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I consiglieri provinciali bipartisan a Spinelli: ''Incontra le associazioni di cooperazione internazionale''. Prevista anche una missione nei Balcani

La neo associazione che convoglia le istanze di 53 realtà è stata invitata da Alessia Ambrosi della Lega. Sono 460 i progetti tra Africa, America Latina, Asia, Europa dell’Est. Farete: "La cooperazione internazionale trentina è anche 74 mila ore di volontariato, 50 mila persone che hanno partecipato agli eventi delle associazioni e 6 milioni di euro raccolti da privati"

Di Luca Andreazza - 17 giugno 2019 - 21:35

TRENTO. Qualcosa si muove per la cooperazione internazionale. La quinta commissione in Provincia ha votato, infatti, all'unanimità di ascoltare in una prossima seduta l'assessore Achille Spinelli, ma anche di effettuare una visita al Centro di solidarietà internazionale e organizzare una missione per conoscere da vicino alcuni progetti di sviluppo nei Balcani.

 

Come anticipato domenica scorsa, ben 53 associazioni che ruotano intorno ai progetti di cooperazione internazionale si sono riunite in forma ufficiale dopo un lungo percorso in Farete (Qui articolo), che è subito partita in quinta, tanto che nella giornata di lunedì 17 giugno ha incontrato la quinta commissione. Questa nuova realtà è stata invitata dalla presidente Alessia Ambrosi (Lega) per un incontro conoscitivo. 

 

Il presidente del coordinamento, Pierino Martinelli, ha tracciato il quadro della cooperazione internazionale trentina: 460 progetti tra Africa, America Latina, Asia, Europa dell’Est, e 7 obiettivi: prima di tutto quello, generale, di contenere le disuguaglianze.

 

"La cooperazione internazionale trentina - ha spiegato il numero uno pro tempore di Farete - ha caratteristiche peculiari. Una cooperazione che dà e riceve, che porta quindi benefici anche al Trentino perché fa conoscere le sue competenze e il suo stile. Un elemento di coesione sociale testimoniato dalle 74 mila ore di volontariato, ma anche dalle quasi 50 mila persone che hanno partecipato agli eventi delle associazioni che compongono Farete e dai 6 milioni di euro che sono stati raccolti da privati, metà del budget complessivo".

 

Un comparto messo in difficoltà dal taglio da 5 milioni (Qui articolo) dopo gli oltre 90 giorni che l'assessore Achille Spinelli si era riservato a fine dell'anno scorso per approfondire il tema della cooperazione internazionale e educazione alla cittadinanza globale. Un percorso indicato nella delibera del 21 dicembre scorso per sospendere la presentazione delle domande ai progetti (Qui articolo), delineare le linee di lavoro e le priorità. Un provvedimento che aveva scatenato anche le reazioni delle opposizioni provinciali, imbarazzate da questa ipotesi (Qui articolo). Un settore strategico che garantisce poi una grande autorevolezza e credibilità internazionale. Al punto che dalla nostra Provincia possono partire iniziative di politica estera sviluppo bilaterale

 

La vice presidente pro tempore di Farete, Francesca Anzi, ha presentato poi ai consiglieri della quinta commissione, due progetti in Vietnam tra agricoltura e turismo. "Un Paese in forte sviluppo - spiega - ma asimmetrico: nonostante una crescita impetuosa in alcune aree la povertà è aumentata e quindi c’è ancora bisogno della cooperazione internazionale. Il progetto in campo agricolo è cofinanziato dalla Provincia e punta al sostegno di microaziende familiari. In aprile una delegazione della Federcoop ha fatto visita al progetto avviando i contadini vietnamiti alle buone pratiche e instaurando rapporti che possono essere utili anche alla stessa cooperazione trentina".

 

Il progetto sul turismo, cento trentini si sono recati recentemente in vacanza in Vietnam nell'ambito di queste iniziative, è realizzato invece in collaborazione con un’agenzia turistica vietnamita: "Si lavora - dice Anzi - nell'ottica di pianificare uno scambio di turisti del Paese asiatico nelle località delle nostre Dolomiti".

 

Non solo. E' strato presentato anche un progetto in Etiopia in collaborazione con la diocesi locale. "L’obiettivo - evidenzia Pierluigi Mariani dell’associazione Nadir - è quello di introdurre la raccolta differenziata tra la popolazione. Progetto portato avanti con la cattedra Unesco della cooperazione internazionale dell’Università di Trento. Si è poi sviluppato un progetto di localizzazione geografica informatizzata per permettere interventi tempestivi di manutenzione di servizi come gli acquedotti, ospedali e scuole. Altre iniziative di cooperazione sono state avviate in collaborazione con l’Università la Bicocca di Torino e, con il Muse, per la difesa di un parco nazionale della Tanzania".

 

Il nodo è anche il limitato dialogo con la giunta, quando la necessità è proprio quello di confrontarsi con l'amministrazione provinciale. "La definizione di cooperazione internazionale - aggiunge Mariani - prevede il principio di sussidiarietà, che valorizza l’autonomia trentina. Ribadiamo il 'No' al blocco di approvazione di progetti che hanno superato la fase di valutazione. Ci sono poi i principi etici da difendere, come la riduzione delle differenze e anche se non si esclude il ritorno per le aziende trentine, questo non può essere l’unico criterio di valutazione. Preoccupa insomma che per un anno non ci sarà la possibilità di accesso alle risorse e preoccupa la contraddizione tra la domanda di una maggiore qualità dei progetti e la contemporanea riduzione delle spese ammesse. Chiediamo di sederci ad un tavolo di concentrazione ampio, che vada dalla cooperazione alle aziende, dal turismo alla sanità".

 

Un comparto che accoglie il sostegno bipartisan dei consiglieri di quinta commissione, da Vanessa Masè (Civica Trentina) a Sara Ferrari del Pd ("La cooperazione internazionale è un eccellenza trentina"), da Ugo Rossi del Patt ("La giunta ha messo in difficoltà le associazioni e il Trentino è il territorio in Italia che dedica più tempo al volontariato") a Piero De Godenz dell'Upt ("Fa parte della tradizione trentina") e Paolo Ghezzi (Futura).

 

E così Alessia Ambrosi ha proposta una seduta della quinta commissione con l'assessore Spinelli per comprendere le ragioni della scelta. "Un'occasione di dialogo gradita - conclude Martinelli - perché fin'ora non c'è stato. Le scelte non sono state condivise e si basano su una conoscenza parziale. Lo spostamento da marzo a settembre dei bandi con decisione a gennaio significa mettere in difficoltà per un anno tutti i progetti. Saltano le possibilità di rispondere alle 600 mila persone che aspettano i progetti trentini per migliorare la qualità della vita. Molti punti della decisione dell’assessore non sono chiari, un incontro è importante e va aperto anche un tavolo con le aziende per capire come vedono le scelte dell’assessorato".

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