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| 04 nov 2019 | 05:01

''Un nuovo movimento popolare e cristiano democratico” che piace al Vaticano e vuole battere Salvini: ''Da Tonina a Cia, siamo aperti a tutti''

L’ex senatore Ivo Tarolli, fra i promotori del manifesto per un nuovo soggetto politico d’ispirazione cristiana, afferma: “Non proponiamo il ritorno della Democrazia Cristiana ma attingiamo da quel patrimonio per costruire qualcosa di nuovo”. Entro gennaio l’assemblea costituente del nuovo partito con l'ambizione di trasformare la politica e le istituzioni

Un nuovo movimento popolare e cristiano democratico” che piace al Vaticano e vuole battere Salvini
di Tiziano Grottolo

TRENTO. In questi giorni si sta facendo largo una nuova suggestione politica che muove i suoi passi da tre realtà legate al mondo cattolico italiano: Politica Insieme, Rete Bianca e Costruire Insieme, presieduta dall’ex senatore trentino e politico di lungo corso, Ivo Tarolli. A queste si aggiungono le tante associazioni d’ispirazione popolare e cristiano democratica presenti in tutto il paese che hanno sottoscritto un documento “per dare vita alla costituzione di un nuovo soggetto d’ispirazione cristiana che nell’adesione alla Costituzione e della Dottrina sociale della Chiesa, vuole trasformare la politica e le istituzioni, avviare politiche solidali, impegnarsi per la creazione di nuove relazioni internazionali, puntando alla Pace e al disarmo”. Tra i firmatari  di questo appello c’è anche Stefano Zamagni, capo della Pontificia accademia delle scienze sociali, nonché uomo molto influente all’interno del Vaticano (QUI e QUI il testo completo).

 

Se per alcuni si tratta ancora di un manifesto è altrettanto vero che gli eventi si sono messi in moto e ce lo conferma anche lo stesso Tarolli che su questo progetto ha le idee molto chiare: “Il manifesto – del quale è uno dei promotori – rappresenta l’incipit, da qui in avanti inizia la lunga marcia che passerà attraverso una grande assemblea nazionale costituente dove tutti coloro che condividono questa discesa in campo parteciperanno per decidere democraticamente l’assetto politico. Si voterà su tutto – prosegue Tarolli – vogliamo cestinare l’esperienza del leader solo al comando, la nostra sarà un’esperienza comunitaria, gruppo dirigente e programma saranno individuati dalla base”.

 

Con questo manifesto si è voluto dunque dare il via a un percorso che nella sua seconda fase prevede tanti incontri nei territori, da nord a sud, percorso che culminerà con la costituente prevista già per gennaio 2020 “Dopodiché entreremo nell’agone politico e saremo pronti per le prossime scadenze elettorali, tenendo ben esente che il punto di arrivo saranno le elezioni nazionali”.

 

Il nuovo soggetto parte da una considerazione di fondo: “Il bipolarismo non c’è più – spiega Tarolli – con noi nasce una realtà indipendente (che al momento non ha ancora un nome) e che non sarà più l’ancella del Centrosinistra, ma avrà una sua autonomia. Ciò non significa che faremo l’Aventino o che puntiamo a isolarci ma piuttosto praticheremo il metodo pragmatico delle convergenze sui programmi delle forze a noi più affini, con le quali ci confronteremo”.

 

La nuova forza politica ha l’ambizione di ritagliarsi una posizione di centralità culturale e per farlo si è già assicurata il sostegno di importanti personalità del mondo economico italiano così come di quello universitario “non temiamo la competizione con noi ci sono le migliori espressioni culturali e accademiche del paese”.

 

L’idea di fondo è quella di contrastare la Lega, ma al contempo smarcandosi dai Democratici. Il partito sarà sicuramente filo-europeista anche se, dice Tarolli: “L’Occidente è vittima dell’incapacità di farsi carico dei problemi di chi gli sta vicino. Si nasce per contrastare il male nelle diverse sfaccettature: i fondamentalismi che ci fanno tornare indietro nella storia, i populismo che non riconoscono i corpi intermedi e i sovranismi che ci ci fanno perdere la sfida con il Mundus Novus".

