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Reddito di cittadinanza, Fugatti vince l'ostruzionismo. Rossi: ''Hanno svenduto l'autonomia''

Passa la norma che introduce in Trentino la norma nazionale e innalza a 10 gli anni di residenza per percepire l'assegno pubblico. Tonini: "Una barbarie, bisogna essere poveri da almeno dieci anni per avere un aiuto sul reddito". Alla fine il brindisi e l'assessore Spinelli brinda con la Vodka

Di Donatello Baldo - 07 febbraio 2019 - 10:43

TRENTO. In vista della nottata di ostruzionismo sulla legge di variazione di bilancio i consiglieri provinciali hanno mangiato leggero, una cena proteica, zero carboidrati, ché fanno venire la pennichella. "C'è da stare attenti alle votazioni a raffica, Fugatti ci ha detto di mantenere la concentrazione", spiega una delle neofite dei lavori d'aula. Ieri sera si temeva di dover rimanere incollati ai banchi con il dito sul pulsante del voto fino alla mattina. Mille emendamenti, da votare uno ad uno.

 

Alle 22 l'inizio delle votazioni sull'articolato, emendamento per emendamento, poi i sub-emendamenti e gli articolo aggiuntivi. Con sorpresa di tutti il ritmo è sorprendente e i tempi si riducono drasticamente. Una riduzione dovuta al primo taglio, alcuni emendamenti saltano perché inammissibili, ma molti vengono depennati anche per un effetto del 'canguro intrinseco': votando favorevolmente un emendamento sostitutivo decadono in un sol colpo gli altri emendamenti collegati e i sub-emendamenti. Da mille alla metà, e ancora la metà. Poco dopo la mezzanotte la conclusione, con le dichiarazioni finali e la votazione: 20 favorevoli, la maggioranza compatta, 12 no e 2 astensioni nel gruppo del Patt.

 

L'ostruzionismo è stato un po' all'acqua di rose. Il Pd che aveva la maggioranza degli emendamenti non ha infierito, lasciando scorrere velocemente i voti senza interrompere il flusso veloce. Nessuna interruzione sull'ordine dei lavori, nessun escamotage per perdere tempo e per far innervosire i colleghi della maggioranza. E occasioni ce ne sarebbero state tante: il presidente Kaswalder si è incartato in più di un'occasione: "Siamo all'emendamento 3.4 dell'articolo 6, se non mi sbaglio". E su questa titubanza nella scorsa legislatura il predecessore di Kaswalder, Dorigatti, sarebbe stato messo in croce.

 

"Il nostro ostruzionismo è stato serio", hanno commentato dal Pd. Nessun accanimento, solo un tentativo di contrapposizione garbata. Nemmeno Futura ha fatto le barricate: "Abbiamo lasciato l'ostruzionismo al Pd - ha detto caustico Paolo Ghezzi - che dopo anni di governo si sono presi la soddisfazione di iniziare a fare un po' di opposizione".

 

Il primo a toccare il punto politico è stato Ugo Rossi. Un suo emendamento stralciava di fatto il riferimento al Reddito di garanzia introdotto invece da un emendamento della giunta. Come la giunta prevedeva i 10 anni di residenza in Italia e tre in Trentino per accedere al sostegno al reddito, evitando però la 'delega' sulle politiche sociali a Roma. Un tentativo fatto solamente per evidenziare la contraddizione di Fugatti. Emendamento respinto, e la chiosa di Rossi: "Hanno svenduto l'autonomia".

 

Il punto è questo (spiegato qui). Nella variazione di bilancio presentata per contrastare le spese sostenute per i danni da maltempo la giunta ha inserito l'emendamento sull'innalzamento degli anni fino a dieci per l'accesso agli assegni pubblici, riferendosi esplicitamente al decreto sul Reddito di cittadinanza in discussione in Parlamento, accettando così che la misura nazionale sia recepita anche in Trentino, un automatismo che per l'ex governatore significa abdicare alle prerogative autonome. Avrebbe voluto che si facesse come Kompatscher che nemmeno per idea accetta interferenze su una materia di competenza primaria delle province autonome.

