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Stangata Irpef sui redditi bassi, i sindacati: ''Il governo del cambiamento diceva prima i trentini, ma forse a pagare''

L'eliminazione dell'agevolazione sull'addizionale regionale dell'Irpef porta, infatti, una boccata di ossigeno da 24 milioni per la Provincia nel 2020, ma una stangata per circa 150 mila trentini dal reddito basso. E dopo le prime reazioni politiche, anche le parti sociali mettono nel mirino il provvedimento contenuto nel Documento di economia e finanza

Conferenza stampa unitaria di fine anno, da sx Franco Ianeselli (Cgil), Walter Alotti (Uil) e Lorenzo Pomini (Cisl)
Di L.A. - 09 luglio 2019 - 18:22

TRENTO. "La giunta Fugatti, in linea col governo gialloverde, invita a non preoccuparsi dell'ipotesi di introduzione della flat tax a livello nazionale, ma hanno poca fiducia nei referenti nazionali e mettono direttamente mano nelle tasche dei trentini", questo il commento di Franco Ianeselli (Cgil), Lorenzo Pomini (Cisl) e Walter Alotti (Uil), che aggiungono: "Il provvedimento a Roma avrà come conseguenza immediata la riduzione del gettito fiscale anche in provincia, dove assicurano la gestazione di improbabili clausole di salvaguardia per la nostra autonomia, ma intanto eliminano l'agevolazione Irpef".

 

L'eliminazione dell'agevolazione sull'addizionale regionale dell'Irpef porta, infatti, una boccata di ossigeno da 24 milioni per la Provincia nel 2020, ma una stangata per circa 150 mila trentini dal reddito basso, cioè con un imponibile inferiore ai 20 mila euro. E dopo le prime reazioni politiche (Qui articolo), anche le parti sociali mettono nel mirino il provvedimento contenuto nel Documento di economia e finanza 2020/2022 provinciale.

 

"Il governo provinciale - commentano Cgil, Cisl e Uil - non aumentano l’aliquota dell’addizionale regionale Irpef (1,23%), ma prevede comunque di eliminare l’agevolazione, attiva dal 2015, per i contribuenti più poveri, quelli che dichiaravano un reddito Irpef fino a 20 mila euro. Un bel prelievo di almeno 25-30 milioni di euro. In questo modo piazza Dante tenta di dare una boccata di ossigeno alle casse provinciali, mentre si prepara a spendere 15 milioni di euro per un sostegno alla natalità iniquo e costruito male. Diversamente in Alto Adige la giunta Svp-Lega è orientata a mantenere l’attuale esenzione, lì fissata già a 28 mila euro, e addirittura a portarla a 33 mila euro".

 

Per Cgil, Cisl e Uil nella nostra provincia questo provvedimento comporterà un salasso per oltre 150 mila contribuenti che si vedranno tassati per 100/200 euro a testa. "Nessuno del nuovo 'governo del cambiamento' - aggiungono le parti sociali - ha prospettato la reintroduzione della nuova imposta. Se è questa la declinazione dello spot elettorale leghista 'prima i trentini', si preparano tempi non rosei: mentre il vicepremier Salvini promette di tagliare le tasse prima agli italiani, in Trentino con la giunta Fugatti i trentini sono i primi a pagare".

 

Un'agevolazione che era stata a suo tempo concordata con le parti sociali quale minima contropartita politica e sociale per le famiglie, anche alla luce della rilevante riduzione del carico fiscale alle imprese per il rilancio dell’attività economica e degli investimenti infrastrutturali e di ricerca e sviluppo.

 

"Una riduzione - continuano Ianeselli, Pomini e Alotti - confermata dal Defp in via di approvazione entro quest’estate. E' preoccupante, inoltre, che l’addizionale peserà su redditi da pensione o di lavoratori e lavoratrici part time, precari e comunque della fascia medio-bassa della popolazione, che, permetteteci l’ironia, potranno comunque, solo se ultra settantenni, circolare gratis sui mezzi pubblici, insieme ai pensionati d’oro e ai benestanti, per i quali invece non è stato previsto alcun incremento dell’imposizione di questa imposta".

 

I rapporti già tesi tra sindacati e giunta Fugatti rischiano di incrinarsi ulteriormente, se il provvedimento sarà effettivamente approvato nella prossima legge di bilancio senza discutere con le parti sociali. "Un danno rilevante - concludono Ianeselli, Pomini e Alotti - proprio ai cittadini e contribuenti trentini meno abbienti".

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