“Attrattività professione infermieristica, persa un'altra possibilità: la politica si accontenterà di aver creato un polo di medicina con le aule sempre più vuote?”
A parlare, dopo l'approvazione dell'assestamento di bilancio della Pat, sono Andrea Bassetti e Giuseppe Varagone, segretari provinciali rispettivamente di Uil Fpl Ee.Ll. e di Uil Fpl Sanità: “La speranza che i futuri iscritti alla facoltà di Scienze infermieristiche potessero avere garanzia di gratuità delle spese universitarie appariva incentivante e fortemente condivisibile. Al contrario alcuni hanno perso la possibilità di fare quello per i quali i trentini li hanno voluti come decisori: ricercare una visione futura per la sostenibilità dell'assistenza sanitaria”

TRENTO. “L'assestamento di bilancio della Pat aveva, lungo il suo percorso d'analisi e approvazione, la possibilità di dare risposte alle varie richieste che la società trentina veicolava all'interno degli emendamenti proposti: purtroppo, in taluni passaggi la politica non ha saputo sfruttare quanto il confronto costruttivo tra le parti avrebbe potuto assicurare ai futuri professionisti della salute”. Sono queste le parole dei segretari generali provinciali di Uil Fpl Ee. Ll. e Uil Fp Sanità, Andrea Bassetti e Giuseppe Varagone, dopo la conclusione delle discussioni che hanno portato all'approvazione dell'assestamento di bilancio Pat.
Il riferimento dei due sindacalisti è, in particolare, al tema dell'attrattività della professione infermieristica e alla bocciatura dell'emendamento, a prima firma di Paolo Zanella, per l'istituzione di borse di studio progressive per gli studenti iscritti al corso di laurea in infermieristica: una misura pensata per 'vincolare' i professionisti di domani a restare in Trentino e a lavorare nel sistema sanitario provinciale, fornendo ossigeno a un comparto da anni sotto grande pressione anche dal punto di vista numerico.
“Gli innumerevoli richiami della Uil Fpl – scrivono i sindacati – alla valorizzazione e necessaria attrattività delle future figure sanitarie, per garanzia d'operatività in settori essenziali di Apss, Apsp, Rsa e strutture private trentine, sembrano essere stati poco 'impressi' nei pensieri dell'assessore Tonina, seppur continui ad essere nostra aspettativa primaria. La speranza che i futuri iscritti alla facoltà di Scienze infermieristiche potessero avere garanzia di gratuità delle spese universitarie, oppure ancora più di stimolo, retribuiti durante il tirocinio formativo nel corso del triennio, appariva incentivante e fortemente condivisibile da qualsiasi 'frangia politica'. Al contrario, alcuni hanno perso la possibilità di fare quello per il quale i trentini li hanno voluti come decisori: ricercare una visione futura per la sostenibilità dell'assistenza sanitaria”.
Sul tema lo stesso Tonina, in un'intervista a il Dolomiti, ha espresso il suo dispiacere: “L'apertura l'avevo data – le sue parole – poi, a un certo punto della discussione, purtroppo non c'erano più le condizioni necessarie. Vedremo prossimamente, mi assumo la responsabilità politica perché la cosa non si è concretizzata. Valuteremo nel prossimo bilancio, è sicuramente un modo per essere più attrattivi”.
La Uil Fpl, settori Enti locali e Sanità però: “Crede che la carenza d'interesse delle giovani generazioni e l'emergenziale copertura degli organici nel mondo sanitario trentino – continuano le sigle – dovesse richiamare ad un interesse superiore e non personale. Al contrario si è fatto di tutto per complicare ed alimentare le tensioni all'interno del Consiglio provinciale. Ricordiamo, per l'ennesima volta, che la scarsa attrattività del settore sanitario e assistenziale, un fenomeno diffuso a livello nazionale, non risparmia neppure il Trentino. Lo stress lavoro-correlato tra gli operatori sanitari ha ormai raggiunto livelli allarmanti, superando la soglia della normale preoccupazione. Le cronache riportate dalla stampa, le denunce della Uil Fpl e le segnalazioni dai pronto soccorso riguardo ad aggressioni nei confronti del personale sanitario sono diventate episodi quotidiani”.
“A tutto ciò – aggiungono i sindacalisti – si aggiunge un'organizzazione del lavoro che non garantisce il necessario recupero psico-fisico, contribuendo a rendere insostenibili le condizioni lavorative di chi opera oggi nelle Rsa e nelle strutture ospedaliere del territorio trentino. Figuriamoci se i giovani vogliano 'tentare la fortuna' diventando infermieri del futuro, in assenza di garanzia o incentivi strutturali”.
E alla difficile situazione interna, per i sindacati va aggiunta la competizione sempre più difficile con i territori limitrofi: “Un tempo eravamo presi ad esempio – continuano – mentre ora le Regioni e province confinanti, Alto Adige prima di tutti, hanno operato scelte coraggiose e lungimiranti, per abbracciare ed accogliere l'interesse di chi ancora vuole con dedizione approcciarsi a una nobile professione che sfortunatamente, per mancate decisioni delle politiche passate, ha più aspetti negativi che positivi”.
“Non vorremmo – concludono le sigle – che anche l'anno accademico 2025/2026 si confermi, purtroppo, per quello che osserviamo e denunciamo da anni, con sempre meno studenti che si iscriveranno ai corsi universitari per diventare infermieri, con il bene placito della politica, che si accontenterà di aver creato un polo universitario di medicina in Trentino con le aule sempre più vuote e le strutture sanitarie che, fra pochissimi anni, non avranno abbastanza personale per coprire i bisogni del tessuto sociale più debole. Una situazione molto grave, che il nostro Trentino non merita, come anche questo modo di 'fare politica'”.












