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Via libera all'assestamento, Fugatti: ''Ci saranno forti implicazioni sociali'', le opposizioni: ''Certe scelte errori madornali per il Trentino''

Ci sono volute 7500 votazioni e dieci giorni di consiglio per approvare la manovra di assestamento. Ugo Rossi si rammarica: "Mancati, almeno all'inizio, dialogo e collaborazione". Leonardi: "Questo è il cambio di passo voluto dai lettori"

Pubblicato il - 01 agosto 2019 - 19:21

TRENTO. Dopo una maratona di 104 ore ieri sera alle 19.11, con 19 voti favorevoli, 10 voti contrari e la sola astensione del consigliere Degodenz, il Consiglio provinciale ha approvato, la manovra di assestamento di bilancio.

 

Ci sono volute 7500 votazioni perchè la maggioranza potesse portare a casa la sua prima manovra. Intere giornate dove non sono mancati scontri anche molto duri con offese e gestacci che hanno contraddistinto molti dei 10 giorni di discussione. (QUI L'ARTICOLO)

 

A parlare di una manovra con “forte implicazioni sociali” ma anche di “ostruzionismo da parte della minoranza legittimo ma forse non opportuno” è stato il presidente Maurizio Fugatti.

 

Nel corso del suo intervento Fugatti ha detto che ognuno ha fatto legittimamente il proprio ruolo, ma ha ricordato che la maggioranza non ha mai fatto mancare numero legale per una manovra dalla forte valenza sociale. “Una manovra - ha sottolineato - che mette 15 milioni all’anno per famiglie e natalità. Anche il fatto che non tutti ne usufruiranno è stata anche questa una scelta. Con due figli e un’Icef 0,40 si potrà sommare al bonus nazionale e quindi azzerare il costo del nido”.

 

 

In merito ad uno dei temi più discussi, la solidarietà internazionale, Fugatti ha detto che la Giunta crede che “un impostazione fissa non sia giusta e non c’è su alcun altro capitolo. Ciò non vuol dire che si sono azzerano i fondi, anche se - ha aggiunto - non si spenderanno tutti i soldi che si sono spesi fino ad oggi”.

 

“Non condividiamo l’impostazione impressa da Fugatti al rapporto tra maggioranza e opposizione, che 'lascia fuori la politica'” ha spiegato invece il consigliere del Pd Giorgio Tonini. “Siamo in una sede eminentemente politica - ha proseguito - e noi abbiamo posto questioni politiche, sul pacchetto famiglia, sulle infrastrutture, sulla tempesta Vaia, sulla solidarietà internazionale e sulla scuola. Chi ha vinto le elezioni ha piena legittimazione a governare e stabilire la rotta e noi non volevamo capovolgere, ma condizionare l’orientamento della Giunta, con il dialogo e con la pressione che ci concede l’uso del regolamento”.

 

Per la scuola, ha spiegato il Partito Democratico, sarebbe stato conveniente fare un provvedimento ad hoc, fondato sull’ascolto e sul confronto. “Quello che abbiamo ottenuto per questo comparto – ha continuato Tonini - è solo il monitoraggio degli effetti di cambiamento dell’organizzazione delle lingue, condividendo il principio che possono cambiare le modalità, ma in nessun modo dobbiamo impoverire l’insegnamento delle lingue straniere, che sono un elemento di successo del nostro sistema scolastico”.

 

L'ex presidente Ugo Rossi ha invece esordito rivolgendo un ringraziamento al presidente Kaswalder per la conduzione dell’aula e ai collaboratori per il supporto ricevuto. Da Rossi, però, è stato anche espresso il rammarico per il dialogo e la collaborazione, che sono mancati, almeno inizialmente, rispetto ai tre elementi cardine della manovra: la natalità, gli investimenti e l’approccio al post tempesta Vaia.

