorrente', cioè strutturale, ma sul versante delle coperture solo 40 milioni hanno questo carattere. I restanti 64 milioni sono così coperti con entrate non ricorrenti: non è mai saggio coprire spese ordinarie con entrate straordinarie, una scelta che potrebbe essere irresponsabile in questo contesto di grande incertezza finanziaria come quello delineato dalla stessa giunta nel Defp".

 

Un'incertezza riportata nera su bianco: "La stima dei gettiti di spettanza della Provincia - si legge nel Documento - è stata effettuata sulla base delle previsioni più recenti che riguardano la possibile dinamica dell'economia localeprescindendo da potenziali effetti espansivi delle manovre nazionaliperaltro per ora del tutto ignote e difficilmente rilevanti nel breve periodo".

 

"L'ipotesi del governo di introdurre una qualche forma di flat tax - aggiunge Tonini - avrebbe effetti pesantemente negativi sulla finanza provinciale. In sostanza, la giunta Fugatti potrebbe trovarsi in autunno nella condizione di doversi riprendere con gli interessi, attraverso la legge di bilancio, quanto ha incautamente promesso in estate con l’assestamento. Non a caso sta già mettendo le mani avanti, non è scontato il mantenimento degli sgravi Irpef decisi dal centrosinistra. Già, perché quando si spende quello che non si ha, prima o poi arriva sempre il conto da pagare. E arriva ai cittadini".

 

Duro anche Ugo Rossi. "Le scelte già operate dal governo nazionale in materia fiscale (flat tax, partite iva e altre misure) hanno determinato un danno per il bilancio della provincia - spiega l'ex governatore - che ammonta a circa 80 milioni di euro di minori entrate a partire dal prossimo anno. Ora, di fronte alle nostre ulteriori preoccupazioni sulla tenuta dei bilanci a causa della annunciata flat tax nazionale sulle famiglie (che comporta minori entrate per 120 milioni) e per la trasformazione del bonus Renzi in agevolazione fiscale (che comporta minori entrate per 80 milioni ) Fugatti conferma che la flat tax va bene perché ridurre le tasse è sempre positivo: peccato che nel Defp si dice l’esatto contrario".

 

Nonostante le rassicurazioni, le opposizioni non si sentono sicure. "Gli abbiamo chiesto - conclude Rossi - se il governo del cambiamento intende confermare o meno i pacchetti di riduzione fiscale per cittadini e imprese che ora sono nel nostro sistema e che valgono circa 200 milioni di euro di sconti fiscali. Fugatti ha risposto di sì e che possiamo stare sereni, ma ci ha fatto capire di avere l’intenzione di eliminare la agevolazione per i redditi bassi sulla addizionale Irpef per un valore di 24 milioni che era stata introdotta nel 2015 liquidandola come misura che produce l’effetto di un caffè. Non ci ha ovviamente spiegato come intende eventualmente usare quelle risorse e nemmeno lo scrive nel Defp. Una situazione di grande confusione che rischia di pesare sulla fiducia di imprese e famiglie, ma anche di rallentare investimenti e consumi in un contesto di economia in discesa già molto preoccupante".

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