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| 10 feb 2022 | 20:45

Concerto Vasco, Ianeselli: “Verbale sui problemi legati alla sicurezza nascosto al Comune? Nel 2023 meglio cambiare Giunta ma l’evento va salvato”

Dopo le pesanti accuse a Fugatti parla il sindaco Ianeselli: “Trento viveva anche senza questo concerto ma vista la situazione andiamo avanti. Il parere della Commissione provinciale di vigilanza? Lo prevedono le normative, è l’organismo che deve esprimersi sulla sicurezza dell’area di San Vincenzo”. La senatrice Conzatti: “Il tema non è Vasco sì o no, ma se avallare o meno il metodo Fugatti”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Pressioni, minacce e il tentativo di cancellare e occultare un verbale poco gradito, è un quadro gravissimo quello che emerge dalla corrispondenza tra un funzionario della Polizia amministrativa e un alto dirigente della Provincia di Trento ma che chiama in causa anche il presidente Maurizio Fugatti.

 

In particolare in uno dei passaggi il dirigente della Polizia amministrativa scrive a Fugatti: “Dato atto che sai perfettamente anche la richiesta che mi è stata fatta di annullare la convocazione della Commissione per il giorno 29 (che avevo già inoltrato) al preciso fine di evitare che il Sindaco di Trento venisse a conoscenza del verbale del giorno 27”. Da quanto emergerebbe infatti, una volta capito che il verbale (dove si afferma che l’area di San Vincenzo non è idonea ad accogliere un evento da 120mila persone) non sarebbe stato cambiato, ci sarebbe stato il tentativo di tenere il Comune e l’opinione pubblica all’oscuro di tutto.

 

Siamo diventati protagonisti nostro malgrado”, afferma il sindaco di Trento Franco Ianeselli. Il Comune infatti ha appreso del maxi-concerto solamente a cose fatte, a muoversi è stata la Giunta Fugatti che ha voluto trasformare l’evento in una sorta di strumento propagandistico per raccogliere facili consensi. “È un fatto che colpisce al di là dell’aspetto personale – osserva Ianeselli – soprattutto dal punto di vista dei rapporti di fiducia fra istituzioni. Ciò conferma che nel 2023 è meglio che ci sia una Giunta diversa rispetto a questa, anche per evitare il ripetersi di simili situazioni”.

 

Detto questo il primo cittadino del capoluogo sostiene la necessità di provare comunque a “salvare il concerto”, a patto che le responsabilità di Comune e Provincia siano ben definite. “Trento viveva anche senza questo concerto ma vista la situazione andiamo avanti tenendo presente che garantire la sicurezza dei partecipanti deve essere al primo posto, inoltre sarà importante ridurre al minimo i disagi per i cittadini di Trento. Farci da parte, nonostante il trattamento che abbiamo ricevuto, non è nel nostro stile. Faremo il possibile affinché l’evento riesca”.

 

Le accuse sono così gravi che l’eco della vicenda è arrivato fino a Roma. “Il tema non è Vasco sì o no – afferma la senatrice di Italia Viva Donatella Conzattima se avallare o meno il ‘metodo Fugatti’. Sono davvero preoccupata per i toni e i rapporti di non trasparenza e correttezza istituzionale che questa vicenda sta facendo emergere. In merito al concerto, la scelta spettava alla Giunta provinciale che l’ha adottata, senza tener conto dei pareri contrari e senza coinvolgere sin dall’inizio la città di Trento. Una cosa pare sempre più evidente, dal 2023 il Trentino merita una migliore prospettiva e un modo più rispettoso di gestire la cosa pubblica. Vogliamo che sia questo il metodo di governo? Oggi è il concerto di Vasco, domani qualsiasi altra decisione”.

 

Ad ogni modo, a breve, ci sarà un nuovo incontro con il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza proprio per affrontare alcune delle criticità del concerto. “Per il momento abbiamo visto una prima elaborazione del progetto – sottolinea il sindaco di Trento – ora attendiamo di vedere quella definitiva per poter ragionare sulla questione sicurezza e sulla gestione dei flussi degli spettatori, sia in entrata che in uscita”.

 

È proprio alla luce di queste considerazioni che Ianeselli chiede un patto chiaro per regolare i rapporti fra Comune e Provincia, lasciandosi alle spalle le ombre delle ultime settimane. Su un punto però il primo cittadino è inamovibile: “Serve il parere della Commissione provinciale di vigilanza, lo prevedono le normative, questo è l’organismo che deve esprimersi sulla sicurezza dell’area di San Vincenzo”. Eppure si tratta della stessa Commissione che, secondo Luca Zeni (il consigliere del Pd che ha ottenuto la documentazione) qualcuno in Provincia vorrebbe provare a bypassare affidando una nuova analisi a una società esterna.

 

Al netto dell’evento, e mettendo per un momento da parte le polemiche, una seconda questione che interessa la cittadinanza riguarda il futuro dell’area di Mattarello. “I terreni sono di proprietà della Pat – spiega Ianeselli – ma con un recente accordo che coinvolge anche l’area Atesina nord abbiamo acquisito fino al 10% dell’area San Vincenzo, in più ci sono dei vincoli urbanistici da rispettare”.

 

Infatti spetta al Comune di Trento la competenza sul Piano regolatore generale, lo strumento di pianificazione per eccellenza. Eventi, sport e svago sono le parole chiave. “Vogliamo realizzare un’area che resti alla città per fare attività sportiva – dichiara Ianeselli – con tanto verde per le attività ricreative ed eventi. Ecco, magari, non avremmo ogni anno un concerto da 120mila persone come quello di Vasco altrimenti sarebbe meglio saperlo prima. C’è abbastanza spazio per avere un’area multifunzionale, puntiamo a far convivere più attività sperando in un ritrovato rapporto leale fra le istituzioni in cui non ci sia più chi sconvoca una riunione per tenere gli altri allo scuro”.

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