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Tonina ribadisce il suo “sì” alla nuova cantina bocciata due volte in commissione: “funzionale anche alla tenuta paesaggistica delle aree agricole”

L’assessore all'urbanistica e all’ambiente Mario Tonina spiega le ragioni dell’accoglimento del ricorso “valutate tutte le possibili alternative”. Così, fra costi troppi elevati e impossibilità di costruire altrove il progetto da 9000 metri cubi per la Giunta leghista è confermato

Di Tiziano Grottolo - 16 novembre 2019 - 20:26

ALDENO. La vicenda è nota e si protrae ormai da diversi mesi (Articoli QUI e QUI): i titolari della cantina Revì, la famiglia Malfer, vorrebbero trasferire la propria attività, ora nel centro del paese, nei terreni collocati ad est dell’area sportiva di Aldeno, oltre la tangenziale. Questi terreni sono considerati zona agricola di pregio.

 

Il progetto prevede la realizzazione di un corpo edilizio principale adibito a cantina con sala lavorazione, celle di stoccaggio e affinamento, magazzino vario in rotazione, locali di servizio. Inoltre, sul lato ovest della cantina, è prevista la collocazione di una palazzina servizi contenente il locale vendite, la cucina, gli uffici al piano terra, la sala degustazione, il caveau bottiglie storiche, l’ufficio dirigenziale al primo piano. Per un totale di oltre 9000 metri cubi.

 

Idea questa, che ha incassato per ben 2 volte, proprio per via della collocazione, il parere contrario dalla Commissione provinciale per l’urbanistica e il paesaggio (Cup), ma l’assessore all'urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina con un colpo di mano aveva accolto il ricorso presentato dalla famiglia Malfer mandando su tutte le furie il consigliere del Partito Democratico Alessio Manica che a sua volta ha presentato un’interrogazione.

 

In questi giorni è arrivata la risposta di Tonina che in sostanza ha confermato le sue scelte: “Nel corso del procedimento di autorizzazione paesaggistica del progetto relativo alla realizzazione di una nuova cantina vitivinicola è stato approfondito il tema localizzativo dell’intervento con riferimento sia alle possibilità alternative che alle caratteristiche specifiche dell’area proposta”, spiega Tonina. Secondo la giunta le altre soluzioni in merito all’ubicazione della struttura non sarebbero percorribili in più, in fase di progetto, sarebbe stata prefigurata una soluzione architettonica finalizzata alla mitigazione degli impatti.

 

“L’intervento – spiega l’assessore – è funzionale alla tenuta anche paesaggistica delle aree agricole oltre che essere rispondente alla programmazione provinciale di riqualificazione delle strutture e infrastrutture del settore agricolo”. In questo senso la Giunta provinciale ha ritenuto che ci fossero i presupposti, richiesti dall’articolo 38 delle norme di attuazione del PUP, della non convenienza anche sotto il profilo paesaggistico-ambientale di ubicare l’attività in questione in altre parti del territorio, all’esterno del comune di Aldeno “sradicando una realtà imprenditoriale dal proprio tessuto sociale, economico e territoriale” , o all’interno del comune di Aldeno in aree aventi varie criticità di tipo geologico o di tipo economico rispetto alla realizzazione dell’intervento.

 

Per questa serie di motivi la giunta leghista ha ritenuto di consentire un intervento funzionale alla sopravvivenza e alla crescita di una azienda agricola radicata nel territorio di Aldeno. “Dopo aver verificato – sottolinea Tonina – che la società richiedente ha ricercato soluzioni localizzative alternative che non sono risultate percorribili per le caratteristiche delle aree o per la sostenibilità economica dell’intervento”, citando anche il fatto che l’azienda è condotta da due giovani imprenditori che hanno dato vita ad una nuova società agricola che andrà a fondersi con quella vinicola, creando così un’azienda di notevole spessore produttivo e qualitativo.

 

Alla domanda posta da Manica, che chiedeva lumi in merito alle ipotesi alternative, scartate per gli eccessivi costi di acquisto delle superfici, Tonina ha ribadito che “la sostenibilità economica dell’intervento è uno dei fattori che l’azienda deve necessariamente considerare per la realizzazione degli interventi”. Mentre per quanto concerne le politiche pubbliche, la sopravvivenza e la crescita di un’azienda agricola, mediante un intervento di valorizzazione e potenziamento della sua attività, “ha rilievo, in quanto rispondente alla programmazione provinciale di riqualificazione delle strutture e infrastrutture del settore agricolo, funzionale alla tenuta anche paesaggistica delle aree agricole”.

 

Ora l’ultima parola spetta al comune di Aldeno che dovrà dare il via libera definitivo al progetto e su questo il sindaco Nicola Fioretti: “Queste non sono decisioni da prendere a colpi di maggioranza, il nostro interesse è quello di tutta la comunità di Aldeno”.

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