 

Fugatti invece vede nel Reddito di cittadinanza pagato dallo Stato un risparmi di qualche bel soldo. "Si è scelto di obbedire al grande capo per un piatto di lenticchie - ha detto amaro Rossi - dieci milioni di euro di risparmio per le casse provinciali, a fronte della rinuncia a legiferare mettendo in atto le prerogative proprie dell'autonomia".

 

"Un'occasione mancata - ha continuato l'ex governatore - perché noi con questo emendamento avevamo cercato di metterle a disposizione uno strumento per non deragliare dai binari dell'autonomia, portando comunque a casa la sua bandierina da sventolare". E a proposito di bandiere ha concluso così i suo intervento: "Oggi la bandiera dell'Autonomia è ripiegata su se stessa".

 

Anche da Pd un intervento duro, centrato sull'altro aspetto dell'emendamento sul Reddito di cittadinanza, quello che esclude dalla platea degli assegnatari tanti cittadini stranieri, ma non solo. "Bisogna essere per 10 anni poveri per avere diritto ad un aiuto pubblico? Una barbarie - ha commentato Giorgio Tonini - per noi inaccettabile".

 

Sullo stesso tono Paolo Ghezzi di Futura: "Non c'era bisogno di questa forzatura che non fa onore alla giunta. Si tratta dell'ennesima conventio ad excludendum. Ma gli esclusi, anche quelli che non riceveranno l'aiuto pubblico a causa dell'innalzamento degli anni di residenza, non spariscono dal nostro territorio, restano qui, esseri umani che non si vaporizzano. Davvero un peccato - ha continuato il capogruppo di Futura - che una materia così strategica sia stata inserita in questo modo dentro un disegno di legge che doveva rispondere all'emergenza del maltempo".

 

Pur senza intervenire sul tema dell'inserimento 'surrettizio' del Reddito di garanzia in Trentino, Filippo Degasperi dei 5 Stelle ha annunciato il suo voto contrario alla manovra. Si è concentrato sui numeri di questo provvedimento, sui tagli ai capitoli di spesa sugli investimenti, che sono tanti. Soldi che poi, secondo Fugatti, rientrano in vista dell'assestamento di bilancio, per un non meglio precisato ricorso all'indebitamento per far fronte alle minori entrate.

 

Tagli che sono ora ufficialmente legge provinciale: 30 milioni in meno sulla scuola, quasi 20 in meno sulle politiche sulla casa, 57 in meno sulla Sanità, 27 in meno sulla ricerca, 11,5 sull'agricoltura, 1,5 sul turismo, 12 su industria e 4,5 sui trasporti.

 

In favore della giunta, negli interventi finali, hanno parlato ovviamente i capigruppo della maggioranza. E anche Fugatti si è difeso: "Tranqullizzo tutti, l'Autonomia la difendiamo anche noi. Ma ora - ha concluso - è ora di votare". E si è votato, il Consiglio approva. Subito dopo il brindisi, con i consiglieri del centrodestra alla buvette a festeggiare l'innalzamento a 10 anni della residenza anche in Trentino e l'esclusione dalla platea dei beneficiari degli assegni di molti stranieri che in Trentino vivono da anni.

 

Un brindisi iniziato qualche ora prima sui divanetti adiacenti all'aula. L'assessore al Lavoro Achille Spinelli, esterno e quindi non costretto a mantenere il numero legale, ha aspettato il risultato intrattenendosi con amici che per sostenere la nottata hanno portato per l'occasione una bottiglia di pregiata Vodka che è stata sorseggiata ancor prima della vittoria sancita dallo stappo dello spumante, ancor prima che Fugatti riempisse i calici dei consiglieri che fedelmente lo hanno sostenuto con il voto in aula.

 

 

 

 

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