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| 28 nov 2019 | 13:10

Zeni punge Kaswalder: “Per la cerimonia privata con rifresco e buffet i soldi li mette la Pat?”

Il Consigliere del Pd vuole far luce sulla cerimonia, "con prezioso buffet e brindisi vari", andata in scena in occasione dell’evento di inaugurazione per il restauro di palazzo Seracini-Cresseri, sede di proprietà della Sat: "Non si comprende come mai un evento privato promosso da un ente privato, dentro immobili privati, debba essere finanziato dall’ente pubblico"

 

Zeni punge Kaswalder: “Per la cerimonia privata con rifresco e buffet i soldi li mette la Pat?”
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Il Consigliere del Partito Democratico Luca Zeni in questi giorni ha presentato un’interrogazione rivolta al presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder per cercare di far luce sulla cerimonia, con rinfresco e buffet, andata in scena in occasione dell’evento privato “Un vicolo, due palazzi” e che stando ad alcune indiscrezioni sarebbe stata finanziata con soldi pubblici.

 

Ma facciamo un passo indietro, nei giorni scorsi, con una fastosa cerimonia, è stato inaugurato il restauro di palazzo Seracini-Cresseri in via Manci a Trento, sede di proprietà della Sat con un evento denominato “Un vicolo, due palazzi” che aveva l’intento di far conoscere al grande pubblico il suddetto palazzo, con l’occasione, anche l’adiacente vicolo ed il palazzo Trentini, sede del Consiglio provinciale.

 

“Fin qui nulla da eccepire – sottolinea Zeni – se non che la cerimonia, con annesso ricco invito cartonato, prezioso buffet e brindisi vari, risulterebbe tutta a carico della Presidenza del Consiglio provinciale”. Come osserva lo stesso consigliere nella pur lodevole iniziativa qualcosa pare stonare, “non si comprende infatti come mai, per quanto rilevante, un evento privato promosso da un ente privato dentro immobili e spazi privati debba essere finanziato dall’ente pubblico”.

 

Infatti, al consigliere del Pd risulta che le spese per la cerimonia e per il conseguente buffet siano state tutte poste a carico della Presidenza del Consiglio provinciale. “Certo il legame giustificatorio, per quanto debole, potrebbe essere rappresentato dall’apertura al pubblico anche di palazzo Trentini – evidenzia – ma va rammentato come lo stesso palazzo, nell’arco dell’anno, risulta essere più e più volte aperto alla pubblica fruizione in via straordinaria, senza per questo che ciò debba comportare spese di rappresentanza in capo all’istituzione consiliare”.

 

In buona sostanza dunque ciò che non torna è come mai il Consiglio provinciale abbia scelto di pagare spese “che appaiono del tutto improprie ed ingiustificate e sulla cui e finalità natura sarebbe interessante conoscere l’opinione degli Organi di controllo amministrativo e contabile”, aggiungendo il fatto che lo stesso vicolo posto fra i due immobili di pregio ed anch’esso oggetto della cerimonia inaugurale è di proprietà privata.

 

Per questi motivi il consigliere Dem ha deposito una serie di quesiti per approfondire la questione cercando di sapere, in primo luogo, se tali supposizioni corrispondano al vero ed eventualmente conoscere gli importi di spesa e soprattutto le motivazioni che hanno spinto la presidenza del consiglio ad agire in tal senso, compartecipando, di fatto, alle spese per un evento privato.

 

“Pare poco credibile – conclude Zeni – che la Sat, con i suoi oltre ventiseimila soci che ogni anno versano circa cinquanta euro a testa, si sia prestata ad un discutibile accordo di visibilità politica in cambio di un buffet ed un brindisi, perché, se così fosse, qualche dubbio sulla solidità finanziaria dell’ente potrebbe pur farsi strada”.

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