 

Fra i punti di svolta si individua il processo di ristrutturazione della galassia partitica italiana “l’espressione più evidente riguarda la disintegrazione che colpisce tanto il Movimento 5 Stelle quanto Forza Italia e Partito Democratico. Da parte nostra – sottolinea l’ex senatore – con la nostra originalità vogliamo partecipare alla ristrutturazione, tenendo ben presenti quelle che sono le nostre radici che coincidono con l’apporto che i cattolici hanno dato alla politica per tutto il ventesimo secolo”.

 

Fra gli esempi citati da Tarolli ci sono l’uscita dell’Italia dalla povertà del Dopoguerra fino a portarla fra i paesi del G8, la sconfitta della “drammatica esperienza del comunismo” e l’aver contribuito in maniera decisiva alla costruzione dell’Europa. I riferimenti alla Democrazia Cristiana sono evidenti “ma non stiamo proponendo il ritorno della Dc – afferma – attingiamo a quel patrimonio per costruire qualcosa di nuovo, cadere nella nostalgia sarebbe un errore elementare”.

 

In questo senso il Trentino-Alto Adige fu una roccaforte della vecchia Democrazia Cristiana e ovviamente l’accoglienza che il nuovo soggetto politico riceverà in questa terrà sarà un’importante cartina tornasole a proposito dell’effettiva incisività che il movimento potrà avere sulla politica nazionale: “Anche sul livello locale si potrà determinare una ristrutturazione se i soggetti vorranno capitalizzare gli aspetti creativi che stiamo promuovendo”.

 

Per quanto riguarda l’Alto Adige il riferimento è rivolto tanto agli italiani “che devono smettere di guardarsi l’ombelico e puntare alla luna” quanto alla popolazione di lingua tedesca, in questo caso ogni riferimento all’Svp è voluto e non casuale, “che dovrebbe smettere di guardare al passato per provare a mettere in campo sinergie nuove”.

 

Tarolli poi vuol tendere la mano ad alcuni esponenti della politica altoatesina: “Bizzo (Pd), Baratta (Pd) e Gennaccaro (assessore allo sport di Bolzano) dovrebbero capire che stando da soli non si arriva da nessuna parte e che il nostro progetto potrebbe essere condiviso anche da loro, innescando un processo dove niente è precostituito e che culminerà al termine di una lunga marcia”.

 

Per la provincia di Trento invece, spuntano anche altri nomi, primi fra tutti i membri dell’Upt con Lorenzo Dellai in prima fila, che i giornali nazionali danno fra i firmatari del manifesto, ma anche il fondatore di Progetto Trentino Silvano Grisenti (già in rotta di collisione con Fugatti ndr) e l’assessore Mario Tonina. Senza dimenticare ‘i civici di destra’ Claudio Cia, Vanessa Masé e i delusi di Forza Italia. Prima che qualcuno sobbalzi sulla sedia specifichiamo che questi sono solo degli esempi, fra Tarolli e queste persone non esiste nessun accordo politico, si tratta piuttosto di suggestioni avanzate dall’ex senatore che specifica: “Questo progetto è a disposizione di tutti coloro che si domandano quale sarà l’approdo del futuro, qui ci sono elementi per trovare delle convergenze l’ispirazione sarà ancorata alla dottrina sociale della Chiesa, cristiana e popolare, ma l’operatività sarà aperta a credenti e laici, financo ai socialisti”.

 

Il piano è quello di costruire un grande schieramento “che sappia intercettare la modernità pur avendo una forte identità di chiara ispirazione cristiana e che possa trovare un punto di sintesi delle istanze liberaldemocratiche”. Per ora è difficile immaginare l’impatto che questo soggetto politico potrà avere ma stando a quanto riferito dal presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali Zamagni le aspettative sono molto alte, si parla addirittura di un 25%. Un traguardo che, qualora fosse raggiunto, porterebbe il nuovo movimento fra gli attori di maggior peso all’interno del panorama politico italiano.

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