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''Tolto l'obbligo del quinto anno per chi vuole accedere all'università'', l'incredibile errore messo nero su bianco e letto in aula da Fugatti

Parliamo di errore perché non potrebbe essere altrimenti. Il presidente della Pat ha pronunciato queste parole questa mattina in consiglio provinciale illustrando l'assestamento di bilancio 2019-2021 ed è la frase è anche nel documento. ''Un miracolo che può riuscire solo all'assessore alla conosc(i)enza Bisesti'', commenta l'ex assessora Sara Ferrari. In realtà, si immagina, volessero scrivere Alta formazione professionale (e non università) 

Di L.P. - 22 luglio 2019 - 13:11

TRENTO. ''Viene tolto l'obbligo del quinto anno, infine, per chi vuole accedere all'università, provenendo dalla formazione professionale''. E' stata messa nero su bianco oltre che pronunciata dal presidente Fugatti questa incredibile frase nell'Intervento del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti in occasione dell'illustrazione dell'assestamento del bilancio di previsione della Pat per gli Esercizi finanziari 2019-2021. Un errore madornale e non lo si può interpretare in altro modo perché se davvero la volontà della Pat e dell'assessore Bisesti fosse quella di far accedere i ragazzi provenienti dalla formazione professionale all'università sarebbe una rivoluzione copernicana del mondo della scuola italiana.

 

La formazione professionale, infatti, dura 4 anni e ciò si tradurrebbe in un salto negli atenei italiani di giovani trentini senza il diploma di maturità. ''Un miracolo che può riuscire solo all'assessore alla conosc(i)enza Bisesti - commenta l'ex assessora competente Sara Ferrari ricordando la gaffe dell'attuale assessore fatta nel suo primo giorno in ruolo (QUI ARTICOLO) -. A questo punto potremmo consigliare a tutti gli studenti che non riescono a finire le scuole superiori di iscriversi alla formazione professionale, così si risparmiano un anno e la fatica di una maturità. Povera scuola trentina - conclude la consigliera - in che mani''. Chiaramente deve trattarsi di un errore e pare incredibile che il presidente Fugatti l'abbia letto in Aula questa mattina senza rendersi conto dell'assurdità della cosa (per controllare si guardi a pagina 15 del documento qui sotto).

 

 

 

 

 

L'errore è talmente marchiano da far ipotizzare che in realtà la Pat volesse parlare di Afp, Alta formazione professionale (il sistema trentino di formazione terziaria non accademica che dura due anni e forma figure professionali con un’alta preparazione in ambiti specifici) e allora tutto tornerebbe anche con il ddl di riferimento dove si prevede che ''nel comma 3 dell'articolo 67 della legge provinciale sulla scuola 2006 (che recita: Possono accedere all'alta formazione professionale gli studenti in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado), dopo le parole ''di secondo grado'', sono inserite le seguenti: ''Inoltre possono accedere all'alta formazione professionale, secondo le modalità attuative definite dalla Giunta provinciale, gli studenti in possesso di un diploma professionale di istruzione e formazione professionale, integrato da un percorso di formazione per il potenziamento delle competenze comuni e tecnico-professionali corrispondenti a quelle previste dal decreto del ministro dell'istruzione, di concerto con il ministro del lavoro''.

 

In questo modo il tutto assume un senso anche se non è ben chiaro se poi questi titoli potranno essere spendibili fuori dal Trentino visto che per essere utilizzabili dovrebbero essere parificati e quindi dovrebbe esserci comunque il superamento della prova di maturità. Con questa modifica, in sostanza, sembra si vada a dare la possibilità di accesso anche a chi ha fatto solo i 4 anni anni di formazione professionale a fronte di altri studenti (anche trentini) che vi accederanno dopo i cinque anni e la maturità. La confusione appare massima ma almeno, così, è semplicemente confusa. Se al posto di Alta formazione professionale vi fosse università sarebbe non solo confusa ma anche impossibile.

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