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Torna la Lega dei gazebo per difendere il Decreto Sicurezza: ''I sindaci devono adeguarsi è stato voluto dagli elettori''

Parte sabato l'offensiva del Carroccio in tutta la provincia, con la presenza sul territorio di tutti i consiglieri provinciali per la raccolta firma in favore della legge voluta da Salvini. "I sindaci devono adeguarsi, decreto voluto dagli elettori che ci hanno votato"

Di Donatello Baldo - 10 gennaio 2019 - 17:11

TRENTO. C'erano tutti alla conferenza stampa, dal segretario Mirko Bisesti al presidente (seppur dimissionario) Alessandro Savoi, con tutti i consiglieri provinciali della Lega. Tutti insieme per lanciare i "gazebi" che torneranno ad animare i mercati del Trentino. Il tema, la difesa strenua del decreto sicurezza tanto voluto da Salvini ma messo in discussione da alcuni sindaci "che non sono allineati", dice Bisesti.

 

"Anche qui dovrà essere attuato", affermano i leghisti in coro. La paura è che qualche amministrazione, per ragioni etiche ed umanitarie, o di buonsenso, eviti di mettere in atto ogni disposizione della legge. Come hanno fatto i sindaci di Napoli e Palermo, seguiti poi da altri in tutto lo Stivale.

 

Savoi, per criticare i primi cittadini che remano contro, soprattutto al Sud, riscopre il leghismo nordico: "Napoli e Palermo pensino agli altri problemi, sono invasi dalla mafia, dall'immondizia, si occupino di questo". Perché il decreto sicurezza "è una grande battaglia, una promessa agli elettori che hanno votato il 4 marzo scorso".

 

Sabato la partenza, poi per alcune settimane sarà battuto tutto il territorio provinciale. Una raccolta di firme per chiedere "una tempestiva attuazione di quanto previsto dalla legge in materia di potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza". E ai gazebo sarà possibile fare domande ed informarsi.

 

Ci sarà un vademecum con le risposte ad alcune faq, "qualche paginetta di facile comprensione", assicura il segretario Mirko Bisesti, utile anche per istruire i consiglieri provinciali che saranno sparsi su tutto il territorio. Sarà spiegato che i migranti buoni sono i benvenuti, ma quelli clandestini dovranno essere spediti da dove sono arrivati. Lo spiega Savoi: "Ci sono 500 mila clandestini in Italia, se hanno diritto di rimanere bene, altrimenti devono andarsene".

 

Più moderata la consigliera Katia Rossato. Anche lei ritiene che un sindaco non possa opporsi a questa legge ma ricorda che se gli stranieri "sono persone perbene" possono restare. E cerca di spiegarsi: "Perché non tutti gli stranieri sono... come dire, persone non... ". Non cattive, voleva forse dire, cercando il contrario di 'persona perbene'. Gli è arrivato in soccorso il segretario dicendo, "che non tutte sono arrivate illegalmente". Gli altri, come detto, se ne devono tornare da dove sono venuti.

 

Tra i punti da attuare, soprattutto nel comune di Trento, il teser in dotazione alla Polizia locale. Il sindaco è contrario alla pistola elettrica ma la Lega cerca di forzare e nei prossimi giorni porterà il tema in consiglio comunale. "Il decreto è stato voluto dagli elettori, votato dal Parlamento, firmato dal Capo dello Stato. Noi ci battiamo - concludono i leghisti - perché sia attuato integralmente anche in Trentino". 

 

 

 

 

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