 

“Qualche risultato lo abbiamo infine ottenuto - ha spiegato il consigliere del Patt - una norma sulla maternità, una sulla formazione dei medici, un monitoraggio sul trilinguismo, un intervento in tema di agricoltura. Forse valeva la pena approfondire queste proposte un po’ prima”.

 

Infine, ha espresso alcune considerazioni di carattere culturale sul tema delle lingue: “Queste decisioni si tramuteranno in un errore madornale per il Trentino, perché prese senza alcun fondamento scientifico in assenza di un’analisi statistica, qualitativa e quantitativa di come le lingue sono entrate nel nostro ordinamento scolastico”.

 

Paolo Ghezzi di Futura in merito al tema della solidarietà internazionale, ha ribadito che “il trofeo dello 0,25% non è qualcosa di cui andare fieri”. Il bonus bebè è a suo avviso iniquo ed inefficace e le conseguenze le vedremo presto: “l’immaginaria donna tirolese, moglie di un cembrano di ritorno a Cembra dopo qualche anno di lavoro a Verona, e madre di due figli (Maurizia e Mirko) si perderanno 6180 euro rispetto a chi avrà gli stessi figi, ma non si sarà mosso da Trento. Prendo atto – spiega - che lei non apre tavoli di trattativa”. “Speriamo – ha concluso l'esponente di Futura - che il prossimo giro ci sia maggiore interesse anche per noi, in quanto portatori di valori e di visioni, non di marciapiedi e rotatorie”.

 

A “giurare” fedeltà alla giunta è stato invece il consigliere Luca Guglielmi. Rivolto al presidente Fugatti lo ha elogiato per le scelte fatte con questa finanziaria. Sul Clil, ha aggiunto il consigliere “bene che si demandi all’autonomia dei singoli istituti: non è un discorso di quantità, ma di qualità: non si possono mettere insieme due materie senza pensare che la qualità non venga meno. Queste sono le risposte che i cittadini apprezzano, ha proseguito”.

 

Duri i commenti che sono arrivati dal Movimento Cinque Stelle dai consiglieri Alex Marini e Filippo Degasperi. “Ai cittadini - ha detto Degasperi rivolto alla maggioranza - oltre alle bandiere del Clil e alla cancellazione dello 0,25%, fate sapere che aggiungerete un nuovo dirigente alla scuola, che assumerete dirigenti provinciali senza concorso, che aumenterete i soldi per le scuole private riducendo quelli per la scuola pubblica, che avete tagliato i fondi per l’ospedale di Cavalese, altro che sanità territoriale. Raccontate tutto - ha esortato - non solo quello che vi fa comodo: voi siete arrivati pensando di sbaragliare i vostri avversari e qui abbiamo raggiunto un record per la durata del consiglio provinciale, ma questo è stato solo un allenamento e per il futuro di attrezzeremo”.

 

Giorgio Leonardi di Forza Italia ha sottolineato il “cambio di passa voluto dagli elettori”. “La Provincia era un bancomat - ha affermato - e non si poteva andare avanti così: i soldi sono dei trentini e con i nostri soldi possiamo fare quello che vogliamo, questo cambio di passo è stato voluto dagli elettori. Sarà una sfida difficile, ma noi di Forza Italia ci siamo”. Leonardi ha apprezzato la correttezza di certa opposizione, un po’ meno di chi ha voluto solo strumentalmente rallentare i lavori di quest’aula.

 

A parlare di scelta coraggiosa riferendosi alla solidarietà internazionale è stato invece Alessandro Savoi. “Sapevamo che che saremmo stati osteggiati. Quello che deve essere chiaro è che noi non abroghiamo le risorse, quanto piuttosto l’obbligo di destinare la quota fissa dello 0,25% del bilancio”. Il consigliere della lega che in diverse situazioni è stato ripreso per alcuni gesti o frasi sopra le righe ha garantito di “non avercela con nessuno, quanto piuttosto di avere a volte un brutto carattere”.

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