Vallarsa e il Leno invaso dal fango. Il sindaco risponde all'opposizione: ''Monitoraggio costante, ma vigila la Provincia''
L'amministrazione comunale risponde anche in merito al cantiere per realizzare una centralina idroelettrica: "Concessione provinciale di 5 anni, noi interveniamo per quanto di competenza a norma di legge"

VALLARSA. "E' un iter molto complesso nel quale il Comune non è il primo decisore", queste le parole di Massimo Plazzer, sindaco di Vallarsa, nel rispondere a Matteo Rossaro, consigliere comunale di opposizione, che aggiunge: "L'esigenza è quella di mettere in sicurezza il bacino, questa è la priorità e l'amministrazione monitora costantemente le operazioni. Le minoranze otterranno tutta la chiarezza che chiede nel prossimo consiglio".
La vicenda è quella che riguarda l'operazione di manutenzione del bacino della Busa e il torrente Leno è stato invaso da fango e limo che avrebbe compromesso l'ecosistema del corso d'acqua (Qui articolo).
L'Agsm di Verona, proprietaria dell'invaso, avrebbe voluto aprire completamente il bacino, ma Roma ha bloccato questo proposito, mentre la Provincia ha autorizzato la procedura con diverse prescrizioni: l'acqua andava tolta con le idrovore e i fanghi, circa 8 mila metri cubi, con le ruspe per portarle in discarica. Qualcosa però è finito comunque nel Leno.
"Nei primi giorni di dicembre - ricorda il primo cittadino - è stata convocata la conferenza dei servizi. L'urgenza era quella di liberare lo scarico di fondo, una situazione di potenziale pericolo che si è resa necessaria anche dopo l'ondata di maltempo. Un tavolo in Aprie al quale si è seduto il Comune di Vallarsa insieme a ministero e diversi servizi provinciali quali Appa, bacini montani, foreste e fauna, prevenzione rischi e gestione strade. A questi si aggiungono i rappresentanti dell'azienda di Verona, il Comune di Trambileno e l'associazione pescatori della Vallagarina. Una materia davvero complessa".
Qualche operazione però non sarebbe andata secondo i piani e un po' di fango si è riversato nel torrente, che ha cambiato colore. "La Provincia ha richiamato la ditta - evidenzia Plazzer - il corretto adempimento delle prescrizioni viene gestito dagli uffici dell'amministrazione provinciale, senza dimenticare che è stato installato anche la strumentazione per tenere monitorato quanto le acque diventano torbide, mentre il torrente è stato intubato a monte della diga. Siamo sentinelle del territorio e solleciteremo eventuali interventi di ripristino, ma l'entità dei danni sarà nota solo tra qualche mese".
L'amministrazione comunale risponde anche in merito al cantiere per realizzare una centralina idroelettrica. "I progetti preliminari sono del 2014 - prosegue il sindaco - mentre la concessione al privato è in capo alla Provincia, il via libera è arrivato nel 2017. Noi facciamo quanto ci è consentito nel rispetto delle leggi e quindi abbiamo staccato le opportune sanzioni per le recinzioni, ci sono anche segnalazioni alla forestale.Fermo restando che la concessione dura 5 anni e il cantiere può essere concluso in questo lasso di tempo e il Comune non può intervenire".
Un ultimo punto è quello dell'acqua potabile, quando a fine febbraio i pompieri sono dovuti intervenire per il livello basso del serbatoio di Staineri (Qui articolo). "Abbiamo agito in modo tempestivo per risolvere i problemi. I tecnici - conclude Plazzer - sono riusciti a rilevare le perdite e ora questa criticità è superata".






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